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Sei una persona autodistruttiva? Segnali di allarme.

In teoria, cerchiamo tutti la felicità e agiamo seguendo le sue orme. In pratica, molti esseri umani non seguono questo schema. Al contrario, senza sapere perché, fanno cose che danneggiano se stessi. Stiamo parlando di una persona autodistruttiva.
 
Una persona autodistruttiva non agisce in modo volontario. Quello che di solito accade è che si sente male, ma non riesce a identificare esattamente il motivo. Quindi, sviluppa comportamenti che fanno male a se stessa.
Abbiamo tutti questo lato da qualche parte dentro di noi.
Tuttavia, alcuni lo trasformano nella loro personalità principale. Quello che succede a una persona autodistruttiva è che spesso si incolpa per cose reali o anche immaginarie.
 
Vediamo i sette tratti più importanti di una persona autodistruttiva.
Nella storia degli uomini ogni atto di distruzione incontra, prima o poi, una risposta con un atto di creazione. -Eduardo Galeano-
 

1. Reagire con tristezza o irritazione quando si ottiene qualcosa di importante

 
Anche se sembra strano, una persona autodistruttiva sente un vuoto insondabile quando conquista un obiettivo importante. Avendo lottato intensamente per l’obiettivo, alla fine non è in grado di provare soddisfazione quando finalmente lo raggiunge.
 
Ciò che prova quando si confronta con questi trionfi è una certa tristezza e talvolta rabbia. Quasi sempre cerca di sminuire i suoi risultati. Dichiara che è assurdo sentirsi felici per una cosa così sciocca. Questo è un chiaro segno che è autodistruttivo.
 

2. Provocare gli altri e poi sentirsi in colpa

 
Una persona autodistruttiva di solito è piuttosto combattiva. Non sa il motivo. ed è anche generatrice di polemiche. Se altri dicono “sì”, dice “no”. Se altri dicono “bianco”, dice “nero”.
Nelle discussioni con gli altri, non è insolito per lei diventare verbalmente aggressiva o usare un linguaggio sconsiderato. Passata la tempesta, si sente terribilmente in colpa per aver scatenato la disputa e si sente anche in colpa per quello che ha detto e per come lo ha detto. Diciamo che adotta una contraddizione comportamentale.
 

3. Non riconoscere di sentirsi bene, anche quando è vero

 
Per qualcuno autodistruttivo niente è mai abbastanza. La loro principale difficoltà è provare soddisfazione, in particolare per qualcosa che hanno fatto per se stessi. Si concentrano sulla macchia scura sul foglio bianco.
Se capita che si sentano bene o vedi realmente che stanno bene, si sentono infastiditi. Diranno che hai torto. Potrebbero persino sentirsi allarmati. Cercheranno dentro di sé ragioni per smettere di sentirsi bene e per confermare la loro posizione soggettiva di disagio.
 

4. Non mantenere le promesse fondamentali per il raggiungimento dei propri obiettivi

Una persona autodistruttiva si boicotta da sola. Insiste sul fatto che lo fa in modo inconscio. Così dimentica le riunioni chiave o rimane addormentata o sbaglia l’orario di un appuntamento importante.
È come se per lei fosse imperativo eludere qualsiasi forma di benessere a cui potrebbe avere accesso. Quando perde grandi opportunità, a causa di questa apparente dimenticanza o distrazione, trova una nuova ragione per continuare a rimproverarsi.
 

5. Una propensione a sacrificarsi per gli altri

 
Non solo è positivo, ma può essere molto costruttivo fare le cose per gli altri. Nel caso di una persona autodistruttiva questo tipo di atto altruistico assume un altro significato.
 
Sembra che trascurino regolarmente se stessi per migliorare la vita degli altri.
Con relativa facilità rinunciano al proprio benessere per consegnarlo a un altro. Sono capaci di non lasciare un soldo per se stessi per aiutare qualcun altro, o per adulare qualcuno con un gesto costoso. In fondo, si sentono in colpa per qualcosa, generalmente immaginario, e questa eccessiva generosità è una forma di castigo e redenzione.
 

6. Non difendersi di fronte agli abusi, tratto di una persona autodistruttiva

Una persona autodistruttiva non sa come difendersi. In realtà, non sente di avere il diritto di proteggere i propri interessi. Ha un’opinione così bassa di se stessa che sente che non vale la pena sprecare risorse per evitare il dolore.
 
In un modo o nell’altro, questo tipo di persona sente che gli altri hanno il diritto di abusarne. Molti di questi comportamenti autodistruttivi iniziano proprio con qualche tipo di abuso in tenera età. Quindi, presumono che sia “normale”.
 

7. Boicottare relazioni funzionanti

 
Per una persona autodistruttiva è difficile stabilire legami efficaci con gli altri. In fondo sono convinti di non essere degni di amore o attenzione. A volte, anche nelle amicizie. Si sentono in questo modo perché non apprezzano se stessi.
 
Se stabiliscono un buon rapporto con qualcuno, si sentiranno strani. Dentro c’è una voce impercettibile che dice “qualcosa sta andando storto”. E così si rivolgono ad avventure, ossessioni e persino abusatori, danneggiando le loro buone relazioni.
 
Una persona autodistruttiva soffre molto e fa soffrire gli altri. A volte il problema è così intrattabile che fondamentalmente vivono in solitudine. Il loro potenziale di crescita è sempre limitato.
 
Se ti riconosci in qualcuno dei casi sopraelencati o conosci qualcuno che si sente così, sarebbe meglio rivolgersi subito ad un professionista di supporto.
Il coaching può esserti di aiuto nel momento in cui questo disagio non diventa una patologia.
 

Chiamami per una consulenza, ne parleremo e capiremo se è il percorso adatto per te.

AMA IL TUO IO.

La miglior vendetta per l’essere umano? La NON vendetta.

La miglior vendetta non è la vendetta. La miglior vendetta è sorridere all’odio. Imparare a soffocare la tua rabbia e mostrare agli altri che puoi essere felice. Perché non c’è strategia migliore che agire con calma e saggezza andando avanti, con uno sguardo fermo e un cuore pacifico, sapendo che non è necessario portare quel peso. Confucio disse saggiamente che prima di intraprendere un viaggio di vendetta, occorre scavare due fosse. Una per te e una per il tuo avversario.

Ma sfortunatamente, la vendetta sembra essere ancora molto”attraente”per l’essere umano. Molti clienti che vengono al percorso Separatamenteinsieme sono molto astiosi verso il partner e hanno questa voglia di vendicarsi per il male subito. Però qualcuno di particolarmente saggio diceva :

Ho usato la parola,  “attrazione” , per una ragione precisa. Si perchè è un comportamento umano, lo sappiamo. In effetti, una cosa che scrittori e produttori cinematografici sanno bene è che la vendetta ci affascina. Attenzione,però, che la vendetta è come una medicina: aiuta a piccole dosi, ma se consumata in quantità elevate può ucciderci.

Edmond Dantès, il conte di Montecristo, è un ottimo esempio letterario. Ci ha insegnato che la miglior vendetta è servita fredda, senza fretta e perfettamente calcolata. Agatha Christie, nel frattempo, ci ha portato in un complotto complesso e altrettanto violento in “E poi non c’era nessuno” per insegnarci che il male dovrebbe essere adeguatamente vendicato.

La vendetta ci attrae e talvolta la giustifichiamo anche. Tuttavia, quali sono i processi mentali alla base?

Vendetta, un desiderio molto umano

La maggior parte di noi a un certo punto della propria vita si  è sentita così addolorata, ferita e offesa che l’ombra di quella figura amara, ma quasi sempre allettante, ci è passata per la mente: la vendetta. 

Le nostre bussole morali deviano di alcuni gradi e immaginiamo modi in cui possiamo dare loro un assaggio della loro stessa medicina.

Una cosa che dovrebbe essere chiara fin dall’inizio e che  ci ricorda lo psichiatra Massimo Picozzi un grande esperto di comportamenti criminali – è che la vendetta ha poco a che fare con la moralità.

La vendetta è un impulso;  è la catarsi della rabbia e dell’odio. Ad esempio, gli studi del professor Ernst Fehr dell’Università di Zurigo hanno rivelato che più del 40% delle decisioni che vengono prese nel mondo degli affari hanno come unico obiettivo la “vendetta” su un concorrente.

La stessa cosa accade con gli atti criminali. Più della metà di loro è commessa a causa del rancore accumulato verso qualcuno e da un espresso desiderio di vendicarsi. Mi costringe a presumere che una buona vendetta non esista.

Al di là dei suoi risultati, accade qualcosa di più inquietante, qualcosa di più rivelatore: diventiamo aggressori.  In realtà perpetuiamo la deficienza morale della persona che originariamente ci ha ferito. 

 

La miglior vendetta quindi non è LA VENDETTA

Sarebbe facile dire che la miglior vendetta non è vendicarsi perché è quello che detta la morale e il buon senso. Perché è quello che ci dicono i leader religiosi, spirituali e filosofici. Ma ora guardiamolo da un punto di vista puramente fisico e mentale.

Ad esempio, ti sei mai chiesto quale sia il profilo per le persone molto vendicative? 

Profilo di persone vendicative:

  • Scarsa gestione emotiva.
  • Poca conoscenza di sé.
  • La convinzione di sapere cosa è assoluto e universale. Essi sono la legge e la giustizia, un esempio di ciò che ogni persona dovrebbe essere.
  • Vedere tutto come bianco o nero. O sei con me o non lo sei. Le cose sono fatte bene o sono fatte male.
  • Poca empatia.
  • Non perdonano né dimenticano, vivono incatenati al passato e al risentimento.

Come si evince da questo quadro, la vendetta o il desiderio di vendetta  non hanno lati positivi. Questo impulso, questo bisogno, ti divora e fa sparire il buon senso. 

Getti completamente via la tua possibilità di diventare una persona migliore e goderti la vita.

Nella vendetta non c’è altro che sofferenza e solitudine. Se una persona prova quel tipo di sentimento però, non è facile sconfiggerlo da soli. Occorre del tempo e forza interiore, un aiuto esterno può sicuramente essere la soluzione migliore per placare ire o rancori che se persistono dentro di te, possono diventare davvero letali per la tua vita.

 

Resto fedele alla mia conclusione: la miglior vendetta non è la vendetta. Se ci pensi andare avanti e mostrare alle persone che sei felice è la migliore vendetta di tutte.

La fine di una storia è un’opportunità di trasformazione

Sebbene una separazione, la fine di una storia siano momenti dolorosi, sono anche un’opportunità. Quindi, dai a te stesso la possibilità di crescere e trasformarti.

Il dolore per l’assenza della persona amata dopo la fine di una relazione è reale. Tuttavia, una rottura è anche un’opportunità di crescita personale. Alcune persone nutrono la speranza che coloro che li hanno lasciati alla fine torneranno, ma di solito questo non accade.

Secondo la psicoterapeuta americana Katherine Woodward, che ha coniato il termine “separazione cosciente”, è necessario molto lavoro personale per concludere una relazione nei migliori termini possibili.

Ciò implica l’accettazione di errori e responsabilità e la consapevolezza delle dinamiche che hanno portato a questa situazione. Quindi, una rottura è un’opportunità di trasformazione, un punto di svolta da cui reindirizzare la tua vita.

“Il cambiamento non è una minaccia, è un’opportunità. L’obiettivo non è la sopravvivenza, lo è il successo trasformativo ” -Seth Godin-

La fine di una relazione è un’opportunità per liberarti

Le società occidentali confinano l’amore nel regno delle relazioni romantiche . Chi non vuole trovare la propria “metà migliore”? 

La domanda è: sai amare in tutta la sua libertà? O sei vittima di un attaccamento perpetuo e che crea dipendenza?

La fine di una relazione è un processo complesso perché devi chiudere un ciclo. Sarà difficile per te continuare con la tua vita se non lo fai. Inoltre, è importante tenere presente che, come in qualsiasi processo scomodo, sperimenterai un ottovolante emotivo di rabbia, tristezza, paura, ansia e dolore. Questo fa parte del processo di lutto.

La chiave è l’accettazione

Accettare la realtà rende possibile andare avanti e crescere. Come puoi vedere, ti permette di liberarti da quell’abito emotivo scomodo. Accetta la tua realtà, poiché hai molto da imparare da questa situazione emotiva.

Non avrai sempre abbastanza forza per affrontare questa situazione da solo/a. Per questo motivo ho creato il percorso di Coaching SeparatamenteInsieme, perchè anche se sei in fase di separazione non sei sola/o, potrò aiutarti ad affrontare questo tipo di situazione. Ti insegnerò a gestire le tue emozioni e ti allenerò mentalmente a trovare il modo più sano per andare avanti con la tua vita. Naturalmente, devi anche tenere presente che è importante per te fare affidamento sulla tua famiglia e sui tuoi amici.

Riprogrammare le tue convinzioni sull’amore 

Le convinzioni che hai e coltivi sull’amore e le relazioni sono un fattore determinante per superare una fine.

La maggior parte delle persone è stata educata dal punto di vista dell’amore romantico e crede veramente che l’amore faccia male. Ma questo è molto dannoso, poiché ti fa credere di essere un fallimento se non hai una relazione . Quante coppie stanno insieme anche se non sono felici, solo per evitare il giudizio?

Una rottura è un catalizzatore che ti spinge a diventare una versione migliore di te stesso.

Pensare che essere in una relazione sia l’unica cosa giusta da fare o un sacrificio non è salutare. Sì, a tutti piace sentirsi amati e amare, ma è anche possibile essere single, separati o divorziati e avere una vita amorosa appagante.

Quindi, forse è il momento di reimpostare le tue convinzioni sull’amore e le relazioni e affrontare le tue emozioni in relazione a questi problemi, specialmente quelli che causano dolore e disagio.

 

 

Accettare emozioni spiacevoli che derivano da una rottura di una storia ha una duplice importanza. Da un lato, è emotivamente impegnativo perché neghi la situazione. D’altra parte, inizierai a percorrere un sentiero che diventa più trasparente ed equilibrato una volta accettato.

L’opportunità di trasformazione dopo una rottura

Il processo di trasformazione dopo una rottura non è facile, ma nemmeno impossibile. Si tratta di apprendere una serie di abilità per gestire le emozioni, raggiungere un equilibrio emotivo e raggiungere il benessere fisico e mentale.

Le chiavi per trasformare la tua vita in modo positivo dopo una rottura

  • Conosci te stesso. Il primo passo per trasformare te stesso è sapere chi sei. Questo è il motivo per cui essere onesti con se stessi è importante.
  • Lavora sulla tua autostima. Questo perché avere una sana autostima ti spinge a fare tutto ciò che vuoi fare. L’amor proprio è il tipo di amore più importante . Quindi, guarda te stesso, sii positivo e non confrontarti con gli altri.
  • Sviluppa l’auto-accettazione e la consapevolezza di sé. Inizia valutando il tuo sistema di convinzioni, i tuoi bisogni e i tuoi valori. È ora di imparare nuovi comportamenti.Esci dalla tua zona di comfort. Tieni presente che se continui a comportarti nello stesso modo, otterrai gli stessi risultati. Quindi, sii aperto al cambiamento.
  • Sii attivo. Fai le cose che hai sempre voluto fare. Vuoi viaggiare? Iniziare un hobby? Imparare a praticare un nuovo sport?
  • Vivi qui e ora. Tieni presente che il passato porta depressione e il futuro porta ansia. Non avere fretta e assapora la vita.
  • Rimani positivo.
  • Non essere un martire. Supponi che nessuno sia colpevole o innocente e che tu sia responsabile solo delle tue azioni. Pertanto, tieni presente che ogni situazione è un’esperienza di apprendimento.
  • Sii grato per tutto ciò che hai vissuto e imparato. Tenere rancore porterà a un presente infelice, mentre la gratitudine apre le porte .
  • Controlla le tue emozioni. Accetta le tue emozioni negative e scopri cosa stanno cercando di dirti.

Sei pronta/o a fare una trasformazione?

Amore immaturo e maturo: dal bisogno al dare

Ti amo perché ho bisogno di te.

L’amore immaturo è una trappola che nasce dalla necessità individuale. È tua responsabilità sviluppare un amore maturo che ti permetterà di costruire relazioni felici. Ti mostrerò come fare.

Amore immaturo e amore maturo. 

Tutti abbiamo intrapreso (o dovremmo intraprendere) quel viaggio emotivo da una dimensione all’altra. È una transizione necessaria che avviene come risultato di apprendimento, autocoscienza e responsabilità. Tuttavia, questa opera d’arte psicologica dell’amore maturo non è facile. Quelli che si attengono alla necessità dell’altro/a e alla trappola dell’aderenza, abbondano.

Erich Fromm è stato il primo a parlare di queste categorie di relazioni. Nella sua celebre opera  The Art of Loving , ha insegnato, tra le altre cose, che niente può essere più dannoso dell’amare senza sapere come amare o senza comprendere i pilastri di questo sentimento eccezionale.

A causa di questa mancanza di conoscenza, molti costruiscono relazioni dannose, aprendo ferite per se stessi e per gli altri e causando dolore che richiede tempo per guarire.

Coloro che mostrano amore immaturo non capiscono il motivo dei loro fallimenti. Perché? Perché costruire un legame sano, maturo e consapevole con qualcuno richiede coraggio e senso di responsabilità personale . Ma coloro che considerano l’amore una necessità e come qualcosa per riempire il proprio vuoto emotivo tendono a incolpare l’altra persona perché “nessuno la ama davvero come merita”.

Diamo uno sguardo più da vicino.

 Quali sono le differenze?

Nonostante l’amore sia un sentimento che tutti possono provare, in realtà non è una dimensione adatta a tutti.

Come mai di un’affermazione così provocatoria? Sebbene l’amore sia una delle realtà più potenti e belle che puoi sperimentare, il tipo sbagliato di amore può distruggere e annientare . Lo dico anche perché oggi continuano ad abbondare idee antiquate e sbagliate, come l’idea di convalidare l’amore romantico nel mezzo del 21 ° secolo.

Inoltre, molti accumulano una relazione fallita dopo l’altra perché ancora non capiscono che per amare, devi prima amare te stesso . L’amore maturo richiede anche molta umiltà, coraggio e conoscenza. 

Tuttavia, il cervello tende naturalmente ad essere dominato dall’attrazione, dalla passione e dal desiderio ardente di stare con qualcuno. Consapevoli di questo, non c’è sempre tempo per imparare le regole del sano amore. Il tipo di amore che non fa male, il tipo in cui nessuno dei due finisce per essere la vittima o un bullo emotivo.

Voglio regalarvi alcune delle principali differenze tra amore immaturo e maturo.

Amore immaturo: affetto che nasce dalla necessità

Il problema principale delle persone che sono caratterizzate da un amore immaturo è che non si sentono mai amate come vogliono essere amate . Si sentono costantemente insoddisfatti e traditi. La loro è una storia di continui fallimenti, dove sono delusi perché nessuno può riconoscerli o comprenderli

  • Nella loro mente risiede un pensiero costante: “Nessuno mi ama come voglio essere amato” e non smettono anche di pensare che forse “non mi amo nemmeno io, come dovrei”.
  • L’amore immaturo e l’amore maturo differiscono soprattutto in un’area chiave: il primo tipo deriva dalla necessità. Hanno bisogno di essere amati e convalidati dal loro partner per sentirsi come se avessero un posto nel mondo. La loro autostima e consapevolezza di sé si basano su questa fonte esterna e, se non c’è, niente sembra giusto.
  • Questo tipo di persona adora l’altra persona in modo sproporzionato e farà qualsiasi cosa per l’altra. In questa forma di amore non ci sono limiti o linee guida. È dare tutto per niente, un desiderio disperato che non lascia che l’altra persona sia se stessa.
  • Questa cecità emotiva li porta a vivere per l’altra persona. Possono essere come un bambino possessivo che può esplodere in un impeto di gelosia, fare i capricci perché è sopraffatto dalla paura di non essere amato o di essere tradito.
  • Inoltre, è importante notare che l’amore immaturo è un’altra etichetta per l’amore romantico. È dove entrambi cercano quella metà migliore che, quasi come un personaggio di una fiaba, viene a salvare l’altro da tutti i problemi . Il concetto di anima gemella . Questo è un atteggiamento che porterà gravi fallimenti, errori e dolore.

 

Amore maturo: il desiderio che nasce dall’autorealizzazione

Il viaggio tra l’amore immaturo e quello maturo è personale. È un percorso che tutti devono intraprendere per diventare competenti nel campo dell’amore. Significa passare da una carenza a un’abbondanza. Dal sentirsi privati ​​al sentirsi soddisfatti. Perché? Perché chi ama in modo maturo non ha bisogno di trovare un partner per sentirsi felice, si sente completo da solo .

 

Anche questo tipo di persona non cerca né desidera ricevere nulla da un altro. Questo perché tutto ciò che l’amore immaturo si aspetta, la persona matura ha già e fornisce a se stesso, come riconoscimento, sicurezza, autostima , ecc.

Quindi, quando questo tipo di persona stabilisce una relazione affettuosa, lo fa per desiderio e mai per necessità. Il loro obiettivo è trovare un altro significativo con cui condividere il viaggio di vita.

Entrambi sono persone libere e soddisfatte che si scelgono a vicenda per costruire una relazione basata sulla felicità e sulla condivisione.

  Amore immaturo e maturo: come passare dall’uno all’altro

Nessuno passa automaticamente dall’uno all’altro solo invecchiando. La maturità emotiva non arriva con l’età o con la sofferenza. Inoltre, alcuni passano da una delusione a un’altra senza rendersi conto che i loro problemi derivano da un amore immaturo.

Come puoi sviluppare, quindi, buone basi per un amore maturo, consapevole e appagante? Ecco alcune aree chiave su cui riflettere.

  • Lavora sulle “qualità” che ti aspetti dal tuo partner. Se vuoi un partner amorevole, sii amorevole. Se stai cercando qualcuno divertente, intelligente, premuroso e fiducioso, diventa tu stesso quella persona. Smetti di aver bisogno e trasformati in ciò che vuoi che gli altri ti diano.
  • Sii la persona che vorresti avere al tuo fianco.
  • Costruisci la tua autostima. Come diceva Erich Fromm, l’amore immaturo dice a se stesso che “amo perché loro mi amano”. Tuttavia, l’amore maturo capisce che “Mi amano perché so come amare; mi amano perché io amo me stesso ”.

 

L’amor proprio, l’autostima e il lasciar andare la paura di essere soli sono le chiavi che costituiscono le basi su cui costruire relazioni sane. 

Il tipo di legami affettuosi che durano e che fanno dell’amore un viaggio di crescita e scoperta. Il tipo di amore che mette da parte paure, bisogni e vuoti per creare un rifugio dove il dolore non esiste.

Come vivi il tuo amore? Immaturo o maturo?  Riesci ad amare te stesso?

Fammi sapere come ti senti, è per me importante, grazie!

Le routine soffocano imprigionandoci nelle nostre paure

Le routine ci proteggono così tanto che a volte possono diventare una vera prigione.

Stabilirli ci impedisce di prendere centinaia di decisioni quotidiane che dovremmo prendere se non avessimo stabilito dogane fisse. Ma instillano anche in noi un modo di fare le cose che si traduce in uno schema di pensieri e sentimenti che non cambiano.

Il prezzo delle routine può essere molto alto. Sì: sono necessari e un modo pratico per gestire la vita di tutti i giorni. Ma allo stesso tempo e impercettibilmente, diventano un modo di vivere in cui ti nascondi e inizi a temere il cambiamento.

“Ci sono mali violenti che ci contraddistinguono, ma i mali sordi, insistenti, tollerabili; quelli che fanno parte della nostra routine e che attraversiamo attentamente come il tempo. “

                                                                                                                                                                     -Emil Cioran-

È normale per noi trovare persone che vivono immerse in una carreggiata, ma che lo negano continuamente. Sospirano, afferrano la testa e dicono che sono annoiati  perché tutto è sempre uguale. Tuttavia, non sentono di avere la forza di dire “abbastanza”.

Pertanto, è necessaria una buona dose di coraggio per superare la dittatura delle routine . Inoltre, una motivazione importante e sufficiente fiducia in se stessi sono essenziali per essere in grado di rompere il modello e andare oltre nel percorso dell’incertezza.

L’effetto assordante delle routine

La cosa peggiore di stabilire routine e mantenerle è che ti desensibilizzi senza accorgertene . Non è che smetti di provare, ma finisci per classificare ciò che senti. Inizi ad avere la percezione che tutto ciò che non è familiare è pericoloso. Le novità e le differenze diventano una specie di minaccia.

La routine è un’impalcatura composta da molti pezzi. Spazia da come gestisci le tue solite ore e raggiunge tutte le tue concezioni del mondo. Finisci per pensare che devi sentire, pensare e agire in un solo modo. Capisci già tutta la realtà e che ci sono troppe domande.

La routine diminuisce la tua curiosità e diminuisce la tua capacità di essere sorpreso . Ma soprattutto ti rende sordo e cieco nei confronti del tuo potenziale. Finisci per credere di fare solo ciò che puoi fare e che sarebbe impossibile per te agire o vivere diversamente.

Il risultato è uno stato di sonnolenza. Con la routine vivi con la funzione di “svolgere” e non evolvere o essere felice. E la parte peggiore è che inizi a vedere la routine come il tuo grande risultato e hai paura di tutto ciò che potrebbe alterarla.

Paura del cambiamento. Resistenza al cambiamento

Vivere con passione è un vero dono, che molti non possono o non apprezzeranno . Significa sentire un sincero interesse per il posto di lavoro. Un vero amore per le persone con cui interagisci. È un vero entusiasmo per i piani per il futuro e tutto ciò che deve essere fatto.

 

 

 

Perché allora così tante persone vedono passare la vita davanti ai loro occhi e cercano di “bruciare il tempo” invece di vivere intensamente? C’è solo una risposta: la paura . Ti impedisce di affrontare le novità, l’ignoto e le sfide.

Il cambiamento è proprio questo: una sfida . Verso le convenzioni, i costumi, la sicurezza che ci fa fare la stessa cosa ancora e ancora per non dover pensare troppo. Anche quando la routine è irta di situazioni spiacevoli, molti la tollerano a causa di una maggiore paura del cambiamento. Ciò richiederebbe loro di lasciare la propria zona di comfort e affinare le proprie capacità per affrontare situazioni sconosciute.

 

Come superare la paura di uscire dalle nostre routine?

Ogni persona dovrebbe fare quello che vuole fare, come vuole, con chiunque e dovunque. Perché qualcuno dovrebbe rinunciare alla possibilità di lavorare o vivere come vuole , semplicemente per paura del cambiamento.

Certo, nessuno può inviare tutto all’inferno dall’oggi al domani. Bene, in realtà sì, puoi, ma potresti aver bisogno di un processo molto più lento per raggiungere questo obiettivo. La verità è che non è sempre appropriato staccarsi da tutto, ma abbastanza per recuperare un po ‘di spazio per essere se stessi . Come si inizia? Cosa fai per uscire da queste routine che ti imprigionano?

 

 

 

 

  • Prenditi del tempo per te stesso. Per quanto impegnativo o importante come il tuo lavoro, non può mai essere più importante di te. C’è una parte del tuo tempo  che dovresti dedicare esclusivamente a te stesso. Sono quelle aree della vita in cui dovresti concentrarti solo sul fare ciò che vuoi veramente: dormire, mangiare, ballare, qualunque cosa. L’importante è che senti di fare solo ed esclusivamente ciò che vuoi fare.
  • Devi giocare. I giochi non dovrebbero mai essere sradicati. I giochi visti come divertenti sono un’area di libertà per eccellenza. Nel gioco ti ricrea e costruisci nuovi significati per quello che sei di nuovo . Gioca a carte, gioca a basket, gioca quello che vuoi, ma gioca. Nota: non cercare di giocare con gli altri. Si tratta di un solo giocatore.
  • Non perdere il contatto con la natura. La natura ha un effetto molto positivo sulle nostre emozioni e pensieri. Quindi è molto importante trovare un modo per entrare in contatto con il verde delle piante e il modo particolare di interagire con gli animali. La natura ci aiuta a connetterci con noi stessi e questo, a sua volta, ci consente di riconoscere i cambiamenti che dobbiamo

 

il potere delle convinzioni

Le convinzioni hanno un effetto potente sulla nostra vita.

È risaputo che se qualcuno crede veramente di poter fare qualcosa la farà, e se crede che qualcosa sia impossibile nessuno sforzo lo convincerà che la si possa realizzare.

Sfortunatamente molti malati, come quelli colpiti dal cancro o da malattie cardiache, spesso si presentano ai medici ed ai loro amici con la stessa convinzione menzionata in questa storia.

Spesso le convinzioni del tipo:

  • Ormai è troppo tardi”,
  • “In ogni caso non c’è niente che io possa fare”,
  • “Sono una vittima… è giunta la mia ora”

possono limitare tutte le risorse della persona.

C’è una vecchia storia, riportata da Abraham Maslow( psicologo statunitense, ricercatore) su un paziente in cura presso uno psichiatra. Quel tale non mangiava o non si prendeva cura di sé, sostenendo che era un cadavere.
Lo psichiatra trascorse molte ore discutendo con lui per tentare di convincerlo di non essere un cadavere.
Alla fine gli chiese se i cadaveri sanguinano. L’uomo rispose: “Naturalmente i cadaveri non sanguinano, tutte le loro funzioni vitali sono cessate”.
Allora lo psichiatra lo convinse a tentare un esperimento. Lo avrebbe punto cautamente con uno spillo per vedere se cominciava a sanguinare. Il paziente acconsentì. Dopo tutto, era un cadavere.
Lo psichiatra lo punse delicatamente con un ago e questi, ovviamente, cominciò a sanguinare. Il paziente assunse un’espressione turbata e stupita e disse, con un filo di voce: “Dannazione… i cadaveri SANGUINANO!”

Le nostre convinzioni riguardo a noi stessi ed alle possibilità offerte dal mondo in cui viviamo, incidono sensibilmente sulla nostra efficienza giornaliera.

Tutti noi abbiamo sia delle convinzioni che rappresentano delle risorse sia delle convinzioni che ci limitano.

Un altro esempio del potere delle convinzioni, sia di quelle limitanti che di quelle potenzianti, è quello del ‘miglio in quattro minuti’.
Prima del 6 Maggio 1954, si credeva che quattro minuti fossero una barriera insuperabile per la velocità con cui un essere umano può percorrere circa un km e mezzo.
Nei nove anni che precedettero la giornata storica in cui Roger Bannister infranse il tetto dei quattro minuti, nessun atleta si era neanche avvicinato a quel record.
Entro le sei settimane successive all’impresa di Bannister, l’atleta australiano John Lundy lo abbassò di un altro secondo.
Entro i nove anni successivi quasi duecento persone hanno infranto quella barriera apparentemente impenetrabile.

Il potere delle convinzioni è stato dimostrato grazie ad una ricerca illuminante su alcuni bambini che, in seguito ad un test, erano stati ritenuti di media intelligenza, divisi in modo casuale in due gruppi di uguale entità.

Uno dei gruppi è stato assegnato ad un insegnante a cui è stato detto che i bambini erano “dotati”.

L’altro gruppo è stato affidato ad un insegnante a cui è stato detto che i bambini erano “lenti nell’apprendimento”.

Dopo un anno i due gruppi sono stati sottoposti nuovamente ai test di intelligenza.

Non è certo sorprendente che la maggioranza del gruppo che era stato arbitrariamente classificato come “dotato” abbia ottenuto risultati migliori che in precedenza, mentre la maggioranza dei bambini del gruppo classificato “lento nell’ apprendimento” abbia ottenuto risultati inferiori.

Le convinzioni dell’insegnante riguardo agli studenti avevano influito sulla loro abilità di apprendere.

Certamente, questi esempi sembrano voler dimostrare che le nostre convinzioni possono plasmare, influenzare o perfino stabilire il nostro grado di intelligenza, di salute, di relazioni, di creatività, addirittura il nostro grado di felicità e di successo personale.

Inoltre, se le nostre convinzioni esercitano un potere così straordinario sulla nostra vita, in che modo possiamo controllarle ed evitare che siano esse a controllarci?

Molte convinzioni sono state installate dai genitori, dagli insegnanti, dagli educatori e dai media quando eravamo bambini, prima che fossimo consapevoli del loro impatto, o che fossimo in grado di fare delle scelte in merito.

Per cambiare qualcosa, devi prima identificarlo.È importante rimanere pertinenti.

Tutti abbiamo tonnellate di convinzioni limitanti, ma la verità è che molte di loro sono irrilevanti.

Preoccupati quindi solo delle convinzioni limitanti che avranno il maggiore impatto,quando hai analizzato quelle, puoi occuparti di altro.

Parte del successo è concentrarsi sulle questioni più importanti della nostra vita.

Fai un elenco delle aree della tua vita in cui ti senti sfidato.

Se hai un’area della tua vita che ti dispiace e non stai attivamente facendo qualcosa per ripararla, allora è una bella sfida che tu abbia una convinzione limitante.

Altrimenti che senso avrebbe prodigarsi e fare qualcosa per cambiare la situazione?

Il tuo comportamento è un indicatore delle tue convinzioni.

Considera come stai andando nelle seguenti aree:

  • Senti una pressione finanziaria nella tua vita? Hai tutte le cose di cui hai bisogno o che vuoi davvero? Quanti soldi hai nei risparmi? Hai le entrate che desideri? Quel reddito è sicuro?
  • Le tue relazioni sono soddisfacenti? Considera la tua relazione intima e anche le relazioni con la famiglia, gli amici e i colleghi.
  • Ti stai prendendo cura di te stesso? Come va il tuo peso? Vai dal medico regolarmente per i controlli?
  • Divertimento e avventura. Stai facendo le cose che vuoi davvero fare? Sogni di andare all’estero ma non lo hai ancora fatto? Vuoi imparare a suonare la chitarra ma non l’hai mai fatto?
  • Qualsiasi altro aspetto della tua vita in cui stai vivendo insoddisfazione. Pensa a qualsiasi altra parte della tua vita in cui sei meno che soddisfatto. Se non sei soddisfatto della tua vita, una convinzione limitante potrebbe essere la causa.

 Identifica le credenze che stanno contribuendo alle tue sfide.

Fai un elenco di tutte le tue convinzioni, buone e cattive, riguardo alle sfide che hai identificato sopra.

Non tentare di filtrarli come positivi o negativi durante l’esecuzione di questo processo, basta elencarli tutti mentre fai il brainstorming ed esaminarli in seguito.

Ecco un breve esempio di convinzioni limitanti riguardo il denaro:

  • Non sarò mai ricco.
  • I ricchi sono disonesti.
  • Non avrò mai abbastanza soldi per avere una bella casa.
  • Se sono ricco, le persone proveranno a derubarmi.
  • I miei amici mi tratteranno diversamente se avrò molti soldi.

Riesci a capire perché sarebbe difficile guadagnare molti soldi se credi a queste cose?

 Identifica le credenze che ti trattengono.

Pensa a quali credenze stanno avendo il maggiore impatto negativo sulla tua vita.

Un modo per farlo è quello di:

considera come cambierebbe il tuo comportamento se quella convinzione fosse eliminata dalla tua vita.

Esaminale sinceramente e considera il cambiamento che la tua vita subirebbe se non fossi trattenuto da quella convinzione.

Metti in ordine quelle credenze negative.

Inizia con la convinzione limitante che ritieni stia creando la sfida più grande nella tua vita.

Mettili tutti in ordine dalla convinzione che ha il massimo impatto negativo al minimo.

La priorità del tempo è sempre una strategia preziosa.

Ora che hai un elenco delle tue convinzioni limitanti e le hai in ordine, è tempo di iniziare a gestirle.

 Come eliminare una convinzione limitante?

Segui questo processo per sbarazzarti di una convinzione limitante:

  1. Leggi la convinzione ad alta voce e chiediti: ” So davvero che questo è vero?”

L’hai provato tu stesso abbastanza volte da essere sicuro che sia vero?

Ricorda, non puoi trarre con precisione conclusioni da un numero limitato di esperienze.

Sai davvero che questa convinzione è vera senza ombra di dubbio?

  1. Da dove ti è venuta questa convinzione?

Ad esempio, la tua convinzione limitante sul denaro è venuta dai tuoi genitori?

I tuoi genitori erano ricchi?

Se non lo fossero, non sono una fonte affidabile di informazioni.

Dopotutto, un esperto di denaro sarebbe in grado di averne molto.

Se qualcuno non ha avuto molti soldi, non sa davvero come accumularli o cosa significhi averli.

Valuta se la fonte della tua convinzione è valida o meno.

Le tue convinzioni dovrebbero provenire dalle tue esperienze personali e dai consigli degli esperti. 

Quindi affidati agli esperti! Sono facili da trovare con un po ‘di ricerca.

3.Basta affermare a te stesso: “ Ho scelto di non crederci più. Non è vero . “

Dichiarare la tua intenzione ha un profondo effetto.

Cerca prove a sostegno.Trova alcuni motivi ed esempi per cui questa convinzione limitante è falsa.

Per esempio:

  • La persona che mi ha detto questo non lo sa davvero.
  • Non l’ho mai provato da solo.
  • Ho visto altri che sono meno capaci di me avere successo in questo.

Per lo meno, dovresti provare un senso di dubbio su quella convinzione limitante.

In caso contrario, continua a trovare altri motivi.

Mettiti online e leggi alcuni articoli di qualcuno che ritieni sia veramente un esperto sull’argomento del tuo credo.

Cerca esempi in cui la convinzione è falsa.

Immagina quanto cambierebbe la tua vita se non avessi più questa convinzione.

  1. Crea una nuova convinzione che ti serve.

Questo sarà l’opposto della credenza limitante o almeno qualcosa del genere.

Crea una convinzione che migliorerà la tua vita e sosterrà la tua capacità di agire per migliorare la tua vita.

Trova esempi per supportare questa nuova convinzione.

Qualsiasi convinzione sarà più stabile se dispone di informazioni e prove a sostegno. Cerca davvero di dimostrare che è vero.

Immagina di dover dimostrare a qualcun altro che la tua nuova convinzione è accurata. Questo dovrebbe portarti dove devi essere.

5.Misura te stesso.

Ogni giorno, controlla te stesso.Come ti senti riguardo alla tua nuova convinzione?

Cosa provi per la tua vecchia convinzione? Misura il tuo istinto: è un collegamento diretto con il tuo subconscio.

Il tuo comportamento sta cambiando?

Se le tue convinzioni cambiano, anche il modo in cui agisci e senti cambierà.

Le nostre vite e sentimenti sono una manifestazione delle nostre credenze.

Se le tue convinzioni sono davvero cambiate, anche la tua vita cambierà.

  1. Torna al tuo elenco di credenze limitanti.

Continua a lavorare sul tuo elenco di credenze negative.

Lavora attraverso quegli elementi e continua ad aggiungere nuovi elementi al tuo elenco. Scoprirai che scoprirai nuove convinzioni limitanti mentre inizi a fare progressi nella tua vita.

Man mano che sperimentate cose nuove, appariranno nuove credenze limitanti, queste sono credenze che non sapevi di avere fino a questo punto.

Quando stabilisci nuovi obiettivi, si presenteranno nuove sfide.

Man mano che impari e sperimenti di più, i tuoi obiettivi cambiano, così cambieranno anche le convinzioni limitanti che hai.

Forse deciderai che tra 5 anni vorresti diventare un ingegnere, le convinzioni limitanti che hai sull’essere un ingegnere dovrebbero quindi essere affrontate.

Continua a esaminare la tua vita per limitare le convinzioni ed eliminarle.

È come tirare le erbacce, non importa quello che fai, alcune erbacce spuntano sempre nel tempo.

Basta riconoscerle e liberarsene.

  1. Ripetere tutti i passaggi precedenti su base regolare.

Mentre stabilisci nuovi obiettivi o hai nuove sfide nella tua vita, ripeti il ​​processo sopra.

Siediti una volta alla settimana e fai un nuovo elenco di credenze limitanti.

Sarai inarrestabile.

“A volte tutto ciò che serve per cambiare una vita è decidere quali credenze non ti servono e cambiare letteralmente la tua mente su quelle credenze” Joy Page

Genitorialità positiva: 5 regole per aiutarti ad affrontare il comportamento negativo dei figli in modo più positivo

I tuoi figli ti fanno impazzire? Se ti è mai stato chiesto di descriverli, dopo aver detto :”È un bravo ragazzo, ma …”,  aggiungeresti le parole come “provocatorio”, “lamentoso”, “immotivato”, “irrispettoso”, “arrabbiato” o “esigente”? Aggiungendo solo  alcuni lati positivi qua e là?

Se i negativi nella tua mente sono più grandi dei positivi, la prima cosa da capire è che è naturale. Dopo tutto, noi genitori siamo umani, il che significa che tendiamo a cercare ciò che è sbagliato nella nostra progenie, così che possiamo concentrarci su ciò che dovremmo “sistemare” in essi. In qualche modo questo ci tranquillizza; crediamo di migliorare le loro possibilità di sopravvivenza a lungo termine in un mondo spesso difficile.

Fermare la ricerca di ciò che temiamo è un’abilità genitoriale e di apprendimento importantissima da imparare.

Il problema è, tuttavia, che se passiamo la maggior parte del nostro tempo a preoccuparci, a sistemare e cercare di dare forma ai nostri figli in ciò che pensiamo dovrebbero essere, ci mancano i lati positivi di chi sono realmente.

La buona notizia è che è effettivamente più efficace guardare l’immagine bilanciata se si vuole influenzare positivamente figlio/a  e mantenere la comunicazione aperta tra di voi. Ti aiuterò a “cambiare le lenti negli occhiali” in modo da poter vedere i comportamenti negativi di tuo figlio in una luce più positiva – o almeno più accurata!

Ecco cinque regole per iniziare:

Regola 1: smetti di cercare ciò che temi

Quando la tensione aumenta, i genitori possono avere la tendenza a cercare prove di ciò che temono. Avevo un amico che era così spaventato che suo figlio fosse un perdente che lo teneva sveglia di notte. Lui stesso aveva lottato socialmente per tutta la vita.

Per affrontare la paura per suo figlio, girava nel cortile della scuola durante la ricreazione, per cercare prove per confermare la sua convinzione negativa su di lui,  ossia non aveva amici. Certo, quando cerchi prove per confermare le tue credenze spaventose, troverai situazioni e le etichetterai come tali.

Un giorno, mi raccontò, mentre lui guidava, lo vide in piedi da solo su un’estremità dell’asfalto mentre tutti gli altri bambini giocavano dall’altra parte della strada. Scese dalla macchina e corse verso di lui freneticamente e gli disse: “Ale, perché sei qui tutto solo e non ti unisci agli altri bambini? e lui rispose: “Papà, puoi toglierti di mezzo?

Questo illustra esattamente ciò che l’ansia può fare a noi genitori, può portarci a cercare prove di ciò che temiamo, e quindi iniziamo a trattarli come se il problema fosse reale, così facendo creiamo una nostra profezia in realtà.

Se questo diventa un modo abituale di affrontarli, invece di aiutarli a imparare a comportarsi in modo più appropriato con gli altri, potremmo inavvertitamente aiutarli a crearsi altri disagi. In altre parole, ciò che stavi cercando di prevenire si verificherà. Perdiamo di vista il logico e il reale, quando ciò accade, anche i tratti positivi possono diventare negativi.

Fermare la ricerca di ciò che temiamo è un’abilità genitoriale e di apprendimento importante da imparare.

 

Regola n. 2: cambia le lenti

Possiamo anche trasformare i lati positivi in ​​negativi quando non siamo in grado di vedere le cose buone seppellite nei comportamenti noiosi e fastidiosi che ci fanno impazzire. Quanto spesso ci preoccupiamo quando i nostri ragazzi sono ribelli con noi? Non ci piace quando si scontrano con noi in disaccordo con ciò che vogliamo che facciano. Quando dicono di no o si rifiutano di fare ciò che chiediamo, ci fanno arrabbiare.

È naturale arrabbiarsi con i nostri figli e etichettare il loro comportamento e atteggiamento come qualcosa di negativo, qualcosa che dobbiamo sistemare in loro. Mentre dobbiamo affrontare il comportamento risultante (rifiuto di conformarsi), la vera caratteristica del bambino non è necessariamente una cosa negativa.

Cambiando l’obiettivo nei nostri occhiali, invece di provare a cambiare i nostri figli, possiamo arrivare ad apprezzare la loro tendenza all’opposizione, anche se può essere estenuante e difficile da gestire.

Provate a guardarla in questo modo: vogliamo che i nostri figli crescano e siano adulti responsabili e indipendenti. La sfida e l’opposizione che vedi possono anche tradursi in un bambino che non ha paura di dire “no” alla pressione dei coetanei, o che ha forti capacità di leadership. Il nostro compito di genitori è di dirigere questa energia in modo appropriato ponendo dei limiti, conoscendo i nostri figli e cercando di mantenere le linee di comunicazione aperte con loro.

Vedere il positivo nei comportamenti dei nostri bambini è una sfida quando il comportamento rende la nostra vita più difficile o diversa da come vorremmo che le cose accadessero. È più facile visualizzare le cose in modo più positivo quando consenti e accetti che tuo figlio sia unico e diverso da te. Non devi permettere ogni cosa a tuo/a  figlio/a bambino, ma è utile cercare di fare un passo indietro e vedere la sua affermazione da una mentalità più positiva.

Un esercizio utile: se la tua tendenza è quella di vedere il bicchiere mezzo vuoto, pensa a  cosa ti servirebbe per vedere il bicchiere mezzo pieno?

Ecco il mio consiglio: ogni volta che ti trovi concentrato sui tratti negativi del tuo bambino, scrivi tre positivi su quel tratto o comportamento. Allenati a vedere le cose da una prospettiva diversa. Se tuo figlio è troppo sensibile, nota il positivo: la sua natura empatica. Se lei è polemica, nota il positivo: ha affermazione di sé.

La chiave è di notare gli aspetti positivi all’interno dei negativi del comportamento di tuo figlio, e quindi aiutarla/o a canalizzarlo correttamente. Potresti aiutarlo/a a passare dall’aggressività all’affermazione ponendo dei limiti attorno al suo comportamento, dando conseguenze per un comportamento inadeguato (e non le sue emozioni) e poi avendo conversazioni sulla risoluzione dei problemi su come gestire le cose in modo appropriato la prossima volta, per esempio. Ma in fondo, l’assertività di tuo figlio è uno strumento molto utile nel mondo reale, purché possa utilizzarla in modo sano. Il tuo compito è guidarla/o, aiutarla/o e insegnargli come farlo.

 

Regola n. 3: visualizza te stesso al posto di tuo figlio

Guarda tutti i comportamenti che ti fanno arrabbiare e chiediti cosa hai bisogno di capire a riguardo. Per fare questo, dovrai dare un’occhiata al cervello in via di sviluppo di tuo/a figlio/a e metterti nei suoi panni per un momento. Con questa nuova comprensione, sarai in grado di vedere il comportamento con meno ansia.

Diciamo che tuo figlio della scuola media vuole comprare le scarpe costose da ginnastica che tutti a scuola indossano, e si mette a urlare quando gli dici di no. Così urli anche tu: “Solo perché tutti le hanno, non significa che devi averle!” E poi pensi tra te e te: “Cosa è successo ai valori che gli abbiamo insegnato? Cosa gli succede? Come mai è diventato così egoista, esigente e maleducato?”

Ora fermati un attimo e visualizza davvero te stesso che entra nei suoi panni. Che cosa puoi ora vedere e capire che non  potevi vedere quando eri nelle tue scarpe? Forse puoi capire con più chiarezza che il problema riguarda meno le sneakers e molto altro sulla sua necessità di adattarsi al gruppo (e non essere diverso). Mentre cresce lui è in un posto dove sente l’urgenza di guardare e comportarsi come i suoi coetanei.

Hai mai provato a non preoccuparti di ciò che gli altri pensavano di te? Come hai fatto? Ora prova ad essere un adolescente o pre-adolescente e fallo. Quasi impossibile, giusto? Non fraintendetemi, capire il comportamento non significa che dovresti arrenderti e andare a comprargli le scarpe costose da ginnastica; significa semplicemente che puoi entrare in empatia con tuo/a figlio/a, e capire le sue esplosioni di rabbia conformandoti e comprendendolo/a  piuttosto che comportarti in modo preoccupato o arrabbiato.

Non prendetela sul personale. Questa nuova regola ti aiuterà sia ad entrare in empatia facendoti calmare prima di discutere di un suo comportamento che pensi sia inappropriato, sia a capire che alcuni comportamenti negativi di tuo/a figlio/a sono normali e in via di sviluppo. Questo può anche aiutarti a depersonalizzare ciò che stanno facendo e vedere il quadro generale un po ‘più chiaramente. In conclusione: il comportamento potrebbe non piacerti, ma almeno sarai in grado di vederlo per quello che è e non prenderlo sul personale.

 

Regola n. 4: chiediti: “È un comportamento negativo o una reazione a qualcos’altro?”

 

A volte trascuriamo l’effettiva causa del comportamento dei figli e lo etichettiamo come negativo. Ma una volta compreso il suo scopo, tutto ci sembra meno catastrofico. Per esempio: diciamo che i genitori di un bambino sono arrabbiati tra di loro per un po’ di tempo.

Il ragazzo percepisce la loro tensione e agisce. Se diventa la spugna emotiva della famiglia, apprende che quando si comporta in modo aggressivo, i suoi genitori si calmano tra di loro concentrandosi solo sul suo comportamento. Perché succede? Loro si concentrano sul comportamento negativo piuttosto che sui propri problemi l’uno con l’altro e si sentono più tranquilli a non dover affrontare le proprie difficoltà. Il bambino cresce e sa che un modo per mantenere i suoi genitori più armoniosi è avere dei problemi da risolvere. Questo accade per lo più inconsapevolmente.

Fai un passo indietro e prova a vedere se il comportamento è un’espressione di “fusione familiare“. Il comportamento del ragazzo dell’esempio esprime ciò che gli altri membri della famiglia non diranno l’un l’altro?

Oppure il suo comportamento aiuta gli altri a non concentrarsi su se stessi, ad abbattere le proprie lotte e comportamenti negativi? Questo si chiama “fusione”. I bambini “ci guardano per vivere”, e intuiranno ciò di cui la famiglia ha bisogno per mantenere un’equilibrio stabile e funzionante.

Ciò significa che agiranno e diventeranno la barra di alleggerimento, se necessario. Una volta che vedi la funzione di determinati comportamenti, puoi vedere il comportamento in una luce diversa.

 

Regola n. 5: Diverso va bene

È naturale sentirsi più positivi sugli altri quando sono “come” noi. Le differenze potrebbero renderci scomodi, ma tieni presente che diverso non è sinonimo di negativo. Se il tuo/a  figlio/a agisce, si comporta o pensa in modo diverso da te, invece di vederlo negativamente, riconosci la differenza e vai avanti.

È così facile vedere gli altri, in particolare i nostri bambini, da un luogo di preoccupazione, e la nostra immaginazione può davvero scatenarsi quando siamo stressati. Cerca di vedere i tuoi figli per quello che sono piuttosto che per chi temi possano diventare. Quando riuscirai a vederli in una luce positiva, ragionevole e realistica, li aiuterai a brillare, fiorire e prosperare.

 

Tip: la separazione o il divorzio diminuiscono la tua Performance personale?

Durante e dopo la fase di separazione o divorzio è innegabile la sensazione di fallimento che si prova a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo posti in partenza.

L’umore scende, la voglia di fare anche, il desiderio di essere invincibili e potersi risollevare pure,  e ti sembra che le performance che avevi un tempo siano solo un ricordo e che non potranno tornare più perchè tu sei diverso/a, sei cambiato/a, e di conseguenza devi subire alla situazione che stai vivendo.

Queste sono tutte emozioni e stati che si vivono regolarmente quando si affrontano questi momenti, non sei l’unica/o.

Voglio però rassicurarti sul fatto che esiste la possibilità in cui tu ti sentirai  meglio di prima, meglio di quando eri ragazzo, meglio di quando ti sentivi già forte, questo accadrà se riuscirai a sfruttare il momento che sta accadendo come potenziante per la tua vita e non limitante.

La formula della Performance, chiamata spesso anche equazione della potenzialità, sottolinea il modo in cui possiamo migliorare la nostra performance: analizziamola più in dettaglio.

Come disse Tim Gallwey, pioniere del Coaching e autore del best-seller internazionale – Il gioco interiore del tennis:

“ Nel tennis come nella vita esistono due livelli di “gioco”: quello esteriore espresso sul campo nella sfida con l’altro giocatore, e quello interiore che si svolge fra mente e corpo, pensieri ed emozioni, nel quale gli avversari sono i dubbi, l’insicurezza, l’ansia, il calo di concentrazione”.

In ogni sforzo umano ci sono due ambiti di coinvolgimento: quello esteriore e quello interiore.

  • L’ambito esteriore è ciò che vediamo succedere al di fuori di noi stessi: ad esempio, per un addetto alle vendite possono essere i risultati che ottiene (o che non ottiene, a seconda dei casi).
  • L’ambito interiore è quello degli atteggiamenti e dei valori dentro di noi che favoriscono, oppure ostacolano, quei risultati. Si tratta quindi di superare i nostri ostacoli interiori, come ad esempio dubitare di noi stessi, analizzare eccessivamente le situazioni, o avere paure, preconcetti e convinzioni limitanti.

Rivediamo l’equazione:

  • P =  p – i     (Performance = potenziale – interferenze)

In base a questa formula studiata scientificamente su campioni di livello internazionale, ma valida in qualsiasi ambito di vita,  per aumentare la performance:

  1. bisogna accrescere e sviluppare il fattore p, le proprie potenzialità 
  2.  ridurre o eliminare il fattore i, le interferenze.

 

Una rosa è una rosa, dal momento in cui è un bocciolo, a quello in cui appassisce e muore. Da quel primo momento fino alla fine contiene il suo intero potenziale.

Per un tennista, come per chiunque altro, il primo passo nella giusta direzione è vedere e sentire ciò che sta facendo, cioè aumentare la consapevolezza di ciò che realmente è.

Vincere significa superare gli ostacoli per raggiungere uno scopo, ma il valore del vincere è grande solo nella misura del valore dello scopo raggiunto. 

In altre parole, lo scopo del successo non è necessariamente il raggiungimento di un obiettivo, quanto la conoscenza di noi stessi che acquistiamo per raggiungere la nostra performance migliore.

 

COSA FANNO LE PERSONE CHE SONO FELICI PER ESSERE FELICI?

Normalmente pensiamo che l’obiettivo finale di tutti sia essere felici e amare la propria vita.

Ma quante persone davvero lo sono? Se mai incontrerai i pochi fortunati che amano sinceramente la vita che stanno vivendo, potresti chiedergli: “Cosa stai facendo in modo diverso dagli altri per stare così bene?”

Se questo pensiero ti è mai passato per la testa, ti diamo un piccolo elenco, in base alla nostra esperienza di coach, di cose che queste persone “fortunate” fanno per essere felici,  così da crearti spunti di riflessione per la tua vita.

1.Sono consapevoli  che la vita è breve.

Potrebbe sembrare un cliché, ma le persone che amano le loro vite sanno che ogni momento è un dono prezioso. Spesso hanno in mente la loro mortalità, non in modo ossessivo, ma in un modo che ricorda loro di vivere ogni giorno al massimo e di non dare per scontata una sola cosa.

2.Non chiedono l’attenzione degli altri.

Se sei felice e ami la vita che stai vivendo, non è necessario essere il centro costante dell’attenzione altrui. Le persone che amano le loro vite tendono ad essere sicure di sé e non hanno bisogno che tutti cadano ai loro piedi per sentirsi bene con se stessi.

3.Sono saggi nei  loro acquisti.

Le persone felici si rendono conto che essere impulsivi o troppo generosi in certi acquisti, creerà in loro conseguenze negative. Pensano prima di passare ai fatti, nel caso chiedono finanziamenti e si assicurano di non indebitarsi mai, perché ciò causerebbe uno stress non necessario.

4.Sono in contatto con i loro sentimenti.

Una cosa molto bella  della vita è amare le altre persone e sentire profondamente le nostre emozioni. Non possono garantire che le loro emozioni siano sempre buone, le persone che amano le loro vite si permettono di sentire ed esprimere emozioni, si rendono conto che i sentimenti fanno parte della vita e non li reprimono.

 5.Rivendicano il loro potere.

In altre parole, non permettono a nessuno di controllare il loro mondo. Per esempio: se qualcuno gli dice qualcosa di brutto , non gli lasciano spazio per rovinargli la vita. Cambiano ciò che possono, accettano ciò che non possono e lasciano che le emozioni negative li attraversino così da non lasciare che altre persone controllino il loro stato d’animo.

6.Consapevolmente agguerriti.

La vita non va mai come ci aspettiamo. Le persone felici lo sanno. Sanno che l’imprevisto può accadere, ma questo non gli impedisce di essere felici, semplicemente spostano le loro prospettive e trovano altre direzioni.

7.Sanno come controllare le loro azioni.

Alcune persone pensano che le azioni siano il risultato di qualche forza esterna. Quante volte hai sentito, “Mi ha fatto urlare perché ha detto qualcosa di stupido!” No. Nessuno ti fa gridare,tranne te. Sì, le persone possono farti arrabbiare, ma quello che fai con quella rabbia – e come lo incanali in un’azione – è un’altra storia. Le persone che amano le loro vite lo sanno.

8.Prendono la responsabilità delle proprie azioni.

Nessuno è perfetto. Come detto sopra, le persone felici sanno controllare le loro azioni. Tuttavia, a volte commettono errori. Se perdono temporaneamente il controllo e si comportano in un modo da  ferire qualcuno (o in modo non produttivo), si scusano. Dopo che si sono scusati, cambiano il loro comportamento.

9.Trasformano la loro passione in una carriera.

Probabilmente hai sentito la gente dire “Fai quello che ami e non lavorerai mai un giorno nella tua vita”. Molte persone sono d’accordo, ma non sanno come farlo accadere. Le persone che amano la vita sanno che c’è un modo per trasformare qualsiasi passione in un’opportunità economica.

10.Sanno di avere la capacità di controllare i loro pensieri.

Molte persone pensano che i loro pensieri siano senza controllo.Questo non è vero. In qualsiasi momento, hai la possibilità di scegliere un pensiero diverso., all’inizio potresti non crederci, ma più cambi il tuo pensiero in positivo più e più volte nella tua testa, più inizierai a viverlo davvero.

11.Si associano solo a persone positive che li rendono energeticamente forti.

Le persone felici non amano essere attorniati da persone negative. Si prosciugano e probabilmente preferiscono essere a casa a leggere un buon libro da soli rispetto a qualsiasi negatività. A nessuno piacciono i reclami, quindi le persone che amano le loro vite si circondano solo di altre persone positive.

12.A loro piace stare con le persone stare da soli.

Essere socievoli è divertente, ma anche essere soli ha i suoi benefici. Le persone che amano le loro vite sono in grado di incorporare entrambi nelle loro vite. Non necessariamente si appoggiano ad entrambi gli estremi; tendono ad avere equilibrio

 13.Sono fiduciosi nelle scelte che fanno.

Hanno la capacità di fare un passo indietro e analizzare logicamente le scelte che gli si presentano. Pensano prima di agire. Guardano le possibili conseguenze di ciascuna scelta. Una volta presa una decisione, ne sono fiduciosi. Anche se non risulta come previsto, possono cambiare le prospettive abbastanza facilmente e felicemente (vedi sopra).

14.Sanno come avere un’influenza positiva sugli altri.

Queste persone sanno che la loro vita è un esempio per il mondo. Sanno che altre persone li stanno guardando e cercano di essere da esempio. Vogliono solo diffondere felicità e gioia avendo un buon comportamento.

15.Amano se stessi.

Questo non è amore narcisistico (il narcisismo non è affatto amore per se stesso). Quello che vogliamo dire, concludendo,  è che a loro piace sinceramente chi sono. In altre parole, se fossero qualcun altro, probabilmente sarebbero amici con se stessi. Pensano di essere piuttosto fantastici.

Se non ami la tua vita, non perdere la speranza. Ci sono sempre dei cambiamenti che puoi fare per diventare più felice. Queste cose sono solo l’inizio per essere felici e amare la tua vita. Perché non provarne alcuni già da oggi?

 

Com’è il Natale da separato con figli?

Le vacanze sono un momento di festa. Dal preparare regali, decorare l’albero, al coro dei canti natalizi e partecipare alle varie feste che si succedono a ruota, aziendali, sportive, ludiche, ci sono molte occasioni per riunirsi con familiari, amici e persone care e godersi l’atmosfera. Se  tuttavia, stai attraversando una separazione o un divorzio, le vacanze possono invece essere tutt’altro che rilassanti, soprattutto se hai figli. Improvvisamente, le vecchie tradizioni familiari non sono adatte e trovarne di nuove può essere difficile.Ecco perché ho trovato il seguente elenco di tre cose da tenere a mente durante questo periodo, che ho maturato sulla mia vita, nel corso di tanti anni da mamma separata. Spero che questi suggerimenti ti aiutino ad avere una vacanza meravigliosa.

  • Decidere i regali

Per molte persone, i regali sono un modo per mostrare amore e apprezzamento per un’altra persona. Durante il divorzio o la separazione, non fare l’errore che fanno in tanti di usare i doni per tuo figlio facendo a gara con il tuo ex. O esagerare nella quantità per alleviare il tuo “senso di colpa “ .

È importante evitare di usare regali in questo modo perché è diseducativo per il figlio e assolutamente poco appagante per te, se non nel singolo istante in cui glieli dai.

Se possibile, coordinati con il tuo ex-partner in modo, anche, da non finire per dare ai vostri figli gli stessi regali, o ancor meglio sarebbe, unire  le forze e fare i regali insieme. Solo perché non siete più una coppia non significa che i vostri nomi non possano essere sulla stesso bigliettino di auguri. Non credi?

In effetti, presentarvi uniti potrebbe essere solo il più grande dono per il piccolo, anche se solo per quel momento.

  • Pianifica in anticipo tutto e mantieni le tue promesse

Le vacanze sono frenetiche, con più eventi e uscite sociali extra. Se questa è la tua prima vacanza da separata, è importante pianificare in anticipo e capire chi ha bisogno di essere dove e quando. Dovresti anche decidere in anticipo dove i bambini trascorreranno ogni parte della vacanza, se scegli di festeggiare separatamente. Ad esempio, la vigilia di Natale con un genitore e il giorno di Natale con un altro può essere un buon compromesso, ma solo se ne parli in anticipo. È anche importante attenersi al piano, una volta deciso. Le modifiche dell’ultimo minuto causeranno ulteriore stress e risentimento e soprattutto destabilizzano i ragazzi.

  • Dona amore a chi ne ha bisogno

Le vacanze sono anche un momento per riflettere sulle cose per le quali siamo grati e trascorrere del tempo con chi amiamo da sempre le renderà uniche. Entrambe queste cose possono essere difficili da fare se la tua famiglia sta affrontando un momento di cambiamento. Invece di concentrarti su te stesso e sulla tua situazione, guarda verso l’esterno e guarda cosa puoi fare per gli altri bisognosi. Se sarai solo per una parte della vacanza, scopri quali sono le opportunità di volontariato disponibili. Restituire aiuto e amore può essere una grande distrazione e un modo per onorare il vero significato del periodo.

Se non riesci ad affrontare queste festività in modo sereno e proprio non trovi la pace necessaria, prova a scrivermi, credo che un confronto, un suggerimento possano essere la chiave che ti occorre per viverle meglio.

 

 

 

 

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