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Le routine soffocano imprigionandoci nelle nostre paure

Le routine ci proteggono così tanto che a volte possono diventare una vera prigione.

Stabilirli ci impedisce di prendere centinaia di decisioni quotidiane che dovremmo prendere se non avessimo stabilito dogane fisse. Ma instillano anche in noi un modo di fare le cose che si traduce in uno schema di pensieri e sentimenti che non cambiano.

Il prezzo delle routine può essere molto alto. Sì: sono necessari e un modo pratico per gestire la vita di tutti i giorni. Ma allo stesso tempo e impercettibilmente, diventano un modo di vivere in cui ti nascondi e inizi a temere il cambiamento.

“Ci sono mali violenti che ci contraddistinguono, ma i mali sordi, insistenti, tollerabili; quelli che fanno parte della nostra routine e che attraversiamo attentamente come il tempo. “

                                                                                                                                                                     -Emil Cioran-

È normale per noi trovare persone che vivono immerse in una carreggiata, ma che lo negano continuamente. Sospirano, afferrano la testa e dicono che sono annoiati  perché tutto è sempre uguale. Tuttavia, non sentono di avere la forza di dire “abbastanza”.

Pertanto, è necessaria una buona dose di coraggio per superare la dittatura delle routine . Inoltre, una motivazione importante e sufficiente fiducia in se stessi sono essenziali per essere in grado di rompere il modello e andare oltre nel percorso dell’incertezza.

L’effetto assordante delle routine

La cosa peggiore di stabilire routine e mantenerle è che ti desensibilizzi senza accorgertene . Non è che smetti di provare, ma finisci per classificare ciò che senti. Inizi ad avere la percezione che tutto ciò che non è familiare è pericoloso. Le novità e le differenze diventano una specie di minaccia.

La routine è un’impalcatura composta da molti pezzi. Spazia da come gestisci le tue solite ore e raggiunge tutte le tue concezioni del mondo. Finisci per pensare che devi sentire, pensare e agire in un solo modo. Capisci già tutta la realtà e che ci sono troppe domande.

La routine diminuisce la tua curiosità e diminuisce la tua capacità di essere sorpreso . Ma soprattutto ti rende sordo e cieco nei confronti del tuo potenziale. Finisci per credere di fare solo ciò che puoi fare e che sarebbe impossibile per te agire o vivere diversamente.

Il risultato è uno stato di sonnolenza. Con la routine vivi con la funzione di “svolgere” e non evolvere o essere felice. E la parte peggiore è che inizi a vedere la routine come il tuo grande risultato e hai paura di tutto ciò che potrebbe alterarla.

Paura del cambiamento. Resistenza al cambiamento

Vivere con passione è un vero dono, che molti non possono o non apprezzeranno . Significa sentire un sincero interesse per il posto di lavoro. Un vero amore per le persone con cui interagisci. È un vero entusiasmo per i piani per il futuro e tutto ciò che deve essere fatto.

 

 

 

Perché allora così tante persone vedono passare la vita davanti ai loro occhi e cercano di “bruciare il tempo” invece di vivere intensamente? C’è solo una risposta: la paura . Ti impedisce di affrontare le novità, l’ignoto e le sfide.

Il cambiamento è proprio questo: una sfida . Verso le convenzioni, i costumi, la sicurezza che ci fa fare la stessa cosa ancora e ancora per non dover pensare troppo. Anche quando la routine è irta di situazioni spiacevoli, molti la tollerano a causa di una maggiore paura del cambiamento. Ciò richiederebbe loro di lasciare la propria zona di comfort e affinare le proprie capacità per affrontare situazioni sconosciute.

 

Come superare la paura di uscire dalle nostre routine?

Ogni persona dovrebbe fare quello che vuole fare, come vuole, con chiunque e dovunque. Perché qualcuno dovrebbe rinunciare alla possibilità di lavorare o vivere come vuole , semplicemente per paura del cambiamento.

Certo, nessuno può inviare tutto all’inferno dall’oggi al domani. Bene, in realtà sì, puoi, ma potresti aver bisogno di un processo molto più lento per raggiungere questo obiettivo. La verità è che non è sempre appropriato staccarsi da tutto, ma abbastanza per recuperare un po ‘di spazio per essere se stessi . Come si inizia? Cosa fai per uscire da queste routine che ti imprigionano?

 

 

 

 

  • Prenditi del tempo per te stesso. Per quanto impegnativo o importante come il tuo lavoro, non può mai essere più importante di te. C’è una parte del tuo tempo  che dovresti dedicare esclusivamente a te stesso. Sono quelle aree della vita in cui dovresti concentrarti solo sul fare ciò che vuoi veramente: dormire, mangiare, ballare, qualunque cosa. L’importante è che senti di fare solo ed esclusivamente ciò che vuoi fare.
  • Devi giocare. I giochi non dovrebbero mai essere sradicati. I giochi visti come divertenti sono un’area di libertà per eccellenza. Nel gioco ti ricrea e costruisci nuovi significati per quello che sei di nuovo . Gioca a carte, gioca a basket, gioca quello che vuoi, ma gioca. Nota: non cercare di giocare con gli altri. Si tratta di un solo giocatore.
  • Non perdere il contatto con la natura. La natura ha un effetto molto positivo sulle nostre emozioni e pensieri. Quindi è molto importante trovare un modo per entrare in contatto con il verde delle piante e il modo particolare di interagire con gli animali. La natura ci aiuta a connetterci con noi stessi e questo, a sua volta, ci consente di riconoscere i cambiamenti che dobbiamo

 

il potere delle convinzioni

Le convinzioni hanno un effetto potente sulla nostra vita.

È risaputo che se qualcuno crede veramente di poter fare qualcosa la farà, e se crede che qualcosa sia impossibile nessuno sforzo lo convincerà che la si possa realizzare.

Sfortunatamente molti malati, come quelli colpiti dal cancro o da malattie cardiache, spesso si presentano ai medici ed ai loro amici con la stessa convinzione menzionata in questa storia.

Spesso le convinzioni del tipo:

  • Ormai è troppo tardi”,
  • “In ogni caso non c’è niente che io possa fare”,
  • “Sono una vittima… è giunta la mia ora”

possono limitare tutte le risorse della persona.

C’è una vecchia storia, riportata da Abraham Maslow( psicologo statunitense, ricercatore) su un paziente in cura presso uno psichiatra. Quel tale non mangiava o non si prendeva cura di sé, sostenendo che era un cadavere.
Lo psichiatra trascorse molte ore discutendo con lui per tentare di convincerlo di non essere un cadavere.
Alla fine gli chiese se i cadaveri sanguinano. L’uomo rispose: “Naturalmente i cadaveri non sanguinano, tutte le loro funzioni vitali sono cessate”.
Allora lo psichiatra lo convinse a tentare un esperimento. Lo avrebbe punto cautamente con uno spillo per vedere se cominciava a sanguinare. Il paziente acconsentì. Dopo tutto, era un cadavere.
Lo psichiatra lo punse delicatamente con un ago e questi, ovviamente, cominciò a sanguinare. Il paziente assunse un’espressione turbata e stupita e disse, con un filo di voce: “Dannazione… i cadaveri SANGUINANO!”

Le nostre convinzioni riguardo a noi stessi ed alle possibilità offerte dal mondo in cui viviamo, incidono sensibilmente sulla nostra efficienza giornaliera.

Tutti noi abbiamo sia delle convinzioni che rappresentano delle risorse sia delle convinzioni che ci limitano.

Un altro esempio del potere delle convinzioni, sia di quelle limitanti che di quelle potenzianti, è quello del ‘miglio in quattro minuti’.
Prima del 6 Maggio 1954, si credeva che quattro minuti fossero una barriera insuperabile per la velocità con cui un essere umano può percorrere circa un km e mezzo.
Nei nove anni che precedettero la giornata storica in cui Roger Bannister infranse il tetto dei quattro minuti, nessun atleta si era neanche avvicinato a quel record.
Entro le sei settimane successive all’impresa di Bannister, l’atleta australiano John Lundy lo abbassò di un altro secondo.
Entro i nove anni successivi quasi duecento persone hanno infranto quella barriera apparentemente impenetrabile.

Il potere delle convinzioni è stato dimostrato grazie ad una ricerca illuminante su alcuni bambini che, in seguito ad un test, erano stati ritenuti di media intelligenza, divisi in modo casuale in due gruppi di uguale entità.

Uno dei gruppi è stato assegnato ad un insegnante a cui è stato detto che i bambini erano “dotati”.

L’altro gruppo è stato affidato ad un insegnante a cui è stato detto che i bambini erano “lenti nell’apprendimento”.

Dopo un anno i due gruppi sono stati sottoposti nuovamente ai test di intelligenza.

Non è certo sorprendente che la maggioranza del gruppo che era stato arbitrariamente classificato come “dotato” abbia ottenuto risultati migliori che in precedenza, mentre la maggioranza dei bambini del gruppo classificato “lento nell’ apprendimento” abbia ottenuto risultati inferiori.

Le convinzioni dell’insegnante riguardo agli studenti avevano influito sulla loro abilità di apprendere.

Certamente, questi esempi sembrano voler dimostrare che le nostre convinzioni possono plasmare, influenzare o perfino stabilire il nostro grado di intelligenza, di salute, di relazioni, di creatività, addirittura il nostro grado di felicità e di successo personale.

Inoltre, se le nostre convinzioni esercitano un potere così straordinario sulla nostra vita, in che modo possiamo controllarle ed evitare che siano esse a controllarci?

Molte convinzioni sono state installate dai genitori, dagli insegnanti, dagli educatori e dai media quando eravamo bambini, prima che fossimo consapevoli del loro impatto, o che fossimo in grado di fare delle scelte in merito.

Per cambiare qualcosa, devi prima identificarlo.È importante rimanere pertinenti.

Tutti abbiamo tonnellate di convinzioni limitanti, ma la verità è che molte di loro sono irrilevanti.

Preoccupati quindi solo delle convinzioni limitanti che avranno il maggiore impatto,quando hai analizzato quelle, puoi occuparti di altro.

Parte del successo è concentrarsi sulle questioni più importanti della nostra vita.

Fai un elenco delle aree della tua vita in cui ti senti sfidato.

Se hai un’area della tua vita che ti dispiace e non stai attivamente facendo qualcosa per ripararla, allora è una bella sfida che tu abbia una convinzione limitante.

Altrimenti che senso avrebbe prodigarsi e fare qualcosa per cambiare la situazione?

Il tuo comportamento è un indicatore delle tue convinzioni.

Considera come stai andando nelle seguenti aree:

  • Senti una pressione finanziaria nella tua vita? Hai tutte le cose di cui hai bisogno o che vuoi davvero? Quanti soldi hai nei risparmi? Hai le entrate che desideri? Quel reddito è sicuro?
  • Le tue relazioni sono soddisfacenti? Considera la tua relazione intima e anche le relazioni con la famiglia, gli amici e i colleghi.
  • Ti stai prendendo cura di te stesso? Come va il tuo peso? Vai dal medico regolarmente per i controlli?
  • Divertimento e avventura. Stai facendo le cose che vuoi davvero fare? Sogni di andare all’estero ma non lo hai ancora fatto? Vuoi imparare a suonare la chitarra ma non l’hai mai fatto?
  • Qualsiasi altro aspetto della tua vita in cui stai vivendo insoddisfazione. Pensa a qualsiasi altra parte della tua vita in cui sei meno che soddisfatto. Se non sei soddisfatto della tua vita, una convinzione limitante potrebbe essere la causa.

 Identifica le credenze che stanno contribuendo alle tue sfide.

Fai un elenco di tutte le tue convinzioni, buone e cattive, riguardo alle sfide che hai identificato sopra.

Non tentare di filtrarli come positivi o negativi durante l’esecuzione di questo processo, basta elencarli tutti mentre fai il brainstorming ed esaminarli in seguito.

Ecco un breve esempio di convinzioni limitanti riguardo il denaro:

  • Non sarò mai ricco.
  • I ricchi sono disonesti.
  • Non avrò mai abbastanza soldi per avere una bella casa.
  • Se sono ricco, le persone proveranno a derubarmi.
  • I miei amici mi tratteranno diversamente se avrò molti soldi.

Riesci a capire perché sarebbe difficile guadagnare molti soldi se credi a queste cose?

 Identifica le credenze che ti trattengono.

Pensa a quali credenze stanno avendo il maggiore impatto negativo sulla tua vita.

Un modo per farlo è quello di:

considera come cambierebbe il tuo comportamento se quella convinzione fosse eliminata dalla tua vita.

Esaminale sinceramente e considera il cambiamento che la tua vita subirebbe se non fossi trattenuto da quella convinzione.

Metti in ordine quelle credenze negative.

Inizia con la convinzione limitante che ritieni stia creando la sfida più grande nella tua vita.

Mettili tutti in ordine dalla convinzione che ha il massimo impatto negativo al minimo.

La priorità del tempo è sempre una strategia preziosa.

Ora che hai un elenco delle tue convinzioni limitanti e le hai in ordine, è tempo di iniziare a gestirle.

 Come eliminare una convinzione limitante?

Segui questo processo per sbarazzarti di una convinzione limitante:

  1. Leggi la convinzione ad alta voce e chiediti: ” So davvero che questo è vero?”

L’hai provato tu stesso abbastanza volte da essere sicuro che sia vero?

Ricorda, non puoi trarre con precisione conclusioni da un numero limitato di esperienze.

Sai davvero che questa convinzione è vera senza ombra di dubbio?

  1. Da dove ti è venuta questa convinzione?

Ad esempio, la tua convinzione limitante sul denaro è venuta dai tuoi genitori?

I tuoi genitori erano ricchi?

Se non lo fossero, non sono una fonte affidabile di informazioni.

Dopotutto, un esperto di denaro sarebbe in grado di averne molto.

Se qualcuno non ha avuto molti soldi, non sa davvero come accumularli o cosa significhi averli.

Valuta se la fonte della tua convinzione è valida o meno.

Le tue convinzioni dovrebbero provenire dalle tue esperienze personali e dai consigli degli esperti. 

Quindi affidati agli esperti! Sono facili da trovare con un po ‘di ricerca.

3.Basta affermare a te stesso: “ Ho scelto di non crederci più. Non è vero . “

Dichiarare la tua intenzione ha un profondo effetto.

Cerca prove a sostegno.Trova alcuni motivi ed esempi per cui questa convinzione limitante è falsa.

Per esempio:

  • La persona che mi ha detto questo non lo sa davvero.
  • Non l’ho mai provato da solo.
  • Ho visto altri che sono meno capaci di me avere successo in questo.

Per lo meno, dovresti provare un senso di dubbio su quella convinzione limitante.

In caso contrario, continua a trovare altri motivi.

Mettiti online e leggi alcuni articoli di qualcuno che ritieni sia veramente un esperto sull’argomento del tuo credo.

Cerca esempi in cui la convinzione è falsa.

Immagina quanto cambierebbe la tua vita se non avessi più questa convinzione.

  1. Crea una nuova convinzione che ti serve.

Questo sarà l’opposto della credenza limitante o almeno qualcosa del genere.

Crea una convinzione che migliorerà la tua vita e sosterrà la tua capacità di agire per migliorare la tua vita.

Trova esempi per supportare questa nuova convinzione.

Qualsiasi convinzione sarà più stabile se dispone di informazioni e prove a sostegno. Cerca davvero di dimostrare che è vero.

Immagina di dover dimostrare a qualcun altro che la tua nuova convinzione è accurata. Questo dovrebbe portarti dove devi essere.

5.Misura te stesso.

Ogni giorno, controlla te stesso.Come ti senti riguardo alla tua nuova convinzione?

Cosa provi per la tua vecchia convinzione? Misura il tuo istinto: è un collegamento diretto con il tuo subconscio.

Il tuo comportamento sta cambiando?

Se le tue convinzioni cambiano, anche il modo in cui agisci e senti cambierà.

Le nostre vite e sentimenti sono una manifestazione delle nostre credenze.

Se le tue convinzioni sono davvero cambiate, anche la tua vita cambierà.

  1. Torna al tuo elenco di credenze limitanti.

Continua a lavorare sul tuo elenco di credenze negative.

Lavora attraverso quegli elementi e continua ad aggiungere nuovi elementi al tuo elenco. Scoprirai che scoprirai nuove convinzioni limitanti mentre inizi a fare progressi nella tua vita.

Man mano che sperimentate cose nuove, appariranno nuove credenze limitanti, queste sono credenze che non sapevi di avere fino a questo punto.

Quando stabilisci nuovi obiettivi, si presenteranno nuove sfide.

Man mano che impari e sperimenti di più, i tuoi obiettivi cambiano, così cambieranno anche le convinzioni limitanti che hai.

Forse deciderai che tra 5 anni vorresti diventare un ingegnere, le convinzioni limitanti che hai sull’essere un ingegnere dovrebbero quindi essere affrontate.

Continua a esaminare la tua vita per limitare le convinzioni ed eliminarle.

È come tirare le erbacce, non importa quello che fai, alcune erbacce spuntano sempre nel tempo.

Basta riconoscerle e liberarsene.

  1. Ripetere tutti i passaggi precedenti su base regolare.

Mentre stabilisci nuovi obiettivi o hai nuove sfide nella tua vita, ripeti il ​​processo sopra.

Siediti una volta alla settimana e fai un nuovo elenco di credenze limitanti.

Sarai inarrestabile.

“A volte tutto ciò che serve per cambiare una vita è decidere quali credenze non ti servono e cambiare letteralmente la tua mente su quelle credenze” Joy Page

Genitorialità positiva: 5 regole per aiutarti ad affrontare il comportamento negativo dei figli in modo più positivo

I tuoi figli ti fanno impazzire? Se ti è mai stato chiesto di descriverli, dopo aver detto :”È un bravo ragazzo, ma …”,  aggiungeresti le parole come “provocatorio”, “lamentoso”, “immotivato”, “irrispettoso”, “arrabbiato” o “esigente”? Aggiungendo solo  alcuni lati positivi qua e là?

Se i negativi nella tua mente sono più grandi dei positivi, la prima cosa da capire è che è naturale. Dopo tutto, noi genitori siamo umani, il che significa che tendiamo a cercare ciò che è sbagliato nella nostra progenie, così che possiamo concentrarci su ciò che dovremmo “sistemare” in essi. In qualche modo questo ci tranquillizza; crediamo di migliorare le loro possibilità di sopravvivenza a lungo termine in un mondo spesso difficile.

Fermare la ricerca di ciò che temiamo è un’abilità genitoriale e di apprendimento importantissima da imparare.

Il problema è, tuttavia, che se passiamo la maggior parte del nostro tempo a preoccuparci, a sistemare e cercare di dare forma ai nostri figli in ciò che pensiamo dovrebbero essere, ci mancano i lati positivi di chi sono realmente.

La buona notizia è che è effettivamente più efficace guardare l’immagine bilanciata se si vuole influenzare positivamente figlio/a  e mantenere la comunicazione aperta tra di voi. Ti aiuterò a “cambiare le lenti negli occhiali” in modo da poter vedere i comportamenti negativi di tuo figlio in una luce più positiva – o almeno più accurata!

Ecco cinque regole per iniziare:

Regola 1: smetti di cercare ciò che temi

Quando la tensione aumenta, i genitori possono avere la tendenza a cercare prove di ciò che temono. Avevo un amico che era così spaventato che suo figlio fosse un perdente che lo teneva sveglia di notte. Lui stesso aveva lottato socialmente per tutta la vita.

Per affrontare la paura per suo figlio, girava nel cortile della scuola durante la ricreazione, per cercare prove per confermare la sua convinzione negativa su di lui,  ossia non aveva amici. Certo, quando cerchi prove per confermare le tue credenze spaventose, troverai situazioni e le etichetterai come tali.

Un giorno, mi raccontò, mentre lui guidava, lo vide in piedi da solo su un’estremità dell’asfalto mentre tutti gli altri bambini giocavano dall’altra parte della strada. Scese dalla macchina e corse verso di lui freneticamente e gli disse: “Ale, perché sei qui tutto solo e non ti unisci agli altri bambini? e lui rispose: “Papà, puoi toglierti di mezzo?

Questo illustra esattamente ciò che l’ansia può fare a noi genitori, può portarci a cercare prove di ciò che temiamo, e quindi iniziamo a trattarli come se il problema fosse reale, così facendo creiamo una nostra profezia in realtà.

Se questo diventa un modo abituale di affrontarli, invece di aiutarli a imparare a comportarsi in modo più appropriato con gli altri, potremmo inavvertitamente aiutarli a crearsi altri disagi. In altre parole, ciò che stavi cercando di prevenire si verificherà. Perdiamo di vista il logico e il reale, quando ciò accade, anche i tratti positivi possono diventare negativi.

Fermare la ricerca di ciò che temiamo è un’abilità genitoriale e di apprendimento importante da imparare.

 

Regola n. 2: cambia le lenti

Possiamo anche trasformare i lati positivi in ​​negativi quando non siamo in grado di vedere le cose buone seppellite nei comportamenti noiosi e fastidiosi che ci fanno impazzire. Quanto spesso ci preoccupiamo quando i nostri ragazzi sono ribelli con noi? Non ci piace quando si scontrano con noi in disaccordo con ciò che vogliamo che facciano. Quando dicono di no o si rifiutano di fare ciò che chiediamo, ci fanno arrabbiare.

È naturale arrabbiarsi con i nostri figli e etichettare il loro comportamento e atteggiamento come qualcosa di negativo, qualcosa che dobbiamo sistemare in loro. Mentre dobbiamo affrontare il comportamento risultante (rifiuto di conformarsi), la vera caratteristica del bambino non è necessariamente una cosa negativa.

Cambiando l’obiettivo nei nostri occhiali, invece di provare a cambiare i nostri figli, possiamo arrivare ad apprezzare la loro tendenza all’opposizione, anche se può essere estenuante e difficile da gestire.

Provate a guardarla in questo modo: vogliamo che i nostri figli crescano e siano adulti responsabili e indipendenti. La sfida e l’opposizione che vedi possono anche tradursi in un bambino che non ha paura di dire “no” alla pressione dei coetanei, o che ha forti capacità di leadership. Il nostro compito di genitori è di dirigere questa energia in modo appropriato ponendo dei limiti, conoscendo i nostri figli e cercando di mantenere le linee di comunicazione aperte con loro.

Vedere il positivo nei comportamenti dei nostri bambini è una sfida quando il comportamento rende la nostra vita più difficile o diversa da come vorremmo che le cose accadessero. È più facile visualizzare le cose in modo più positivo quando consenti e accetti che tuo figlio sia unico e diverso da te. Non devi permettere ogni cosa a tuo/a  figlio/a bambino, ma è utile cercare di fare un passo indietro e vedere la sua affermazione da una mentalità più positiva.

Un esercizio utile: se la tua tendenza è quella di vedere il bicchiere mezzo vuoto, pensa a  cosa ti servirebbe per vedere il bicchiere mezzo pieno?

Ecco il mio consiglio: ogni volta che ti trovi concentrato sui tratti negativi del tuo bambino, scrivi tre positivi su quel tratto o comportamento. Allenati a vedere le cose da una prospettiva diversa. Se tuo figlio è troppo sensibile, nota il positivo: la sua natura empatica. Se lei è polemica, nota il positivo: ha affermazione di sé.

La chiave è di notare gli aspetti positivi all’interno dei negativi del comportamento di tuo figlio, e quindi aiutarla/o a canalizzarlo correttamente. Potresti aiutarlo/a a passare dall’aggressività all’affermazione ponendo dei limiti attorno al suo comportamento, dando conseguenze per un comportamento inadeguato (e non le sue emozioni) e poi avendo conversazioni sulla risoluzione dei problemi su come gestire le cose in modo appropriato la prossima volta, per esempio. Ma in fondo, l’assertività di tuo figlio è uno strumento molto utile nel mondo reale, purché possa utilizzarla in modo sano. Il tuo compito è guidarla/o, aiutarla/o e insegnargli come farlo.

 

Regola n. 3: visualizza te stesso al posto di tuo figlio

Guarda tutti i comportamenti che ti fanno arrabbiare e chiediti cosa hai bisogno di capire a riguardo. Per fare questo, dovrai dare un’occhiata al cervello in via di sviluppo di tuo/a figlio/a e metterti nei suoi panni per un momento. Con questa nuova comprensione, sarai in grado di vedere il comportamento con meno ansia.

Diciamo che tuo figlio della scuola media vuole comprare le scarpe costose da ginnastica che tutti a scuola indossano, e si mette a urlare quando gli dici di no. Così urli anche tu: “Solo perché tutti le hanno, non significa che devi averle!” E poi pensi tra te e te: “Cosa è successo ai valori che gli abbiamo insegnato? Cosa gli succede? Come mai è diventato così egoista, esigente e maleducato?”

Ora fermati un attimo e visualizza davvero te stesso che entra nei suoi panni. Che cosa puoi ora vedere e capire che non  potevi vedere quando eri nelle tue scarpe? Forse puoi capire con più chiarezza che il problema riguarda meno le sneakers e molto altro sulla sua necessità di adattarsi al gruppo (e non essere diverso). Mentre cresce lui è in un posto dove sente l’urgenza di guardare e comportarsi come i suoi coetanei.

Hai mai provato a non preoccuparti di ciò che gli altri pensavano di te? Come hai fatto? Ora prova ad essere un adolescente o pre-adolescente e fallo. Quasi impossibile, giusto? Non fraintendetemi, capire il comportamento non significa che dovresti arrenderti e andare a comprargli le scarpe costose da ginnastica; significa semplicemente che puoi entrare in empatia con tuo/a figlio/a, e capire le sue esplosioni di rabbia conformandoti e comprendendolo/a  piuttosto che comportarti in modo preoccupato o arrabbiato.

Non prendetela sul personale. Questa nuova regola ti aiuterà sia ad entrare in empatia facendoti calmare prima di discutere di un suo comportamento che pensi sia inappropriato, sia a capire che alcuni comportamenti negativi di tuo/a figlio/a sono normali e in via di sviluppo. Questo può anche aiutarti a depersonalizzare ciò che stanno facendo e vedere il quadro generale un po ‘più chiaramente. In conclusione: il comportamento potrebbe non piacerti, ma almeno sarai in grado di vederlo per quello che è e non prenderlo sul personale.

 

Regola n. 4: chiediti: “È un comportamento negativo o una reazione a qualcos’altro?”

 

A volte trascuriamo l’effettiva causa del comportamento dei figli e lo etichettiamo come negativo. Ma una volta compreso il suo scopo, tutto ci sembra meno catastrofico. Per esempio: diciamo che i genitori di un bambino sono arrabbiati tra di loro per un po’ di tempo.

Il ragazzo percepisce la loro tensione e agisce. Se diventa la spugna emotiva della famiglia, apprende che quando si comporta in modo aggressivo, i suoi genitori si calmano tra di loro concentrandosi solo sul suo comportamento. Perché succede? Loro si concentrano sul comportamento negativo piuttosto che sui propri problemi l’uno con l’altro e si sentono più tranquilli a non dover affrontare le proprie difficoltà. Il bambino cresce e sa che un modo per mantenere i suoi genitori più armoniosi è avere dei problemi da risolvere. Questo accade per lo più inconsapevolmente.

Fai un passo indietro e prova a vedere se il comportamento è un’espressione di “fusione familiare“. Il comportamento del ragazzo dell’esempio esprime ciò che gli altri membri della famiglia non diranno l’un l’altro?

Oppure il suo comportamento aiuta gli altri a non concentrarsi su se stessi, ad abbattere le proprie lotte e comportamenti negativi? Questo si chiama “fusione”. I bambini “ci guardano per vivere”, e intuiranno ciò di cui la famiglia ha bisogno per mantenere un’equilibrio stabile e funzionante.

Ciò significa che agiranno e diventeranno la barra di alleggerimento, se necessario. Una volta che vedi la funzione di determinati comportamenti, puoi vedere il comportamento in una luce diversa.

 

Regola n. 5: Diverso va bene

È naturale sentirsi più positivi sugli altri quando sono “come” noi. Le differenze potrebbero renderci scomodi, ma tieni presente che diverso non è sinonimo di negativo. Se il tuo/a  figlio/a agisce, si comporta o pensa in modo diverso da te, invece di vederlo negativamente, riconosci la differenza e vai avanti.

È così facile vedere gli altri, in particolare i nostri bambini, da un luogo di preoccupazione, e la nostra immaginazione può davvero scatenarsi quando siamo stressati. Cerca di vedere i tuoi figli per quello che sono piuttosto che per chi temi possano diventare. Quando riuscirai a vederli in una luce positiva, ragionevole e realistica, li aiuterai a brillare, fiorire e prosperare.

 

Tarda Adolescenza: 10 modi per sviluppare la vostra liberta’ personale

     

1.Elimina la mentalità basata sui permessi

 
Aspettare il permesso è il modo più veloce per rinunciare alla propria libertà personale e autonomia. Non hai bisogno di qualcuno per dire che qualcosa va bene. Se sai che è giusto, basato su esami e riflessioni, allora vai e fallo.
Non hai bisogno dell’accreditamento di qualcuno per lanciarti nel mondo professionale. Costruisci un pitch deck e  inizia a metterti di fronte alle imprese. Non aspettare che qualcuno ti assuma per iniziare a lavorare per loro. Se sei entusiasta di ciò che fanno, inizia a creare valore gratuitamente.
Aspettare che le altre persone stiano bene è una resa del tuo potere. Li mette al posto di guida. Il modo più veloce per costruire la vita che vuoi è iniziare e costruirla tu, indipendentemente da ciò che chiunque altro ha da dire al riguardo.
 
   

       2.Non fare le cose solo perché qualcuno ti dice che dovresti.

 
Fai le cose perché credi sinceramente in loro.
“Ho seriamente preso in considerazione l’idea di andare all’università perché la gente mi ha detto che dovevo. Alla fine, mi sono reso conto che credevo sinceramente nel forgiare il mio percorso e avere successo senza l’università, e questa era la convinzione sulla quale ho preso la mia decisione”
Non andare a scuola solo perché la società ti dice di andarci, o perché i tuoi coetanei o genitori ti dicono che è necessario. Non seguire una carriera standard solo perché qualcuno ti ha detto che è la corsia preferenziale per il successo.
 

          3.Capire cosa è prezioso e cosa non lo è.

 
Il valore è la forza trainante della società – è ciò su cui sono costruiti tutti i sistemi umani. Nel corso della storia umana, il fondamento delle reti è stato lo scambio – il commercio di beni e servizi, vale a dire il valore.
Per essere un’entità libera e competente all’interno di questo sistema umano (in cui viviamo tutti), devi comprendere il valore. Studia ciò che è prezioso – per i datori di lavoro, per le imprese, per i consumatori, per i tuoi colleghi, per le persone con cui vuoi interagire. Imparalo. Interiorizzarlo. Impara come modellare il tuo lavoro attorno ad esso.
Se puoi comunicare in termini di valore e se puoi fornire valore alle persone, puoi creare opportunità per te stesso ovunque.
 

          4.Renditi un’entità preziosa.

 
Questo è un principio di base dell’economia: più qualcosa è prezioso, più la gente lo desidera. Non basta capire cosa è prezioso per le persone: diventa prezioso per te stesso. Fai cose che aumentano il tuo valore personale e professionale. Impara le abilità che aumentano il tuo potenziale di guadagno e aumenta la gamma di problemi che sei in grado di risolvere. Trasmetti questo valore sviluppando un sito Web, un blog o un podcast e creando prove sociali. Impara come costruire cose interessanti. Scopri come rendere i sistemi più efficienti. Sviluppa risorse che puoi utilizzare per aumentare il tuo valore innato. Se non lo hai ancora trovato, fai un salto a trovarmi o chiamami, che ti do una mano a renderti prezioso/a per essere un gradino avanti agli altri.
 

      5.Prendi possesso delle tue azioni e delle tue decisioni, con la libertà arriva la responsabilità.

 
In ogni scelta che fai, devi raccogliere i frutti e accettare le conseguenze. Se sbagli, dillo. Se ti trovi in ​​una situazione che non ti piace, non giocare la carta della vittima. Non sei una vittima. Sei un agente libero che ha preso le decisioni che ti hanno portato qui, e anche se non hai scelto il risultato, sei libero di fare delle scelte su come andare avanti.
 

       6.Ritieniti responsabile. Non darti scuse

 
E’ molto facile fare scuse alle altre persone quando si incasina qualcosa o si prende una decisione sbagliata. È anche facile scusarsi con se stessi.
Alcuni giorni sei stanco e hai due opzioni: puoi guardare Netflix, Sky, o “divanarti” finché non ti addormenti, o puoi lavorare sul tuo progetto prima di andare a letto. Se scegli Netflix, ti sentirai in colpa, più tardi, poichè non hai lavorato a ciò che sarà il tuo futuro,vicino o lontano Puoi inventarti mille scuse da dirti: ” Ero stanco”, “Non avevo buone idee”, “Avevo bisogno di una ricarica creativa”, ecc.
Questi potrebbero essere punti validi – l’equilibrio è importante – ma ti stai lasciando fuori dai guai quando rispondi a quel sentimento di colpevolezza senza prima di esaminarlo. Stai abilitando la tua passività, razionalizzandola.
Le scuse spianano e lucidano la via della mediocrità. Sradicale!!
 

      7.Non accettare il fallimento come una possibilità. 

 
Quando ti stai assumendo la responsabilità delle tue azioni, ci saranno dei sobbalzi sulla strada. Devi essere resiliente.
In “Pensa e arricchisci” , Napoleon Hill ha scritto un passaggio importante sulla firma della Dichiarazione di Indipendenza. In quel passaggio, ha un punto molto toccante: quei 56 uomini stavano firmando non solo una proclamazione di libertà, ma un documento che avrebbe potuto benissimo diventare la loro condanna a morte. Se gli Inglesi fossero stati vittoriosi e la rivoluzione fosse fallita, ognuno di questi uomini sarebbe stato impiccato per tradimento.
Nella loro mente, non c’era possibilità di fallimento. L’unica opzione pensata era il successo, e non vi avrebbero rinunciato (non potevano) fino a quando non l’avrebbero ottenuto.
La strada per la libertà – e per il successo di qualsiasi tipo – è caotica. 
Ci saranno molti fallimenti lungo la strada e molti falsi finali che provocheranno una sconfitta. Se vuoi prendere l’autonomia nelle tue decisioni nel tuo percorso di vita, non devi accettare il fallimento come possibile risultato. Il fallimento è un passo nel processo, non una destinazione. L’unica possibilità è il successo.
 

8.Sii implacabile nella tua ricerca di miglioramento personale.

 
La vittoria non arriva al passivo, è concessa a coloro che hanno combattuto più duramente – e  più intelligentemente. Tieni traccia delle tue vincite. Esamina le tue perdite.
Sii focalizzato su dove stai andando – fissa obiettivi regolari – e fidati del processo. 
Sfrutta le opportunità che ti rendono migliore, anche se non ti portano direttamente dove vuoi arrivare, poiché è importante avere chiare intenzioni di crescita e sapere che tali intenzioni possono essere soddisfatte in luoghi inaspettati.
 

     9.Conosci te stesso. 

 
Di tutti questi punti, questo potrebbe essere il più difficile, certamente è il più profondo.
Per avere veramente la libertà, devi capire perché prendi determinate decisioni al posto di altre.
Siamo schiavi delle nostre menti e delle nostre abitudini. Facciamo scelte tutte le volte, anche se  sembrano involontarie. Spesso non sappiamo perché finiamo in certe relazioni, perché facciamo gli errori che facciamo, perché abbiamo certi  blocchi mentali .
Praticare costantemente auto-riflessione ed esame sono la chiave per capirci dentro. Chiediti ‘perché’ – perché apprezzo questo? Da dove viene questo valore? Di cosa ho paura?
Sapere è potere. Meglio conosci te stesso, meglio puoi prendere il controllo delle tue azioni. Invece di essere reattivo, puoi diventare proattivo.
 

    10.Non riposare sugli allori. La libertà non è solo faticosa da guadagnare, è anche difficile da mantenere. 

 
Viviamo in un mondo pieno di persone che sono più che felici di toglierti la libertà
Sistemi che ti permettono di seguire il nastro trasportatore senza dover prendere una decisione critica più difficile del fatto che tu voglia andare all’ università o diventare imprenditore. Mantenere la tua libertà personale e autonomia è molto più difficile. È un percorso costante verso l’alto. Controlla i tuoi successi nello stesso modo in cui controlli i tuoi fallimenti: esaminali, vedi cosa puoi imparare e applica in futuro, poi archivia tutto e continua ad andare avanti.
 
Se anche tu in questo momento ti senti perso, mandami una e mail, ne perleremo insieme.

 

 

 

Tip: la separazione o il divorzio diminuiscono la tua Performance personale?

Durante e dopo la fase di separazione o divorzio è innegabile la sensazione di fallimento che si prova a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo posti in partenza.

L’umore scende, la voglia di fare anche, il desiderio di essere invincibili e potersi risollevare pure,  e ti sembra che le performance che avevi un tempo siano solo un ricordo e che non potranno tornare più perchè tu sei diverso/a, sei cambiato/a, e di conseguenza devi subire alla situazione che stai vivendo.

Queste sono tutte emozioni e stati che si vivono regolarmente quando si affrontano questi momenti, non sei l’unica/o.

Voglio però rassicurarti sul fatto che esiste la possibilità in cui tu ti sentirai  meglio di prima, meglio di quando eri ragazzo, meglio di quando ti sentivi già forte, questo accadrà se riuscirai a sfruttare il momento che sta accadendo come potenziante per la tua vita e non limitante.

La formula della Performance, chiamata spesso anche equazione della potenzialità, sottolinea il modo in cui possiamo migliorare la nostra performance: analizziamola più in dettaglio.

Come disse Tim Gallwey, pioniere del Coaching e autore del best-seller internazionale – Il gioco interiore del tennis:

“ Nel tennis come nella vita esistono due livelli di “gioco”: quello esteriore espresso sul campo nella sfida con l’altro giocatore, e quello interiore che si svolge fra mente e corpo, pensieri ed emozioni, nel quale gli avversari sono i dubbi, l’insicurezza, l’ansia, il calo di concentrazione”.

In ogni sforzo umano ci sono due ambiti di coinvolgimento: quello esteriore e quello interiore.

  • L’ambito esteriore è ciò che vediamo succedere al di fuori di noi stessi: ad esempio, per un addetto alle vendite possono essere i risultati che ottiene (o che non ottiene, a seconda dei casi).
  • L’ambito interiore è quello degli atteggiamenti e dei valori dentro di noi che favoriscono, oppure ostacolano, quei risultati. Si tratta quindi di superare i nostri ostacoli interiori, come ad esempio dubitare di noi stessi, analizzare eccessivamente le situazioni, o avere paure, preconcetti e convinzioni limitanti.

Rivediamo l’equazione:

  • P =  p – i     (Performance = potenziale – interferenze)

In base a questa formula studiata scientificamente su campioni di livello internazionale, ma valida in qualsiasi ambito di vita,  per aumentare la performance:

  1. bisogna accrescere e sviluppare il fattore p, le proprie potenzialità 
  2.  ridurre o eliminare il fattore i, le interferenze.

 

Una rosa è una rosa, dal momento in cui è un bocciolo, a quello in cui appassisce e muore. Da quel primo momento fino alla fine contiene il suo intero potenziale.

Per un tennista, come per chiunque altro, il primo passo nella giusta direzione è vedere e sentire ciò che sta facendo, cioè aumentare la consapevolezza di ciò che realmente è.

Vincere significa superare gli ostacoli per raggiungere uno scopo, ma il valore del vincere è grande solo nella misura del valore dello scopo raggiunto. 

In altre parole, lo scopo del successo non è necessariamente il raggiungimento di un obiettivo, quanto la conoscenza di noi stessi che acquistiamo per raggiungere la nostra performance migliore.

 

S.O.S: Come dire ai figli che mamma e papà si separano o divorziano

Una guida per fasce d’età

La notizia che mamma e papà si stanno separando colpisce un bambino di tre anni e un bambino di undici anni in modo diverso. Ecco come aiutare i bambini a gestire la situazione  a qualsiasi età.

Due genitori premurosi si sedettero accanto al loro figlio in età prescolare per informarlo del loro imminente divorzio. Con attenzione e dolcezza, gli dissero che mamma e papà avrebbero smesso di vivere insieme e che da quel momento avrebbero vissuto in case diverse, ma lui li vedrà comunque regolarmente entrambe. Finirono col dirgli il punto più importante, che mamma e papà lo amavano ancora di più e gli chiesero se avesse delle domande. Il bambino di quattro anni rimase in silenzio, poi disse: “Chi si prenderà cura di me?”

Questa piccola storia, raccontata dallo psicologo, mediatore e scrittore californiano Joan B. Kelly, offre una finestra sulle differenze tra le esperienze di divorzio tra adulti e bambini. Questi genitori avevano fatto tutte le cose giuste, avevano cercato una consulenza professionale e cercavano di dare a loro figlio le informazioni essenziali senza agitarlo. Eppure non sono riusciti a superare questo punto chiave, che poteva sembrare ovvio per loro, ma non lo era per il figlio.

Gli adulti vedono il divorzio per la complessa e sfaccettata situazione che è. I bambini piccoli tendono a vederlo in termini concreti ed egocentrici. Grandi rassicurazioni significheranno poco per un bambino che si chiede, “Dove vivrà il gatto?”,ad esempio . Capire dove sono i bambini, a livello evolutivo, può aiutarli ad adattarsi alla realtà del divorzio.

Come parlare ai figli dai 3 ai 5 anni sul divorzio:

  •  iniziano a sviluppare l’indipendenza, ma ancora altamente dipendenti dai genitori
  • capacità limitata di comprendere causa ed effetto; ancora incapaci di pensare al futuro
  • la comprensione del mondo ruota intorno a se stessi
  • la linea tra fantasia e realtà è a volte sfocata
  • alcune capacità di pensare ai sentimenti, ma limitata capacità di parlarne.

 

Quando ho incontrato Nicola e sua moglie Lisa l’autunno scorso, mi hanno raccontato della loro separazione e che i loro due figli, Andrea, sei anni, e Caterina, quattro, erano già abituati a stare con papà la maggior parte del tempo, dal momento che il lavoro di mamma la teneva fuori  città tranne pochi giorni al mese. Quindi, quando Lisa si trasferì dalla loro casa di Milano a Firenze,  ci volle un po ‘di tempo per capire il cambiamento. Quando i bambini tornarono a Milano dopo la loro prima visita del fine settimana dalla  madre, Caterina disse: “Mamma viene a casa nostra?” Anche se l’avevano appena lasciata. Ci vorrà tempo per la piccola e molte spiegazioni semplici prima che lei possa capire e metabolizzare come stanno realmente le cose.

 

Che cosa guardare: i segni di sofferenza nei bambini in età prescolare includono paura, rabbia o instabilità emotiva, che possono essere espressi indirettamente attraverso l’attaccamento, l’ansia o l’irritabilità generale. I bambini in età prescolare possono anche rallentare il loro sviluppo e avere risvegli notturni frequenti, per esempio.

Con la loro limitata capacità cognitiva, i bambini di tre e quattro anni possono sviluppare idee imprecise sulle cause e gli effetti del divorzio, specialisti in parent coaching americani hanno affermato che i bimbi in questa situazione pensano: “Se papà è quello che lascia la casa, ‘papà mi ha lasciato,’ piuttosto che ‘papà ha lasciato mamma,'”.  I bambini devono capire che la decisione di vivere separati è una decisione degli adulti e per  loro è difficile capirlo.

 

Priorità genitoriali: la cura costante da ai bambini un senso di stabilità e rassicurazione, quindi, per quanto possibile, le vite dei bambini devono essere ancorate alle loro normali abitudini (pasti, giochi, bagno, letto) in presenza di un genitore che è “lì per loro”. Questo, ovviamente, è importante per tutti i bambini , ma soprattutto dopo il divorzio. Come ho potuto osservare, se le cose non allontanarsi da casa andando sempre più spesso con gli amici. Bambini piccoli e bambini in età prescolare non possono.

I bambini in età prescolare hanno bisogno di spiegazioni semplici e concrete. Attenersi a quelle basiche: quale genitore si trasferirà, dove il bambino vivrà, chi si occuperà di lui e con quale frequenza vedrà l’altro genitore. Siate preparati alle domande; fornite risposte brevi, quindi attenderete per vedere se ce ne sono altre. Non aspettatevi che una conversazione  finisca il vostro lavoro; pianificate diversi e brevi colloqui coi piccoli.

Come parlare ai figli dai 6-11 anni sul divorzio:

Da 6-8 anni 

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COSA FANNO LE PERSONE CHE SONO FELICI PER ESSERE FELICI?

Normalmente pensiamo che l’obiettivo finale di tutti sia essere felici e amare la propria vita.

Ma quante persone davvero lo sono? Se mai incontrerai i pochi fortunati che amano sinceramente la vita che stanno vivendo, potresti chiedergli: “Cosa stai facendo in modo diverso dagli altri per stare così bene?”

Se questo pensiero ti è mai passato per la testa, ti diamo un piccolo elenco, in base alla nostra esperienza di coach, di cose che queste persone “fortunate” fanno per essere felici,  così da crearti spunti di riflessione per la tua vita.

1.Sono consapevoli  che la vita è breve.

Potrebbe sembrare un cliché, ma le persone che amano le loro vite sanno che ogni momento è un dono prezioso. Spesso hanno in mente la loro mortalità, non in modo ossessivo, ma in un modo che ricorda loro di vivere ogni giorno al massimo e di non dare per scontata una sola cosa.

2.Non chiedono l’attenzione degli altri.

Se sei felice e ami la vita che stai vivendo, non è necessario essere il centro costante dell’attenzione altrui. Le persone che amano le loro vite tendono ad essere sicure di sé e non hanno bisogno che tutti cadano ai loro piedi per sentirsi bene con se stessi.

3.Sono saggi nei  loro acquisti.

Le persone felici si rendono conto che essere impulsivi o troppo generosi in certi acquisti, creerà in loro conseguenze negative. Pensano prima di passare ai fatti, nel caso chiedono finanziamenti e si assicurano di non indebitarsi mai, perché ciò causerebbe uno stress non necessario.

4.Sono in contatto con i loro sentimenti.

Una cosa molto bella  della vita è amare le altre persone e sentire profondamente le nostre emozioni. Non possono garantire che le loro emozioni siano sempre buone, le persone che amano le loro vite si permettono di sentire ed esprimere emozioni, si rendono conto che i sentimenti fanno parte della vita e non li reprimono.

 5.Rivendicano il loro potere.

In altre parole, non permettono a nessuno di controllare il loro mondo. Per esempio: se qualcuno gli dice qualcosa di brutto , non gli lasciano spazio per rovinargli la vita. Cambiano ciò che possono, accettano ciò che non possono e lasciano che le emozioni negative li attraversino così da non lasciare che altre persone controllino il loro stato d’animo.

6.Consapevolmente agguerriti.

La vita non va mai come ci aspettiamo. Le persone felici lo sanno. Sanno che l’imprevisto può accadere, ma questo non gli impedisce di essere felici, semplicemente spostano le loro prospettive e trovano altre direzioni.

7.Sanno come controllare le loro azioni.

Alcune persone pensano che le azioni siano il risultato di qualche forza esterna. Quante volte hai sentito, “Mi ha fatto urlare perché ha detto qualcosa di stupido!” No. Nessuno ti fa gridare,tranne te. Sì, le persone possono farti arrabbiare, ma quello che fai con quella rabbia – e come lo incanali in un’azione – è un’altra storia. Le persone che amano le loro vite lo sanno.

8.Prendono la responsabilità delle proprie azioni.

Nessuno è perfetto. Come detto sopra, le persone felici sanno controllare le loro azioni. Tuttavia, a volte commettono errori. Se perdono temporaneamente il controllo e si comportano in un modo da  ferire qualcuno (o in modo non produttivo), si scusano. Dopo che si sono scusati, cambiano il loro comportamento.

9.Trasformano la loro passione in una carriera.

Probabilmente hai sentito la gente dire “Fai quello che ami e non lavorerai mai un giorno nella tua vita”. Molte persone sono d’accordo, ma non sanno come farlo accadere. Le persone che amano la vita sanno che c’è un modo per trasformare qualsiasi passione in un’opportunità economica.

10.Sanno di avere la capacità di controllare i loro pensieri.

Molte persone pensano che i loro pensieri siano senza controllo.Questo non è vero. In qualsiasi momento, hai la possibilità di scegliere un pensiero diverso., all’inizio potresti non crederci, ma più cambi il tuo pensiero in positivo più e più volte nella tua testa, più inizierai a viverlo davvero.

11.Si associano solo a persone positive che li rendono energeticamente forti.

Le persone felici non amano essere attorniati da persone negative. Si prosciugano e probabilmente preferiscono essere a casa a leggere un buon libro da soli rispetto a qualsiasi negatività. A nessuno piacciono i reclami, quindi le persone che amano le loro vite si circondano solo di altre persone positive.

12.A loro piace stare con le persone stare da soli.

Essere socievoli è divertente, ma anche essere soli ha i suoi benefici. Le persone che amano le loro vite sono in grado di incorporare entrambi nelle loro vite. Non necessariamente si appoggiano ad entrambi gli estremi; tendono ad avere equilibrio

 13.Sono fiduciosi nelle scelte che fanno.

Hanno la capacità di fare un passo indietro e analizzare logicamente le scelte che gli si presentano. Pensano prima di agire. Guardano le possibili conseguenze di ciascuna scelta. Una volta presa una decisione, ne sono fiduciosi. Anche se non risulta come previsto, possono cambiare le prospettive abbastanza facilmente e felicemente (vedi sopra).

14.Sanno come avere un’influenza positiva sugli altri.

Queste persone sanno che la loro vita è un esempio per il mondo. Sanno che altre persone li stanno guardando e cercano di essere da esempio. Vogliono solo diffondere felicità e gioia avendo un buon comportamento.

15.Amano se stessi.

Questo non è amore narcisistico (il narcisismo non è affatto amore per se stesso). Quello che vogliamo dire, concludendo,  è che a loro piace sinceramente chi sono. In altre parole, se fossero qualcun altro, probabilmente sarebbero amici con se stessi. Pensano di essere piuttosto fantastici.

Se non ami la tua vita, non perdere la speranza. Ci sono sempre dei cambiamenti che puoi fare per diventare più felice. Queste cose sono solo l’inizio per essere felici e amare la tua vita. Perché non provarne alcuni già da oggi?

 

Adolescenza: istruzioni per superarla

L’adolescenza (termine che deriva dal latino “adolesco” =  crescere) senz’altro è uno dei periodi più impegnativi della vita. In questa fase della sua crescita il giovane deve affrontare molti problemi e molte responsabilità.

L’adolescenza è però un periodo di particolare importanza, è caratterizzata dal susseguirsi di una serie di cambiamenti individuali , connessi allo sviluppo fisico e psichico.
La trasformazione fisica ha un ruolo importante sia per gli istinti sessuali, sia per lo sviluppo del fisico che accompagna tutta questa fase.

L’evoluzione del corpo è sottovalutata da parte dei genitori che ne temono il significato sessuale, infatti spesso l’adolescente vive questa esperienza in solitudine. La maturazione fisica evidenzia un “diventare grande” a cui l’adolescente non è pronto.

Il passaggio dalla fanciullezza all’ adolescenza si caratterizza anche per  il consolidamento dell’identità di genere: ragazzi e ragazze sono sempre più spinti dalle pressioni  interne ed esterne. L’adolescenza,infatti, è l’età delle prime esperienze amorose e sessuali.
Occorre tenere conto che il calendario che declina le pulsazioni sessuali è cambiato negli ultimi anni, infatti la comparsa del primo ciclo mestruale si manifesta molto prima.

Nel corso dell’adolescenza si matura anche nel pensiero, ossia avere una maggiore capacità riflessiva.
L’adolescente in questo periodo è confuso perché la sua immagine e la sua identità si stanno definendo. In questo periodo si vive una contraddizione tra la mancanza d’autonomia e il bisogno d’indipendenza, ed è caratterizzata da una opposizione nei confronti delle regole familiari e sociali.

I genitori dovrebbero imparare ad accogliere le richieste di autonomia.

L’adolescente cerca risposte rivolgendosi ad un gruppo coeso e omogeneo.
Questa fase deve essere considerata come un momento di passaggio e trasformazione. Ci sono anche casi in cui i ragazzi che giungono a questa età senza problemi, iniziano proprio in questa fase a mostrate difficoltà mai avute.

Adolescenza e problematiche

 Il ragazzo/a alle volte,  non è in grado di superare tutte quelle preoccupazioni che nascono in lui/lei e questo crea forti disagi che, solo raramente, riesce ad esprimere in modo da poter essere aiutato in qualche maniera. Spesso, poi, in quei momenti di difficoltà l’adolescente si isola soprattutto dalla famiglia che si ritrova così incapace di dargli una mano, e per questo il ragazzo va a cercare aiuto dagli amici i quali, la maggior parte delle volte, non interpretano i suoi strani atteggiamenti come segno di malessere interiore.

L’adolescente, nei nostri anni, è spesso visto come una persona priva di ideali, non troppo legato alla famiglia e che dà molta importanza all’amicizia. L’essere privo di ideali dipende  sia  al fatto che i ragazzi pensano di avere tutto ciò che occorre (a parte una maggior libertà), sia che si danno per vinti in partenza e talvolta non imparano a lottare per ottenere ciò che vogliono perché sono stati abituati così dalle famiglie.

Probabilmente tutti i genitori che viziano i propri figli sono coloro che durante l’età adolescenziale non hanno avuto ciò che volevano se non con le lotte, e sanno perciò quanto sia duro “combattere”.

I giovani non hanno stimoli da parte di nessuno a contrastare una società che non gli piace, ma a cui devono adattarsi. Per questo è facile che entrino in crisi davanti al primo problema che incontrano.

Tali stimoli non gli vengono forniti neanche dagli amici, dai quali si rifugiano per trovare sicurezza e comprensione e per tentare di fuggire dai problemi che purtroppo permangono. Gli adolescenti trovano amici sempre più uguali a loro in modo da non avere contrasti proprio con nessuno.

Dalle nostre ricerche possiamo dire che questo tipo di comportamento sia sbagliato, in quanto non aiuta assolutamente un ragazzo a formarsi un carattere e di conseguenza a crescere. È facile trovare sempre conferme fino a quando non si è costretti a dover uscire dall’ambito familiare o dal ristretto gruppo di amici. Nonostante il gruppo sia ristretto, solitamente ci si trova a scendere veramente nel personale solo con pochissime persone, talvolta soltanto una: il cosiddetto “miglior amico”.

 L’adolescenza come crisi

La crisi adolescenziale va intesa come cambiamento. Infatti in ambito patologico la crisi è definita come una fase temporanea di squilibrio.
L’evoluzione della fase adolescenziale può dipendere da fattori interni ed esterni.

Possibili disturbi alimentari

L’adolescente si trova a dover comprendere e gestire sensazioni sconosciute e trasformazioni interne ed esterne.
I cambiamenti fisici e ormonali possono produrre stati di angoscia negli adolescenti. Insorgono spesso disturbi alimentari:questi s’innestano  laddove trovano terreno fertile,predisposte alle problematicità sia nei rapporti con il cibo e sia con il proprio fisico.
I principali disturbi sono l’anoressia e la bulimia.

 L’anoressia


L’anoressia nervosa consiste nell’ostinato rifiuto di una regolare assunzione di cibo.

È caratterizzato da un desiderio di perdere peso e dall’esercizio fisico.
Al contrario, chi ha questo problema non perde l’appetito ma impara a controllarlo. L’anoressia è più comune  tra le ragazze. Fra alcuni  sintomi si riscontrano:

  •  un calo di temperatura
  •  un’eccessiva perdita di peso
  •  interruzione o alla scomparsa  del ciclo.

I disturbi psicologici, all’apparenza, possono essere  molto meno evidenti ed allarmanti di quelli biologici.

Le persone anoressiche, attraverso la privazione di autodisciplina, sviluppano un senso di autonomia.
Non si tratta di persone apatiche: al contrario l’esercizio fisico trova tra le anoressiche un grande consenso.
Gli individui affetti di anoressia, quando assumono alimenti,vengono assaliti dai sensi di colpa.
Nella mente di una ragazza anoressica è presente una lotta violenta e costante contro il cibo.
Rifiutare il cibo significa essenzialmente rifiutare di crescere.Questi disturbi vanno individuati prima possibile.

In alcuni casi, gli individui che hanno problemi di anoressia alternano il digiuno con periodi di bulimia.

La bulimia

La bulimia nervosa si configura come disturbo alimentare, caratterizzato da frequenti abbuffate, che si svolgono in un tempo limitato, accompagnate dalla sensazione di perdita di controllo su di sé.

La reazione a queste abbuffate è un grande senso di colpa e disgusto di sé, che si cerca di eliminare autoinducendosi il vomito.
Chi ha problemi di bulimia soffre di una bassa di autostima e di gravi problemi rispetto alla propria immagine e all’accettazione del proprio corpo (es:il vomito rappresenta per queste ragazze il giusto premio).
Anche la bulimia può essere determinata da fattori socio-economiche (es; i mass media promuovono modelli di magrezza che possono avere influenza negativa sulle adolescenti).
I soggetti bulimici non hanno tendenze perfezioniste. La bulimia non comporta perdita di peso e di conseguenza può essere tenuta nascosta.
Ad un attenta osservazione si possono notare:

alcuni individui presentano abrasioni e cicatrici sulle mani

àlimatura: i denti incisivi  sono rovinata a causa dell’acidità del vomito.

Possibili interventi terapeutici
In questi anni sono nati centri pubblici e privati dedicati a queste due patologie.
L’aiuto psicologico per una ragazza rappresenta una delle sfide più difficili di uno psicologo.  Bisogna dire che questi problemi possono necessitare di un periodo terapeutico anche in famiglia.
Una consulenza presso lo psicoterapeuta familiare quindi, potrebbe essere  una risorse vicina alla persona più debole
.

Da genitore cosa fare

Come comportarsi in modo corretto da genitore con nostro figlio/a adolescente?

In realtà non esiste un manuale da seguire perché ogni persona è diversa dall’altra, e ogni famiglia ha le sue regole e il suo modo di educare, sicuramente possiamo darvi delle linee guida che possono aiutarvi o indicarvi cosa sia meglio fare per cercare di creare alleanza e fiducia col proprio ragazzo/a. Seguite questi punti e se vorrete diteci come vi state trovando e cosa si può migliorare in voi.

          1.Educa te stesso

 Leggi libri sugli adolescenti. Ripensa ai tuoi anni adolescenti. Ricorda le tue lotte con l’ acne o il tuo imbarazzo quando ti sei sviluppato/a  – presto o tardi.

Aspettatevi cambiamenti di umore nel vostro bambino tipicamente solare e preparatevi a un maggior numero di conflitti mentre lui o lei maturano come individui. I genitori che sanno cosa sta arrivando possono farcela meglio. E più sai, meglio puoi prepararti.

Parla spesso ai tuoi figli e prima possibile, senza vergogna, senza timore, rispettando però i loro tempi, cioè chiedendo quando desiderano farlo.

Iniziare a parlare di ciò che avverrà nel loro corpo naturalmente serve a far capire a loro che  non siete distaccati su questi argomenti e che siete donne e uomini come loro.

Potresti iniziare con qualche domanda generale ( ovviamente se si tratta di preadolescenza 11- 12 anni) tipo

-Stai notando eventuali cambiamenti nel tuo corpo?

-Hai qualche strano sentimento?

-Sei triste a volte e non sai perché?

Un esame fisico annuale è un ottimo momento per parlare di questo e un buon punto di partenza per una proficua relazione tra genitori e figli. Più tardi attendi per avere questi discorsi, più è probabile che tuo figlio si faccia idee sbagliate o si imbarazzi o abbia paura dei cambiamenti fisici ed emotivi e si chiuda nel suo mondo.

E prima apri le linee di comunicazione, maggiori sono le tue possibilità di mantenerle aperte durante l’adolescenza. Dai ai tuoi figli dei libri sulla pubertà scritti per i bambini che li seguono. Condividi i ricordi della tua adolescenza. Non c’è niente come sapere che anche mamma e papà l’hanno passato per mettere a loro agio i ragazzi.

       2. Mettiti nella posizione di tuo figlio

 Pratica l’empatia aiutando il tuo bambino a capire che è normale essere un po’ preoccupato o impacciato, e che è giusto sentirsi grandi per un minuto e subito dopo sentirsi di nuovo piccoli.

      3.Scegli le tue battaglie

Se gli adolescenti vogliono tingersi i capelli, dipingere le unghie di nero o indossare vestiti dei blogger, pensaci due volte prima di obiettare. Gli adolescenti vogliono scioccare i loro genitori ed è molto meglio lasciare che facciano qualcosa di temporaneo e innocuo.

Salva le tue obiezioni per cose che contano veramente, come tabacco , droghe e alcol , o cambiamenti permanenti al loro aspetto.

Chiedi perché il tuo adolescente vuole vestirsi o apparire in un certo modo e cercare di capire come si sente.  Potresti anche discutere su come gli altri potrebbero percepirli se hanno un aspetto diverso, aiutalii a capire come potrebbero essere visualizzati.

        4.Imposta le aspettative

 Gli adolescenti potrebbero essere scontenti delle aspettative che i loro genitori ripongono su di loro. Tuttavia, di solito, capiscono e hanno bisogno di sapere che i loro genitori si preoccupano per loro e si aspettano determinate cose come buoni voti, comportamento accettabile e attenersi alle regole della casa.

Se i genitori hanno aspettative adeguate, i ragazzi cercheranno probabilmente di assecondarle. Senza ragionevoli aspettative, il tuo ragazzo/a potrebbe sentirsi a disagio nei suoi confronti. Questo causa sconforto, depressione e abbassa la loro autostima in modo pericoloso. Valuta attentamente cosa chiedi e ti aspetti da tuo figlio, ricordati che è una persona diversa da te, con un suo modello preciso del mondo che non corrisponde al tuo e che quindi non la penserà mai come la pensi tu, perciò sii delicato e rispettoso.

      5.Informa i tuoi ragazzi – e tieniti informato

Gli anni dell’adolescenza sono spesso un periodo di sperimentazione e talvolta questa sperimentazione include comportamenti a rischio. Non evitare i soggetti di sesso, droga, alcool o tabacco. Discutere apertamente di argomenti difficili con i bambini prima che ne siano esposti li rende più forti e responsabili quando sarà il loro momento.

Condividi i valori della tua famiglia con i tuoi figli e parla di ciò che credi sia giusto e sbagliato, e soprattutto il perché.

Conosci gli amici di tuo figlio e conosci i genitori dei loro amici. Una comunicazione regolare tra i genitori può aiutare a  creare un ambiente sicuro per tutti gli adolescenti in un gruppo di amici. I genitori possono aiutarsi l’un l’altro a tenere traccia delle attività dei ragazzi senza farli sentire sotto osservazione.

     6.Conoscere i segnali di avvertimento

 Una certa quantità di cambiamenti è normale durante l’adolescenza. Ma un cambiamento nella personalità o nel comportamento troppo drastico o duraturo può segnalare problemi reali, magari un aiuto di tipo professionale.

Alcuni segnali sui quali occorre prestare attenzione:

  • guadagno o perdita di peso estremo
  • problemi di sonno
  • rapidi, drastici cambiamenti di personalità
  • cambiamento improvviso negli amici
  • saltare la scuola spesso
  • parlare di suicidio o persino battute
  • segnali di consumo di tabacco, alcol o droghe
  • problemi con la legge

Qualsiasi altro comportamento inappropriato che dura per più di 6 settimane può essere anche un segnale di problemi su cui intervenire con professionisti.

      7.Rispetta la loro privacy ( con intelligenza)

 lcuni genitori, comprensibilmente, hanno paura in questo periodo e la dimostrano stando frequentemente addosso al proprio figlio/a con domande, con richieste, con qualsiasi anche stupida scusa pur di controllare che cosa fa e cosa dice.

Cosa più sbagliata non si può fare, si sentiranno privati della loro vita.

Per aiutarli a diventare giovani adulti, dovrai garantirgli un po ‘di privacy. Solo se noti segnali di pericolo,  allora puoi invadere la privacy di tuo figlio fino a quando non arrivi al cuore del problema, altrimenti, è buona norma arretrare.

In altre parole, la sua stanza, il cellulare, le e-mail e le telefonate di tuo figlio/a dovrebbero essere private. Inoltre, non dovresti aspettarti che tuo figlio condivida tutti i pensieri o le attività con te in ogni momento. Naturalmente, per ragioni di sicurezza, dovresti sempre sapere i posti che frequentano, gli orari di uscita e rientro, cosa stanno facendo e con chi, ma non è necessario conoscere ogni dettaglio e sicuramente non aspettarti di essere invitato!

Inizia con la fiducia. Dì al tuo ragazzo che ti fidi di lui o di lei, ma se la fiducia verrà infranta, lui o lei godrà di meno libertà finché non sarà ricostruita.

        8.Monitora ciò che ragazzi vedono e leggono

Programmi TV , riviste, libri, Internet, Social : già da piccoli hanno accesso a un’infinità di informazioni. Sii consapevole di ciò che guardano e leggono. Non aver paura di fissare dei limiti alla quantità di tempo trascorso davanti al computer o alla TV. Sapere cosa stanno imparando dai media e con chi possono comunicare online.

Gli adolescenti non dovrebbero avere accesso illimitato alla TV o a Internet in privato – queste dovrebbero essere attività pubbliche. Anche l’accesso alla tecnologia dovrebbe essere limitato dopo determinate ore (ad esempio, alle 10 di sera) per incoraggiare un sonno adeguato. Non è irragionevole avere telefoni e computer off limits dopo un certo tempo.

Definisci regole appropriate.

L’ora di andare a letto per un adolescente dovrebbe essere adeguata all’età, proprio come quando era un bambino. Gli adolescenti hanno ancora bisogno di 8-9 ore di sonno. Incoraggia i tuoi ragazzi ad attenersi a un programma di sonno che soddisfi tali esigenze.

        9.Premia tuo figlio se lo ritieni responsabile e affidabile. 

Un adolescente deve sempre andare in giro con la famiglia? Incoraggiare una ragionevole quantità di tempo per la famiglia è corretto, ma sii flessibile.

Non sentirti escluso quando tuo figlio/a in crescita non vuole sempre stare con te. Ripensa: probabilmente alla sua età facevi lo stesso.

Ti chiedi quando tutto questo finirà?

Man mano che i bambini progrediscono negli anni dell’adolescenza, noterai un rallentamento degli alti e bassi umorali, poiché i livelli ormonali si assesteranno e questo li renderà più calmi e sereni per poi farli diventare giovani adulti indipendenti, responsabili e comunicativi.

Quindi ricorda il motto di molti genitori con figli adolescenti:

lo affronteremo insieme e ne usciremo insieme!

Perchè chiamare un Parent coach ?

Ripeti le stesse cose mille volte al giorno?

Hai provato timeout, bustarelle e minacce per far sì che i tuoi figli si comportino come desideri, ma niente funziona?

Non sei sicuro di cosa fare, e ti chiedi costantemente perchè stia andando sempre peggio?

Sembra una lotta senza fine, vero?

Forse sei pronto per una prospettiva esterna, qualcuno con cui parlare anziché affidarti alle ricerche e ai consigli di Google.

Molti genitori sono spaventati quando il loro bambino agisce in modo aggressivo, maleducato o fa i capricci in casa o fuori, e sono spesso confusi su come gestire i problemi comportamentali dei loro figli. Chiedere suggerimenti ad amici e familiari in genere fornisce ai genitori opzioni che non utilizzerebbero mai e che diventano schiaccianti perché tutti hanno un’opinione diversa, perché ognuno ti porta la sua soluzione adottata coi propri figli, che però non può essere la tua perché tuo figlio è diverso dal suo e perché tu sei diversa dalla persona che cerca di aiutarti. Per questo motivo, mamme e papà sempre più spesso cercano il consiglio di un Parental coach per ricreare armonia in casa.

Certo è che il Parental coach non è un terapeuta che fa psicoanalisi della dinamica familiare. E’ un esperto che aiuta ogni genitore a capire meglio il rapporto che hanno tra loro e con i loro figli . Fornisce gli strumenti per correggere i problemi comportamentali. I semplici cambiamenti che i genitori e i figli fanno possono servire come base per costruire relazioni più forti e più salutari per una vita migliore.

Il modo in cui i bambini sviluppano abilità sociali, emotive e intellettuali da piccoli, contribuirà a determinare come far fronte alle circostanze della vita negli anni a venire. Il bambino di oggi affronta molte più sfide di quanto i loro genitori abbiano mai fatto. Ciò è dovuto alle ulteriori fonti di influenza tra cui la tecnologia, le celebrità dei media, internet.

I genitori hanno l’obbligo di garantire che i loro figli imparino il vero valore di ogni scelta fatta dai bambini. Questo deve essere fatto attraverso una guida implicita in cui al bambino viene insegnata la differenza tra la pressione provocatoria dei gruppi e le decisioni sagge durante le situazioni difficili.

Il ruolo dei genitori nello sviluppo del loro bambino è più cruciale di ogni altra relazione che il bambino ha con gli altri. Ogni azione positiva può creare un impatto decisivo sulla crescita del bambino in quasi tutte le fasi del suo sviluppo. Tuttavia, la maggior parte dei genitori non possiede una conoscenza innata di come soddisfare molte delle esigenze di sviluppo dei propri figli.

Cosa otterrai con il nostro aiuto?

Il coaching offre ai genitori gli strumenti necessari per gestire quasi ogni situazione nell’unità familiare. Imparerai a crearti una facile tabella di marcia per:

  • Avere modi migliori per rispondere alle situazioni invece di reagire
  • Creare una dinamica familiare più felice, più calma e più invitante ed eliminare le urla
  • Imparare come essere un genitore fermo ma paziente e gentile
  • Rimanere calmo durante ogni situazione
  • Creare attenzione in quello che si sta dicendo nel ragazzo e renderlo autonomo nelle proprie soluzioni
  • Imparare modi efficaci per comunicare con bambini di ogni età
  • Comprendere come i modelli comportamentali e le esigenze dei bambini cambiano mentre crescono
  • Migliorare la relazione genitore / figlio e le relazioni tra fratelli

Tutte queste soluzioni aiutano i genitori a fornire il tipo di genitorialità di cui i figli hanno bisogno per crescere. Quando i genitori passano meno tempo a fare i genitori, hanno più tempo per fare le cose che amano di più. Gli stili di vita frenetici di oggi creano famiglie indaffarate e i genitori sono sopraffatti! Il coaching aiuta a risolvere molti problemi comuni e insegna ai genitori come aumentare le responsabilità e il rispetto dei loro figli così diminuiscono i litigi, le discussioni e i lamenti.

Ogni sessione fornisce tecniche, strumenti e strategie per gestire specifici problemi di vita familiare. Non si parla del passato e invece si focalizza tutta l’attenzione sul presente e sul futuro. I parental  coach stanno emergendo come un nuovo modo per i genitori di ottenere supporto per una varietà di problemi genitoriali. A differenza degli psicoterapeuti che trattano le condizioni diagnostiche di salute mentale, gli allenatori si comportano più come consulenti. Forniscono strumenti, idee e supporto senza trattare problemi sottostanti.

Come fai a sapere se hai bisogno di un Parental coach?

Prova, leggendo sotto, a vedere se ti ritrovi in qualcuno dei punti elencati. Qui ci sono alcuni servizi che sono in grado di offrirti, se vedrai qualche punto che ti sembra familiare o anche  tutti, bene allora forse hai bisogno di un sostegno.

  • Problemi di comportamento : ti aiuto a trovare modi efficaci per affrontare problemi come aggressività , rivalità tra fratelli e sfida .
  • Problemi di genitorialità legati allo stress: ti supporto nel trovare modi per prenderti cura di te stesso e gestire lo stress.
  • Attività di sviluppo: troverai le strategie che supportano lo sviluppo fisico, emotivo e sociale del bambino.
  • Essere genitori durante un momento di  crisi personale: ti aiuto a essere il miglior genitore possibile durante un disagio, come la separazione, il divorzio o la perdita di una persona cara.
  • Problemi pratici : ti aiuto a creare un piano per affrontare problemi di assistenza all’infanzia o problemi educativi.

Come vengono offerti i servizi?

Alle volte mi reco presso le abitazioni e do un feedback durante una loro normale giornata, oppure incontro i genitori dove o nel mio studio o nel loro ufficio, con alcuni ho una comunicazione via telefono, e-mail o tramite videoconferenza, il mezzo lo decide il cliente ovviamente i costi sono diversi secondo il servizio richiesto.

Quanto vale, per te, la serenità della tua famiglia?

Credo che non si riuscirebbe a quantificare una simile gioia nemmeno pensandoci a lungo.

Il nostro primo incontro gratuito sarà conoscitivo per entrambe e decideremo così se siamo adatti gli uni agli altri. Amo lavorare con persone che si fidano di me, è fondamentale per la riuscita del percorso, per aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo ti devi sentire  a tuo agio mentre parli di vari problemi genitoriali e credere nel nostro lavoro.

Diventare genitori è una delle sfide più grandi e importanti della vita, Può essere gioioso e appagante, ma può anche essere travolgente ed estenuante. Per questo motivo molte persone hanno bisogno di unirsi al mio viaggio.

Ovunque tu sia nel tuo percorso, ricorda che non sei solo. C’è un supporto disponibile e quando sei pronto, siamo qui per guidarti verso la felicità.

Sappiamo anche come ci si sente genitori attraverso l’aggressività, l’ansia e la rivalità fraterna. Come te, siamo un gruppo di professionisti genitori e  amiamo i nostri figli incondizionatamente ma chiunque ha bisogno di aiuto, perché siamo tutti genitori imperfetti , nonostante il grande amore che proviamo per loro!

Com’è il Natale da separato con figli?

Le vacanze sono un momento di festa. Dal preparare regali, decorare l’albero, al coro dei canti natalizi e partecipare alle varie feste che si succedono a ruota, aziendali, sportive, ludiche, ci sono molte occasioni per riunirsi con familiari, amici e persone care e godersi l’atmosfera. Se  tuttavia, stai attraversando una separazione o un divorzio, le vacanze possono invece essere tutt’altro che rilassanti, soprattutto se hai figli. Improvvisamente, le vecchie tradizioni familiari non sono adatte e trovarne di nuove può essere difficile.Ecco perché ho trovato il seguente elenco di tre cose da tenere a mente durante questo periodo, che ho maturato sulla mia vita, nel corso di tanti anni da mamma separata. Spero che questi suggerimenti ti aiutino ad avere una vacanza meravigliosa.

  • Decidere i regali

Per molte persone, i regali sono un modo per mostrare amore e apprezzamento per un’altra persona. Durante il divorzio o la separazione, non fare l’errore che fanno in tanti di usare i doni per tuo figlio facendo a gara con il tuo ex. O esagerare nella quantità per alleviare il tuo “senso di colpa “ .

È importante evitare di usare regali in questo modo perché è diseducativo per il figlio e assolutamente poco appagante per te, se non nel singolo istante in cui glieli dai.

Se possibile, coordinati con il tuo ex-partner in modo, anche, da non finire per dare ai vostri figli gli stessi regali, o ancor meglio sarebbe, unire  le forze e fare i regali insieme. Solo perché non siete più una coppia non significa che i vostri nomi non possano essere sulla stesso bigliettino di auguri. Non credi?

In effetti, presentarvi uniti potrebbe essere solo il più grande dono per il piccolo, anche se solo per quel momento.

  • Pianifica in anticipo tutto e mantieni le tue promesse

Le vacanze sono frenetiche, con più eventi e uscite sociali extra. Se questa è la tua prima vacanza da separata, è importante pianificare in anticipo e capire chi ha bisogno di essere dove e quando. Dovresti anche decidere in anticipo dove i bambini trascorreranno ogni parte della vacanza, se scegli di festeggiare separatamente. Ad esempio, la vigilia di Natale con un genitore e il giorno di Natale con un altro può essere un buon compromesso, ma solo se ne parli in anticipo. È anche importante attenersi al piano, una volta deciso. Le modifiche dell’ultimo minuto causeranno ulteriore stress e risentimento e soprattutto destabilizzano i ragazzi.

  • Dona amore a chi ne ha bisogno

Le vacanze sono anche un momento per riflettere sulle cose per le quali siamo grati e trascorrere del tempo con chi amiamo da sempre le renderà uniche. Entrambe queste cose possono essere difficili da fare se la tua famiglia sta affrontando un momento di cambiamento. Invece di concentrarti su te stesso e sulla tua situazione, guarda verso l’esterno e guarda cosa puoi fare per gli altri bisognosi. Se sarai solo per una parte della vacanza, scopri quali sono le opportunità di volontariato disponibili. Restituire aiuto e amore può essere una grande distrazione e un modo per onorare il vero significato del periodo.

Se non riesci ad affrontare queste festività in modo sereno e proprio non trovi la pace necessaria, prova a scrivermi, credo che un confronto, un suggerimento possano essere la chiave che ti occorre per viverle meglio.

 

 

 

 

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