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Le routine soffocano imprigionandoci nelle nostre paure

Le routine ci proteggono così tanto che a volte possono diventare una vera prigione.

Stabilirli ci impedisce di prendere centinaia di decisioni quotidiane che dovremmo prendere se non avessimo stabilito dogane fisse. Ma instillano anche in noi un modo di fare le cose che si traduce in uno schema di pensieri e sentimenti che non cambiano.

Il prezzo delle routine può essere molto alto. Sì: sono necessari e un modo pratico per gestire la vita di tutti i giorni. Ma allo stesso tempo e impercettibilmente, diventano un modo di vivere in cui ti nascondi e inizi a temere il cambiamento.

“Ci sono mali violenti che ci contraddistinguono, ma i mali sordi, insistenti, tollerabili; quelli che fanno parte della nostra routine e che attraversiamo attentamente come il tempo. “

                                                                                                                                                                     -Emil Cioran-

È normale per noi trovare persone che vivono immerse in una carreggiata, ma che lo negano continuamente. Sospirano, afferrano la testa e dicono che sono annoiati  perché tutto è sempre uguale. Tuttavia, non sentono di avere la forza di dire “abbastanza”.

Pertanto, è necessaria una buona dose di coraggio per superare la dittatura delle routine . Inoltre, una motivazione importante e sufficiente fiducia in se stessi sono essenziali per essere in grado di rompere il modello e andare oltre nel percorso dell’incertezza.

L’effetto assordante delle routine

La cosa peggiore di stabilire routine e mantenerle è che ti desensibilizzi senza accorgertene . Non è che smetti di provare, ma finisci per classificare ciò che senti. Inizi ad avere la percezione che tutto ciò che non è familiare è pericoloso. Le novità e le differenze diventano una specie di minaccia.

La routine è un’impalcatura composta da molti pezzi. Spazia da come gestisci le tue solite ore e raggiunge tutte le tue concezioni del mondo. Finisci per pensare che devi sentire, pensare e agire in un solo modo. Capisci già tutta la realtà e che ci sono troppe domande.

La routine diminuisce la tua curiosità e diminuisce la tua capacità di essere sorpreso . Ma soprattutto ti rende sordo e cieco nei confronti del tuo potenziale. Finisci per credere di fare solo ciò che puoi fare e che sarebbe impossibile per te agire o vivere diversamente.

Il risultato è uno stato di sonnolenza. Con la routine vivi con la funzione di “svolgere” e non evolvere o essere felice. E la parte peggiore è che inizi a vedere la routine come il tuo grande risultato e hai paura di tutto ciò che potrebbe alterarla.

Paura del cambiamento. Resistenza al cambiamento

Vivere con passione è un vero dono, che molti non possono o non apprezzeranno . Significa sentire un sincero interesse per il posto di lavoro. Un vero amore per le persone con cui interagisci. È un vero entusiasmo per i piani per il futuro e tutto ciò che deve essere fatto.

 

 

 

Perché allora così tante persone vedono passare la vita davanti ai loro occhi e cercano di “bruciare il tempo” invece di vivere intensamente? C’è solo una risposta: la paura . Ti impedisce di affrontare le novità, l’ignoto e le sfide.

Il cambiamento è proprio questo: una sfida . Verso le convenzioni, i costumi, la sicurezza che ci fa fare la stessa cosa ancora e ancora per non dover pensare troppo. Anche quando la routine è irta di situazioni spiacevoli, molti la tollerano a causa di una maggiore paura del cambiamento. Ciò richiederebbe loro di lasciare la propria zona di comfort e affinare le proprie capacità per affrontare situazioni sconosciute.

 

Come superare la paura di uscire dalle nostre routine?

Ogni persona dovrebbe fare quello che vuole fare, come vuole, con chiunque e dovunque. Perché qualcuno dovrebbe rinunciare alla possibilità di lavorare o vivere come vuole , semplicemente per paura del cambiamento.

Certo, nessuno può inviare tutto all’inferno dall’oggi al domani. Bene, in realtà sì, puoi, ma potresti aver bisogno di un processo molto più lento per raggiungere questo obiettivo. La verità è che non è sempre appropriato staccarsi da tutto, ma abbastanza per recuperare un po ‘di spazio per essere se stessi . Come si inizia? Cosa fai per uscire da queste routine che ti imprigionano?

 

 

 

 

  • Prenditi del tempo per te stesso. Per quanto impegnativo o importante come il tuo lavoro, non può mai essere più importante di te. C’è una parte del tuo tempo  che dovresti dedicare esclusivamente a te stesso. Sono quelle aree della vita in cui dovresti concentrarti solo sul fare ciò che vuoi veramente: dormire, mangiare, ballare, qualunque cosa. L’importante è che senti di fare solo ed esclusivamente ciò che vuoi fare.
  • Devi giocare. I giochi non dovrebbero mai essere sradicati. I giochi visti come divertenti sono un’area di libertà per eccellenza. Nel gioco ti ricrea e costruisci nuovi significati per quello che sei di nuovo . Gioca a carte, gioca a basket, gioca quello che vuoi, ma gioca. Nota: non cercare di giocare con gli altri. Si tratta di un solo giocatore.
  • Non perdere il contatto con la natura. La natura ha un effetto molto positivo sulle nostre emozioni e pensieri. Quindi è molto importante trovare un modo per entrare in contatto con il verde delle piante e il modo particolare di interagire con gli animali. La natura ci aiuta a connetterci con noi stessi e questo, a sua volta, ci consente di riconoscere i cambiamenti che dobbiamo

 

il potere delle convinzioni

Le convinzioni hanno un effetto potente sulla nostra vita.

È risaputo che se qualcuno crede veramente di poter fare qualcosa la farà, e se crede che qualcosa sia impossibile nessuno sforzo lo convincerà che la si possa realizzare.

Sfortunatamente molti malati, come quelli colpiti dal cancro o da malattie cardiache, spesso si presentano ai medici ed ai loro amici con la stessa convinzione menzionata in questa storia.

Spesso le convinzioni del tipo:

  • Ormai è troppo tardi”,
  • “In ogni caso non c’è niente che io possa fare”,
  • “Sono una vittima… è giunta la mia ora”

possono limitare tutte le risorse della persona.

C’è una vecchia storia, riportata da Abraham Maslow( psicologo statunitense, ricercatore) su un paziente in cura presso uno psichiatra. Quel tale non mangiava o non si prendeva cura di sé, sostenendo che era un cadavere.
Lo psichiatra trascorse molte ore discutendo con lui per tentare di convincerlo di non essere un cadavere.
Alla fine gli chiese se i cadaveri sanguinano. L’uomo rispose: “Naturalmente i cadaveri non sanguinano, tutte le loro funzioni vitali sono cessate”.
Allora lo psichiatra lo convinse a tentare un esperimento. Lo avrebbe punto cautamente con uno spillo per vedere se cominciava a sanguinare. Il paziente acconsentì. Dopo tutto, era un cadavere.
Lo psichiatra lo punse delicatamente con un ago e questi, ovviamente, cominciò a sanguinare. Il paziente assunse un’espressione turbata e stupita e disse, con un filo di voce: “Dannazione… i cadaveri SANGUINANO!”

Le nostre convinzioni riguardo a noi stessi ed alle possibilità offerte dal mondo in cui viviamo, incidono sensibilmente sulla nostra efficienza giornaliera.

Tutti noi abbiamo sia delle convinzioni che rappresentano delle risorse sia delle convinzioni che ci limitano.

Un altro esempio del potere delle convinzioni, sia di quelle limitanti che di quelle potenzianti, è quello del ‘miglio in quattro minuti’.
Prima del 6 Maggio 1954, si credeva che quattro minuti fossero una barriera insuperabile per la velocità con cui un essere umano può percorrere circa un km e mezzo.
Nei nove anni che precedettero la giornata storica in cui Roger Bannister infranse il tetto dei quattro minuti, nessun atleta si era neanche avvicinato a quel record.
Entro le sei settimane successive all’impresa di Bannister, l’atleta australiano John Lundy lo abbassò di un altro secondo.
Entro i nove anni successivi quasi duecento persone hanno infranto quella barriera apparentemente impenetrabile.

Il potere delle convinzioni è stato dimostrato grazie ad una ricerca illuminante su alcuni bambini che, in seguito ad un test, erano stati ritenuti di media intelligenza, divisi in modo casuale in due gruppi di uguale entità.

Uno dei gruppi è stato assegnato ad un insegnante a cui è stato detto che i bambini erano “dotati”.

L’altro gruppo è stato affidato ad un insegnante a cui è stato detto che i bambini erano “lenti nell’apprendimento”.

Dopo un anno i due gruppi sono stati sottoposti nuovamente ai test di intelligenza.

Non è certo sorprendente che la maggioranza del gruppo che era stato arbitrariamente classificato come “dotato” abbia ottenuto risultati migliori che in precedenza, mentre la maggioranza dei bambini del gruppo classificato “lento nell’ apprendimento” abbia ottenuto risultati inferiori.

Le convinzioni dell’insegnante riguardo agli studenti avevano influito sulla loro abilità di apprendere.

Certamente, questi esempi sembrano voler dimostrare che le nostre convinzioni possono plasmare, influenzare o perfino stabilire il nostro grado di intelligenza, di salute, di relazioni, di creatività, addirittura il nostro grado di felicità e di successo personale.

Inoltre, se le nostre convinzioni esercitano un potere così straordinario sulla nostra vita, in che modo possiamo controllarle ed evitare che siano esse a controllarci?

Molte convinzioni sono state installate dai genitori, dagli insegnanti, dagli educatori e dai media quando eravamo bambini, prima che fossimo consapevoli del loro impatto, o che fossimo in grado di fare delle scelte in merito.

Per cambiare qualcosa, devi prima identificarlo.È importante rimanere pertinenti.

Tutti abbiamo tonnellate di convinzioni limitanti, ma la verità è che molte di loro sono irrilevanti.

Preoccupati quindi solo delle convinzioni limitanti che avranno il maggiore impatto,quando hai analizzato quelle, puoi occuparti di altro.

Parte del successo è concentrarsi sulle questioni più importanti della nostra vita.

Fai un elenco delle aree della tua vita in cui ti senti sfidato.

Se hai un’area della tua vita che ti dispiace e non stai attivamente facendo qualcosa per ripararla, allora è una bella sfida che tu abbia una convinzione limitante.

Altrimenti che senso avrebbe prodigarsi e fare qualcosa per cambiare la situazione?

Il tuo comportamento è un indicatore delle tue convinzioni.

Considera come stai andando nelle seguenti aree:

  • Senti una pressione finanziaria nella tua vita? Hai tutte le cose di cui hai bisogno o che vuoi davvero? Quanti soldi hai nei risparmi? Hai le entrate che desideri? Quel reddito è sicuro?
  • Le tue relazioni sono soddisfacenti? Considera la tua relazione intima e anche le relazioni con la famiglia, gli amici e i colleghi.
  • Ti stai prendendo cura di te stesso? Come va il tuo peso? Vai dal medico regolarmente per i controlli?
  • Divertimento e avventura. Stai facendo le cose che vuoi davvero fare? Sogni di andare all’estero ma non lo hai ancora fatto? Vuoi imparare a suonare la chitarra ma non l’hai mai fatto?
  • Qualsiasi altro aspetto della tua vita in cui stai vivendo insoddisfazione. Pensa a qualsiasi altra parte della tua vita in cui sei meno che soddisfatto. Se non sei soddisfatto della tua vita, una convinzione limitante potrebbe essere la causa.

 Identifica le credenze che stanno contribuendo alle tue sfide.

Fai un elenco di tutte le tue convinzioni, buone e cattive, riguardo alle sfide che hai identificato sopra.

Non tentare di filtrarli come positivi o negativi durante l’esecuzione di questo processo, basta elencarli tutti mentre fai il brainstorming ed esaminarli in seguito.

Ecco un breve esempio di convinzioni limitanti riguardo il denaro:

  • Non sarò mai ricco.
  • I ricchi sono disonesti.
  • Non avrò mai abbastanza soldi per avere una bella casa.
  • Se sono ricco, le persone proveranno a derubarmi.
  • I miei amici mi tratteranno diversamente se avrò molti soldi.

Riesci a capire perché sarebbe difficile guadagnare molti soldi se credi a queste cose?

 Identifica le credenze che ti trattengono.

Pensa a quali credenze stanno avendo il maggiore impatto negativo sulla tua vita.

Un modo per farlo è quello di:

considera come cambierebbe il tuo comportamento se quella convinzione fosse eliminata dalla tua vita.

Esaminale sinceramente e considera il cambiamento che la tua vita subirebbe se non fossi trattenuto da quella convinzione.

Metti in ordine quelle credenze negative.

Inizia con la convinzione limitante che ritieni stia creando la sfida più grande nella tua vita.

Mettili tutti in ordine dalla convinzione che ha il massimo impatto negativo al minimo.

La priorità del tempo è sempre una strategia preziosa.

Ora che hai un elenco delle tue convinzioni limitanti e le hai in ordine, è tempo di iniziare a gestirle.

 Come eliminare una convinzione limitante?

Segui questo processo per sbarazzarti di una convinzione limitante:

  1. Leggi la convinzione ad alta voce e chiediti: ” So davvero che questo è vero?”

L’hai provato tu stesso abbastanza volte da essere sicuro che sia vero?

Ricorda, non puoi trarre con precisione conclusioni da un numero limitato di esperienze.

Sai davvero che questa convinzione è vera senza ombra di dubbio?

  1. Da dove ti è venuta questa convinzione?

Ad esempio, la tua convinzione limitante sul denaro è venuta dai tuoi genitori?

I tuoi genitori erano ricchi?

Se non lo fossero, non sono una fonte affidabile di informazioni.

Dopotutto, un esperto di denaro sarebbe in grado di averne molto.

Se qualcuno non ha avuto molti soldi, non sa davvero come accumularli o cosa significhi averli.

Valuta se la fonte della tua convinzione è valida o meno.

Le tue convinzioni dovrebbero provenire dalle tue esperienze personali e dai consigli degli esperti. 

Quindi affidati agli esperti! Sono facili da trovare con un po ‘di ricerca.

3.Basta affermare a te stesso: “ Ho scelto di non crederci più. Non è vero . “

Dichiarare la tua intenzione ha un profondo effetto.

Cerca prove a sostegno.Trova alcuni motivi ed esempi per cui questa convinzione limitante è falsa.

Per esempio:

  • La persona che mi ha detto questo non lo sa davvero.
  • Non l’ho mai provato da solo.
  • Ho visto altri che sono meno capaci di me avere successo in questo.

Per lo meno, dovresti provare un senso di dubbio su quella convinzione limitante.

In caso contrario, continua a trovare altri motivi.

Mettiti online e leggi alcuni articoli di qualcuno che ritieni sia veramente un esperto sull’argomento del tuo credo.

Cerca esempi in cui la convinzione è falsa.

Immagina quanto cambierebbe la tua vita se non avessi più questa convinzione.

  1. Crea una nuova convinzione che ti serve.

Questo sarà l’opposto della credenza limitante o almeno qualcosa del genere.

Crea una convinzione che migliorerà la tua vita e sosterrà la tua capacità di agire per migliorare la tua vita.

Trova esempi per supportare questa nuova convinzione.

Qualsiasi convinzione sarà più stabile se dispone di informazioni e prove a sostegno. Cerca davvero di dimostrare che è vero.

Immagina di dover dimostrare a qualcun altro che la tua nuova convinzione è accurata. Questo dovrebbe portarti dove devi essere.

5.Misura te stesso.

Ogni giorno, controlla te stesso.Come ti senti riguardo alla tua nuova convinzione?

Cosa provi per la tua vecchia convinzione? Misura il tuo istinto: è un collegamento diretto con il tuo subconscio.

Il tuo comportamento sta cambiando?

Se le tue convinzioni cambiano, anche il modo in cui agisci e senti cambierà.

Le nostre vite e sentimenti sono una manifestazione delle nostre credenze.

Se le tue convinzioni sono davvero cambiate, anche la tua vita cambierà.

  1. Torna al tuo elenco di credenze limitanti.

Continua a lavorare sul tuo elenco di credenze negative.

Lavora attraverso quegli elementi e continua ad aggiungere nuovi elementi al tuo elenco. Scoprirai che scoprirai nuove convinzioni limitanti mentre inizi a fare progressi nella tua vita.

Man mano che sperimentate cose nuove, appariranno nuove credenze limitanti, queste sono credenze che non sapevi di avere fino a questo punto.

Quando stabilisci nuovi obiettivi, si presenteranno nuove sfide.

Man mano che impari e sperimenti di più, i tuoi obiettivi cambiano, così cambieranno anche le convinzioni limitanti che hai.

Forse deciderai che tra 5 anni vorresti diventare un ingegnere, le convinzioni limitanti che hai sull’essere un ingegnere dovrebbero quindi essere affrontate.

Continua a esaminare la tua vita per limitare le convinzioni ed eliminarle.

È come tirare le erbacce, non importa quello che fai, alcune erbacce spuntano sempre nel tempo.

Basta riconoscerle e liberarsene.

  1. Ripetere tutti i passaggi precedenti su base regolare.

Mentre stabilisci nuovi obiettivi o hai nuove sfide nella tua vita, ripeti il ​​processo sopra.

Siediti una volta alla settimana e fai un nuovo elenco di credenze limitanti.

Sarai inarrestabile.

“A volte tutto ciò che serve per cambiare una vita è decidere quali credenze non ti servono e cambiare letteralmente la tua mente su quelle credenze” Joy Page

Genitorialità positiva: 5 regole per aiutarti ad affrontare il comportamento negativo dei figli in modo più positivo

I tuoi figli ti fanno impazzire? Se ti è mai stato chiesto di descriverli, dopo aver detto :”È un bravo ragazzo, ma …”,  aggiungeresti le parole come “provocatorio”, “lamentoso”, “immotivato”, “irrispettoso”, “arrabbiato” o “esigente”? Aggiungendo solo  alcuni lati positivi qua e là?

Se i negativi nella tua mente sono più grandi dei positivi, la prima cosa da capire è che è naturale. Dopo tutto, noi genitori siamo umani, il che significa che tendiamo a cercare ciò che è sbagliato nella nostra progenie, così che possiamo concentrarci su ciò che dovremmo “sistemare” in essi. In qualche modo questo ci tranquillizza; crediamo di migliorare le loro possibilità di sopravvivenza a lungo termine in un mondo spesso difficile.

Fermare la ricerca di ciò che temiamo è un’abilità genitoriale e di apprendimento importantissima da imparare.

Il problema è, tuttavia, che se passiamo la maggior parte del nostro tempo a preoccuparci, a sistemare e cercare di dare forma ai nostri figli in ciò che pensiamo dovrebbero essere, ci mancano i lati positivi di chi sono realmente.

La buona notizia è che è effettivamente più efficace guardare l’immagine bilanciata se si vuole influenzare positivamente figlio/a  e mantenere la comunicazione aperta tra di voi. Ti aiuterò a “cambiare le lenti negli occhiali” in modo da poter vedere i comportamenti negativi di tuo figlio in una luce più positiva – o almeno più accurata!

Ecco cinque regole per iniziare:

Regola 1: smetti di cercare ciò che temi

Quando la tensione aumenta, i genitori possono avere la tendenza a cercare prove di ciò che temono. Avevo un amico che era così spaventato che suo figlio fosse un perdente che lo teneva sveglia di notte. Lui stesso aveva lottato socialmente per tutta la vita.

Per affrontare la paura per suo figlio, girava nel cortile della scuola durante la ricreazione, per cercare prove per confermare la sua convinzione negativa su di lui,  ossia non aveva amici. Certo, quando cerchi prove per confermare le tue credenze spaventose, troverai situazioni e le etichetterai come tali.

Un giorno, mi raccontò, mentre lui guidava, lo vide in piedi da solo su un’estremità dell’asfalto mentre tutti gli altri bambini giocavano dall’altra parte della strada. Scese dalla macchina e corse verso di lui freneticamente e gli disse: “Ale, perché sei qui tutto solo e non ti unisci agli altri bambini? e lui rispose: “Papà, puoi toglierti di mezzo?

Questo illustra esattamente ciò che l’ansia può fare a noi genitori, può portarci a cercare prove di ciò che temiamo, e quindi iniziamo a trattarli come se il problema fosse reale, così facendo creiamo una nostra profezia in realtà.

Se questo diventa un modo abituale di affrontarli, invece di aiutarli a imparare a comportarsi in modo più appropriato con gli altri, potremmo inavvertitamente aiutarli a crearsi altri disagi. In altre parole, ciò che stavi cercando di prevenire si verificherà. Perdiamo di vista il logico e il reale, quando ciò accade, anche i tratti positivi possono diventare negativi.

Fermare la ricerca di ciò che temiamo è un’abilità genitoriale e di apprendimento importante da imparare.

 

Regola n. 2: cambia le lenti

Possiamo anche trasformare i lati positivi in ​​negativi quando non siamo in grado di vedere le cose buone seppellite nei comportamenti noiosi e fastidiosi che ci fanno impazzire. Quanto spesso ci preoccupiamo quando i nostri ragazzi sono ribelli con noi? Non ci piace quando si scontrano con noi in disaccordo con ciò che vogliamo che facciano. Quando dicono di no o si rifiutano di fare ciò che chiediamo, ci fanno arrabbiare.

È naturale arrabbiarsi con i nostri figli e etichettare il loro comportamento e atteggiamento come qualcosa di negativo, qualcosa che dobbiamo sistemare in loro. Mentre dobbiamo affrontare il comportamento risultante (rifiuto di conformarsi), la vera caratteristica del bambino non è necessariamente una cosa negativa.

Cambiando l’obiettivo nei nostri occhiali, invece di provare a cambiare i nostri figli, possiamo arrivare ad apprezzare la loro tendenza all’opposizione, anche se può essere estenuante e difficile da gestire.

Provate a guardarla in questo modo: vogliamo che i nostri figli crescano e siano adulti responsabili e indipendenti. La sfida e l’opposizione che vedi possono anche tradursi in un bambino che non ha paura di dire “no” alla pressione dei coetanei, o che ha forti capacità di leadership. Il nostro compito di genitori è di dirigere questa energia in modo appropriato ponendo dei limiti, conoscendo i nostri figli e cercando di mantenere le linee di comunicazione aperte con loro.

Vedere il positivo nei comportamenti dei nostri bambini è una sfida quando il comportamento rende la nostra vita più difficile o diversa da come vorremmo che le cose accadessero. È più facile visualizzare le cose in modo più positivo quando consenti e accetti che tuo figlio sia unico e diverso da te. Non devi permettere ogni cosa a tuo/a  figlio/a bambino, ma è utile cercare di fare un passo indietro e vedere la sua affermazione da una mentalità più positiva.

Un esercizio utile: se la tua tendenza è quella di vedere il bicchiere mezzo vuoto, pensa a  cosa ti servirebbe per vedere il bicchiere mezzo pieno?

Ecco il mio consiglio: ogni volta che ti trovi concentrato sui tratti negativi del tuo bambino, scrivi tre positivi su quel tratto o comportamento. Allenati a vedere le cose da una prospettiva diversa. Se tuo figlio è troppo sensibile, nota il positivo: la sua natura empatica. Se lei è polemica, nota il positivo: ha affermazione di sé.

La chiave è di notare gli aspetti positivi all’interno dei negativi del comportamento di tuo figlio, e quindi aiutarla/o a canalizzarlo correttamente. Potresti aiutarlo/a a passare dall’aggressività all’affermazione ponendo dei limiti attorno al suo comportamento, dando conseguenze per un comportamento inadeguato (e non le sue emozioni) e poi avendo conversazioni sulla risoluzione dei problemi su come gestire le cose in modo appropriato la prossima volta, per esempio. Ma in fondo, l’assertività di tuo figlio è uno strumento molto utile nel mondo reale, purché possa utilizzarla in modo sano. Il tuo compito è guidarla/o, aiutarla/o e insegnargli come farlo.

 

Regola n. 3: visualizza te stesso al posto di tuo figlio

Guarda tutti i comportamenti che ti fanno arrabbiare e chiediti cosa hai bisogno di capire a riguardo. Per fare questo, dovrai dare un’occhiata al cervello in via di sviluppo di tuo/a figlio/a e metterti nei suoi panni per un momento. Con questa nuova comprensione, sarai in grado di vedere il comportamento con meno ansia.

Diciamo che tuo figlio della scuola media vuole comprare le scarpe costose da ginnastica che tutti a scuola indossano, e si mette a urlare quando gli dici di no. Così urli anche tu: “Solo perché tutti le hanno, non significa che devi averle!” E poi pensi tra te e te: “Cosa è successo ai valori che gli abbiamo insegnato? Cosa gli succede? Come mai è diventato così egoista, esigente e maleducato?”

Ora fermati un attimo e visualizza davvero te stesso che entra nei suoi panni. Che cosa puoi ora vedere e capire che non  potevi vedere quando eri nelle tue scarpe? Forse puoi capire con più chiarezza che il problema riguarda meno le sneakers e molto altro sulla sua necessità di adattarsi al gruppo (e non essere diverso). Mentre cresce lui è in un posto dove sente l’urgenza di guardare e comportarsi come i suoi coetanei.

Hai mai provato a non preoccuparti di ciò che gli altri pensavano di te? Come hai fatto? Ora prova ad essere un adolescente o pre-adolescente e fallo. Quasi impossibile, giusto? Non fraintendetemi, capire il comportamento non significa che dovresti arrenderti e andare a comprargli le scarpe costose da ginnastica; significa semplicemente che puoi entrare in empatia con tuo/a figlio/a, e capire le sue esplosioni di rabbia conformandoti e comprendendolo/a  piuttosto che comportarti in modo preoccupato o arrabbiato.

Non prendetela sul personale. Questa nuova regola ti aiuterà sia ad entrare in empatia facendoti calmare prima di discutere di un suo comportamento che pensi sia inappropriato, sia a capire che alcuni comportamenti negativi di tuo/a figlio/a sono normali e in via di sviluppo. Questo può anche aiutarti a depersonalizzare ciò che stanno facendo e vedere il quadro generale un po ‘più chiaramente. In conclusione: il comportamento potrebbe non piacerti, ma almeno sarai in grado di vederlo per quello che è e non prenderlo sul personale.

 

Regola n. 4: chiediti: “È un comportamento negativo o una reazione a qualcos’altro?”

 

A volte trascuriamo l’effettiva causa del comportamento dei figli e lo etichettiamo come negativo. Ma una volta compreso il suo scopo, tutto ci sembra meno catastrofico. Per esempio: diciamo che i genitori di un bambino sono arrabbiati tra di loro per un po’ di tempo.

Il ragazzo percepisce la loro tensione e agisce. Se diventa la spugna emotiva della famiglia, apprende che quando si comporta in modo aggressivo, i suoi genitori si calmano tra di loro concentrandosi solo sul suo comportamento. Perché succede? Loro si concentrano sul comportamento negativo piuttosto che sui propri problemi l’uno con l’altro e si sentono più tranquilli a non dover affrontare le proprie difficoltà. Il bambino cresce e sa che un modo per mantenere i suoi genitori più armoniosi è avere dei problemi da risolvere. Questo accade per lo più inconsapevolmente.

Fai un passo indietro e prova a vedere se il comportamento è un’espressione di “fusione familiare“. Il comportamento del ragazzo dell’esempio esprime ciò che gli altri membri della famiglia non diranno l’un l’altro?

Oppure il suo comportamento aiuta gli altri a non concentrarsi su se stessi, ad abbattere le proprie lotte e comportamenti negativi? Questo si chiama “fusione”. I bambini “ci guardano per vivere”, e intuiranno ciò di cui la famiglia ha bisogno per mantenere un’equilibrio stabile e funzionante.

Ciò significa che agiranno e diventeranno la barra di alleggerimento, se necessario. Una volta che vedi la funzione di determinati comportamenti, puoi vedere il comportamento in una luce diversa.

 

Regola n. 5: Diverso va bene

È naturale sentirsi più positivi sugli altri quando sono “come” noi. Le differenze potrebbero renderci scomodi, ma tieni presente che diverso non è sinonimo di negativo. Se il tuo/a  figlio/a agisce, si comporta o pensa in modo diverso da te, invece di vederlo negativamente, riconosci la differenza e vai avanti.

È così facile vedere gli altri, in particolare i nostri bambini, da un luogo di preoccupazione, e la nostra immaginazione può davvero scatenarsi quando siamo stressati. Cerca di vedere i tuoi figli per quello che sono piuttosto che per chi temi possano diventare. Quando riuscirai a vederli in una luce positiva, ragionevole e realistica, li aiuterai a brillare, fiorire e prosperare.

 

Tarda Adolescenza: 10 modi per sviluppare la vostra liberta’ personale

     

1.Elimina la mentalità basata sui permessi

 
Aspettare il permesso è il modo più veloce per rinunciare alla propria libertà personale e autonomia. Non hai bisogno di qualcuno per dire che qualcosa va bene. Se sai che è giusto, basato su esami e riflessioni, allora vai e fallo.
Non hai bisogno dell’accreditamento di qualcuno per lanciarti nel mondo professionale. Costruisci un pitch deck e  inizia a metterti di fronte alle imprese. Non aspettare che qualcuno ti assuma per iniziare a lavorare per loro. Se sei entusiasta di ciò che fanno, inizia a creare valore gratuitamente.
Aspettare che le altre persone stiano bene è una resa del tuo potere. Li mette al posto di guida. Il modo più veloce per costruire la vita che vuoi è iniziare e costruirla tu, indipendentemente da ciò che chiunque altro ha da dire al riguardo.
 
   

       2.Non fare le cose solo perché qualcuno ti dice che dovresti.

 
Fai le cose perché credi sinceramente in loro.
“Ho seriamente preso in considerazione l’idea di andare all’università perché la gente mi ha detto che dovevo. Alla fine, mi sono reso conto che credevo sinceramente nel forgiare il mio percorso e avere successo senza l’università, e questa era la convinzione sulla quale ho preso la mia decisione”
Non andare a scuola solo perché la società ti dice di andarci, o perché i tuoi coetanei o genitori ti dicono che è necessario. Non seguire una carriera standard solo perché qualcuno ti ha detto che è la corsia preferenziale per il successo.
 

          3.Capire cosa è prezioso e cosa non lo è.

 
Il valore è la forza trainante della società – è ciò su cui sono costruiti tutti i sistemi umani. Nel corso della storia umana, il fondamento delle reti è stato lo scambio – il commercio di beni e servizi, vale a dire il valore.
Per essere un’entità libera e competente all’interno di questo sistema umano (in cui viviamo tutti), devi comprendere il valore. Studia ciò che è prezioso – per i datori di lavoro, per le imprese, per i consumatori, per i tuoi colleghi, per le persone con cui vuoi interagire. Imparalo. Interiorizzarlo. Impara come modellare il tuo lavoro attorno ad esso.
Se puoi comunicare in termini di valore e se puoi fornire valore alle persone, puoi creare opportunità per te stesso ovunque.
 

          4.Renditi un’entità preziosa.

 
Questo è un principio di base dell’economia: più qualcosa è prezioso, più la gente lo desidera. Non basta capire cosa è prezioso per le persone: diventa prezioso per te stesso. Fai cose che aumentano il tuo valore personale e professionale. Impara le abilità che aumentano il tuo potenziale di guadagno e aumenta la gamma di problemi che sei in grado di risolvere. Trasmetti questo valore sviluppando un sito Web, un blog o un podcast e creando prove sociali. Impara come costruire cose interessanti. Scopri come rendere i sistemi più efficienti. Sviluppa risorse che puoi utilizzare per aumentare il tuo valore innato. Se non lo hai ancora trovato, fai un salto a trovarmi o chiamami, che ti do una mano a renderti prezioso/a per essere un gradino avanti agli altri.
 

      5.Prendi possesso delle tue azioni e delle tue decisioni, con la libertà arriva la responsabilità.

 
In ogni scelta che fai, devi raccogliere i frutti e accettare le conseguenze. Se sbagli, dillo. Se ti trovi in ​​una situazione che non ti piace, non giocare la carta della vittima. Non sei una vittima. Sei un agente libero che ha preso le decisioni che ti hanno portato qui, e anche se non hai scelto il risultato, sei libero di fare delle scelte su come andare avanti.
 

       6.Ritieniti responsabile. Non darti scuse

 
E’ molto facile fare scuse alle altre persone quando si incasina qualcosa o si prende una decisione sbagliata. È anche facile scusarsi con se stessi.
Alcuni giorni sei stanco e hai due opzioni: puoi guardare Netflix, Sky, o “divanarti” finché non ti addormenti, o puoi lavorare sul tuo progetto prima di andare a letto. Se scegli Netflix, ti sentirai in colpa, più tardi, poichè non hai lavorato a ciò che sarà il tuo futuro,vicino o lontano Puoi inventarti mille scuse da dirti: ” Ero stanco”, “Non avevo buone idee”, “Avevo bisogno di una ricarica creativa”, ecc.
Questi potrebbero essere punti validi – l’equilibrio è importante – ma ti stai lasciando fuori dai guai quando rispondi a quel sentimento di colpevolezza senza prima di esaminarlo. Stai abilitando la tua passività, razionalizzandola.
Le scuse spianano e lucidano la via della mediocrità. Sradicale!!
 

      7.Non accettare il fallimento come una possibilità. 

 
Quando ti stai assumendo la responsabilità delle tue azioni, ci saranno dei sobbalzi sulla strada. Devi essere resiliente.
In “Pensa e arricchisci” , Napoleon Hill ha scritto un passaggio importante sulla firma della Dichiarazione di Indipendenza. In quel passaggio, ha un punto molto toccante: quei 56 uomini stavano firmando non solo una proclamazione di libertà, ma un documento che avrebbe potuto benissimo diventare la loro condanna a morte. Se gli Inglesi fossero stati vittoriosi e la rivoluzione fosse fallita, ognuno di questi uomini sarebbe stato impiccato per tradimento.
Nella loro mente, non c’era possibilità di fallimento. L’unica opzione pensata era il successo, e non vi avrebbero rinunciato (non potevano) fino a quando non l’avrebbero ottenuto.
La strada per la libertà – e per il successo di qualsiasi tipo – è caotica. 
Ci saranno molti fallimenti lungo la strada e molti falsi finali che provocheranno una sconfitta. Se vuoi prendere l’autonomia nelle tue decisioni nel tuo percorso di vita, non devi accettare il fallimento come possibile risultato. Il fallimento è un passo nel processo, non una destinazione. L’unica possibilità è il successo.
 

8.Sii implacabile nella tua ricerca di miglioramento personale.

 
La vittoria non arriva al passivo, è concessa a coloro che hanno combattuto più duramente – e  più intelligentemente. Tieni traccia delle tue vincite. Esamina le tue perdite.
Sii focalizzato su dove stai andando – fissa obiettivi regolari – e fidati del processo. 
Sfrutta le opportunità che ti rendono migliore, anche se non ti portano direttamente dove vuoi arrivare, poiché è importante avere chiare intenzioni di crescita e sapere che tali intenzioni possono essere soddisfatte in luoghi inaspettati.
 

     9.Conosci te stesso. 

 
Di tutti questi punti, questo potrebbe essere il più difficile, certamente è il più profondo.
Per avere veramente la libertà, devi capire perché prendi determinate decisioni al posto di altre.
Siamo schiavi delle nostre menti e delle nostre abitudini. Facciamo scelte tutte le volte, anche se  sembrano involontarie. Spesso non sappiamo perché finiamo in certe relazioni, perché facciamo gli errori che facciamo, perché abbiamo certi  blocchi mentali .
Praticare costantemente auto-riflessione ed esame sono la chiave per capirci dentro. Chiediti ‘perché’ – perché apprezzo questo? Da dove viene questo valore? Di cosa ho paura?
Sapere è potere. Meglio conosci te stesso, meglio puoi prendere il controllo delle tue azioni. Invece di essere reattivo, puoi diventare proattivo.
 

    10.Non riposare sugli allori. La libertà non è solo faticosa da guadagnare, è anche difficile da mantenere. 

 
Viviamo in un mondo pieno di persone che sono più che felici di toglierti la libertà
Sistemi che ti permettono di seguire il nastro trasportatore senza dover prendere una decisione critica più difficile del fatto che tu voglia andare all’ università o diventare imprenditore. Mantenere la tua libertà personale e autonomia è molto più difficile. È un percorso costante verso l’alto. Controlla i tuoi successi nello stesso modo in cui controlli i tuoi fallimenti: esaminali, vedi cosa puoi imparare e applica in futuro, poi archivia tutto e continua ad andare avanti.
 
Se anche tu in questo momento ti senti perso, mandami una e mail, ne perleremo insieme.

 

 

 

OBIETTIVI E RISULTATI ” BEN FORMATI” TI AIUTANO A VIVERE MEGLIO

La maggior parte delle persone ha scopi o obiettivi, cose che cerca di fare o di raggiungere. Magari ci concediamo un attimo dopo Natale e stiliamo una lista di intenzioni per l’anno nuovo, ma troppo spesso a metà gennaio ce ne siamo già dimenticati o ci siamo già arresi.

In base alla mia esperienza, preferisco  usare il termine “risultato” invece che “obiettivo”.
Il dizionario definisce la parola risultato come “qualcosa che consegue a un’azione; la conseguenza di qualcosa”.

La differenza tra obiettivo e risultato desiderato può non essere immediatamente evidente, ma è rilevante:

  • un obiettivo è sempre qualcosa che desideriamo
  • un risultato è ciò che otteniamo in conseguenza delle nostre azioni. Non è tuttavia necessariamente qualcosa che desideriamo.

La ragione per cui i propositi per l’anno nuovo spesso muoiono sul nascere o non mettono mai radice è che essi sono spesso, “mal formati”: non sono specifici o hanno conseguenze che non abbiamo considerato e che inconsciamente ne impediscono la realizzazione.

 

RISULTATI “BEN FORMATI”

Nel business si usa spesso la sigla SMART  (acronimo di SpecificoMisurabileAttualizzabile,   Realistico e Temporalmente determinato) per indicare il criterio di definizione di buoni obiettivi. Si tratta di un processo valido e prezioso, che ha però i suoi limiti. Gli obiettivi possono comunque risultarne non del tutto definiti e ponderati.

E’ importante che i risultati desiderati siano “ben formati”, ossia che soddisfino una serie di rigorosi criteri o “condizioni di buona formazione”, studiati per aumentare le probabilità di successo. Questi criteri sono:

  1. Il risultato desiderato deve essere espresso in termini affermativi.
  2. Deve essere il più specifico possibile.
  3. Deve essere sottoposto al proprio controllo.
  4. Bisogna avere accesso alle risorse necessarie.
  5. Deve conservare eventuali vantaggi e benefici preesistenti.
  6. Bisogna considerare il contesto.
  7. Deve avere una procedura di verifica basata sui sensi Bisogna controllare che sia ecologicamente sostenibile.
  8. Bisogna definire il primo passo da compiere.

 

  1. IL RISULTATO DESIDERATO DEVE ESSERE ESPRESSO IN TERMINI AFFERMATIVI

 

Molte persone esprimono i propri obiettivi in termini negativi:

  • Non voglio più fumare
  • Non voglio sentirmi nervoso quando parlo in pubblico
  • Non voglio preoccuparmi del futuro

C’è tuttavia un problema legato a questo modo di pensare, dovuto al particolare funzionamento della nostra mente. Quando utilizziamo delle formulazioni per negazione, finiamo per concentrarci su ciò che non vogliamo, cosa che sortisce l’effetto opposto di quello voluto.

Se qualcuno vi dice “Non pensare a una chitarra”, l’unico modo per ricordare di non pensarci è proprio pensarci. Dovete portare alla mente la chitarra e poi cancellarla. Per questo la PNL insiste sul fatto che tutti i risultati desiderati siano espressi in termini affermativi.

Dunque “Non voglio sentirmi nervoso quando faccio presentazioni” viene trasformato in “Voglio sentirmi sicuro di me quando faccio presentazioni”: una formulazione su cui la mente può concentrarsi senza distrazioni.

Può sembrare un semplice gioco di parole, ma formulare i risultati desiderati in termini positivi è un passo cruciale per realizzarli.

 

  1. DEVE ESSERE SOTTOPOSTO AL PROPRIO CONTROLLO

 

È anche essenziale che il risultato desiderato sia sottoposto al vostro controllo

Il problema di un risultato come “Voglio che mia figlia vada bene all’università” è che non è totalmente sottoposto al proprio controllo: dipende dalle azioni della figlia.
Voglio fornire tutti i materiali e il sostegno necessario perché mia figlia studi”, o “Aiuterò mia figlia in tutti i modi possibili” sono entrambi risultati ben formati in questo senso.

L’essenza di questo requisito, come la esprimono Steve e Connirae Andreas in Heart of the Mind, è che:

“l’obiettivo è formulato in un modo che implica che sarete voi stessi a realizzarlo, indipendentemente  da quello che fanno le altre persone”.

 

  1. DEVE ESSERE IL PIÙ SPECIFICO POSSIBILE

 

Molti risultati desiderati sono vaghi e nebulosi, come “Voglio fare qualcosa di interessante” o “Voglio essere ricco”.

Quando raffiniamo un risultato desiderato chiarendo i dettagli, il tutto diviene più vivido e reale. Più specifici siamo, meno è probabile che ci ritroviamo alla fine con qualcosa di indesiderato.

Volete essere ricchi?
Quanto ricchi, specificamente?
Volete fare qualcosa di interessante?
Cosa, esattamente?

Risultati desiderati troppo piccoli o che sembrano irrilevanti potrebbero non essere abbastanza motivanti. Se è questo il caso, può essere necessario passare a un risultato di un livello sovraordinato e più generale, un “meta-risultato”. Il risultato “pulire la macchina una volta alla settimana” può sembrare da poco, ma se è collegato a “mantenere in buone condizioni la macchina così da poterla vendere al prezzo più alto” apparirà molto più valido.

 

  1. DEVE AVERE UNA PROCEDURA DI VERIFICA BASATA SUI SENSI

 

Questo criterio di buona formazione è collegato al precedente. Una volta definito il risultato nel modo più specifico possibile, è necessario avere pronta anche una procedura di verifica basata sui sensi.

Nel caso lavoraste con un’altra persona le potreste chiedere: “Come saprai di aver realizzato il risultato desiderato?”, aspettandovi una risposta in termini di ciò che la persona vedrebbe, udrebbe, percepirebbe, gusterebbe o odorerebbe.

Questo grado di specificità è necessario perché le persone spesso impiegano procedure di verifica astratte: come per molte altre cose, a contare sono i dettagli.
Immaginare di avere già ottenuto il risultato può essere un modo utile di chiarire la procedura di verifica.

 

  1. BISOGNA CONSIDERARE IL CONTESTO

 

È anche essenziale considerare dove, quando e con chi si desidera il risultato. Riguarda la vita nella sua totalità o solo un suo aspetto? Un risultato che va bene in un contesto potrebbe non essere ottimale in un altro. Una persona potrebbe desiderare più sfide al lavoro, ma più tranquillità a casa.

 

  1. BISOGNA AVERE ACCESSO ALLE RISORSE NECESSARIE

Solitamente le persone nel passaggio dal loro “stato presente” a uno “stato desiderato” hanno bisogno di “risorse”. Queste possono essere interiori (abilità, conoscenze, comprensione, coraggio etc.) oppure esterne (denaro, contatti o equipaggiamento).

Se, per esempio, il risultato desiderato fosse quello di correre una maratona, che risorse ha la persona, cosa può già fare? Magari corre regolarmente 15 chilometri. Ha calzature di qualità che possono supportarla nella corsa. Ha un amico che vuole correre a sua volta, e con il quale allenarsi. E via dicendo. Che risorse le mancano?

Lo scopo di questo criterio è fare in modo che la persona valuti in modo realistico se ha già o può ottenere le risorse necessarie per realizzare il risultato.

 

  1. DEVE CONSERVARE EVENTUALI VANTAGGI  E BENEFICI  PREESISTENTI

 

Molte persone sono motivate e dedite a realizzare un risultato, eppure non ce la fanno o si arrendono. Spesso questo accade perché i comportamenti da cambiare prevedono anche dei benefici che andrebbero perduti se il risultato venisse raggiunto.

Le persone che bevono troppo caffè, ad esempio, o quelle che sono sempre in ritardo agli incontri, ricavano qualcosa di positivo da questi comportamenti, altrimenti cesserebbero di esibirli. Potrebbe essere l’energia della caffeina in un caso, e il desiderio di sfruttare al massimo il tempo nell’altro.
Ma non esistono risposte standard: i benefici secondari sono specifici per ogni singola persona e situazione.

A volte questi aspetti “positivi” di comportamenti “negativi” non sono ovvi, ma è essenziale tenerne conto perché il risultato desiderato possa realizzarsi. Una volta che si è presa coscienza di questi effetti secondari positivi, si può arrivare alla conclusione che non sono più validi.

 

  1. BISOGNA CONTROLLARE CHE SIA ECOLOGICAMENTE  SOSTENIBILE

 

Ciascun risultato che scegliamo e raggiungiamo, per quanto piccolo sia, creerà degli effetti che si riverseranno sul mondo che ci circonda e le persone che lo abitano.

Se siete un manager e profondete molta energia nel lavorare su un grosso progetto, avrete meno tempo da dedicare al vostro staff (e alla vostra famiglia e ai vostri amici). Potreste dover sospendere per qualche tempo i vostri interessi e i vostri hobby. Potreste non avere più tempo per andare in palestra, e la vostra salute e forma fisica potrebbero risentirne.

L’ecologia riguarda le conseguenze per il sistema nella sua interezza. E questa condizione di buona formazione richiede di pensare attentamente e profondamente ai vantaggi e agli svantaggi che derivano da qualsiasi azione prescelta.

Volete il risultato a qualsiasi costo? Magari volete essere più qualificati per migliorare le vostre prospettive di carriera. Siete pronti a trascorrere sei anni a studiare presso un’università a distanza e a investire migliaia di euro ogni anno per farlo? Il denaro è un fattore che pochi di noi possono ignorare quando si tratta di accertarsi che un risultato desiderato sia ben formato.

Alcuni risultati possono letteralmente cambiare il modo in cui pensiamo a noi stessi. Questo vi porta nella direzione desiderata? Vi avvicina o no a essere la persona che volete essere?

 

  1. BISOGNA DEFINIRE IL PRIMO PASSO DA COMPIERE

 

Trasformare un risultato desiderato in realtà richiede di agire. Come recita un antico proverbio, “anche il più lungo dei viaggi comincia con un singolo passo”.
Definire quel primo passo è la parte finale e importantissima del processo per avere un obiettivo ben formato. Se si salta questa fase, probabilmente non si procederà poi nemmeno a fare il resto.

Mi farebbe piacere se lasciaste una risposta a questa domanda, sarebbe già un buon punto d’inizio verso il raggiungimento del risultato/ obiettivo

Cosa farete precisamente, e quando lo farete?

 

COSA FANNO LE PERSONE CHE SONO FELICI PER ESSERE FELICI?

Normalmente pensiamo che l’obiettivo finale di tutti sia essere felici e amare la propria vita.

Ma quante persone davvero lo sono? Se mai incontrerai i pochi fortunati che amano sinceramente la vita che stanno vivendo, potresti chiedergli: “Cosa stai facendo in modo diverso dagli altri per stare così bene?”

Se questo pensiero ti è mai passato per la testa, ti diamo un piccolo elenco, in base alla nostra esperienza di coach, di cose che queste persone “fortunate” fanno per essere felici,  così da crearti spunti di riflessione per la tua vita.

1.Sono consapevoli  che la vita è breve.

Potrebbe sembrare un cliché, ma le persone che amano le loro vite sanno che ogni momento è un dono prezioso. Spesso hanno in mente la loro mortalità, non in modo ossessivo, ma in un modo che ricorda loro di vivere ogni giorno al massimo e di non dare per scontata una sola cosa.

2.Non chiedono l’attenzione degli altri.

Se sei felice e ami la vita che stai vivendo, non è necessario essere il centro costante dell’attenzione altrui. Le persone che amano le loro vite tendono ad essere sicure di sé e non hanno bisogno che tutti cadano ai loro piedi per sentirsi bene con se stessi.

3.Sono saggi nei  loro acquisti.

Le persone felici si rendono conto che essere impulsivi o troppo generosi in certi acquisti, creerà in loro conseguenze negative. Pensano prima di passare ai fatti, nel caso chiedono finanziamenti e si assicurano di non indebitarsi mai, perché ciò causerebbe uno stress non necessario.

4.Sono in contatto con i loro sentimenti.

Una cosa molto bella  della vita è amare le altre persone e sentire profondamente le nostre emozioni. Non possono garantire che le loro emozioni siano sempre buone, le persone che amano le loro vite si permettono di sentire ed esprimere emozioni, si rendono conto che i sentimenti fanno parte della vita e non li reprimono.

 5.Rivendicano il loro potere.

In altre parole, non permettono a nessuno di controllare il loro mondo. Per esempio: se qualcuno gli dice qualcosa di brutto , non gli lasciano spazio per rovinargli la vita. Cambiano ciò che possono, accettano ciò che non possono e lasciano che le emozioni negative li attraversino così da non lasciare che altre persone controllino il loro stato d’animo.

6.Consapevolmente agguerriti.

La vita non va mai come ci aspettiamo. Le persone felici lo sanno. Sanno che l’imprevisto può accadere, ma questo non gli impedisce di essere felici, semplicemente spostano le loro prospettive e trovano altre direzioni.

7.Sanno come controllare le loro azioni.

Alcune persone pensano che le azioni siano il risultato di qualche forza esterna. Quante volte hai sentito, “Mi ha fatto urlare perché ha detto qualcosa di stupido!” No. Nessuno ti fa gridare,tranne te. Sì, le persone possono farti arrabbiare, ma quello che fai con quella rabbia – e come lo incanali in un’azione – è un’altra storia. Le persone che amano le loro vite lo sanno.

8.Prendono la responsabilità delle proprie azioni.

Nessuno è perfetto. Come detto sopra, le persone felici sanno controllare le loro azioni. Tuttavia, a volte commettono errori. Se perdono temporaneamente il controllo e si comportano in un modo da  ferire qualcuno (o in modo non produttivo), si scusano. Dopo che si sono scusati, cambiano il loro comportamento.

9.Trasformano la loro passione in una carriera.

Probabilmente hai sentito la gente dire “Fai quello che ami e non lavorerai mai un giorno nella tua vita”. Molte persone sono d’accordo, ma non sanno come farlo accadere. Le persone che amano la vita sanno che c’è un modo per trasformare qualsiasi passione in un’opportunità economica.

10.Sanno di avere la capacità di controllare i loro pensieri.

Molte persone pensano che i loro pensieri siano senza controllo.Questo non è vero. In qualsiasi momento, hai la possibilità di scegliere un pensiero diverso., all’inizio potresti non crederci, ma più cambi il tuo pensiero in positivo più e più volte nella tua testa, più inizierai a viverlo davvero.

11.Si associano solo a persone positive che li rendono energeticamente forti.

Le persone felici non amano essere attorniati da persone negative. Si prosciugano e probabilmente preferiscono essere a casa a leggere un buon libro da soli rispetto a qualsiasi negatività. A nessuno piacciono i reclami, quindi le persone che amano le loro vite si circondano solo di altre persone positive.

12.A loro piace stare con le persone stare da soli.

Essere socievoli è divertente, ma anche essere soli ha i suoi benefici. Le persone che amano le loro vite sono in grado di incorporare entrambi nelle loro vite. Non necessariamente si appoggiano ad entrambi gli estremi; tendono ad avere equilibrio

 13.Sono fiduciosi nelle scelte che fanno.

Hanno la capacità di fare un passo indietro e analizzare logicamente le scelte che gli si presentano. Pensano prima di agire. Guardano le possibili conseguenze di ciascuna scelta. Una volta presa una decisione, ne sono fiduciosi. Anche se non risulta come previsto, possono cambiare le prospettive abbastanza facilmente e felicemente (vedi sopra).

14.Sanno come avere un’influenza positiva sugli altri.

Queste persone sanno che la loro vita è un esempio per il mondo. Sanno che altre persone li stanno guardando e cercano di essere da esempio. Vogliono solo diffondere felicità e gioia avendo un buon comportamento.

15.Amano se stessi.

Questo non è amore narcisistico (il narcisismo non è affatto amore per se stesso). Quello che vogliamo dire, concludendo,  è che a loro piace sinceramente chi sono. In altre parole, se fossero qualcun altro, probabilmente sarebbero amici con se stessi. Pensano di essere piuttosto fantastici.

Se non ami la tua vita, non perdere la speranza. Ci sono sempre dei cambiamenti che puoi fare per diventare più felice. Queste cose sono solo l’inizio per essere felici e amare la tua vita. Perché non provarne alcuni già da oggi?

 

Cos’è il nostro “dialogo interno”?

Cosa ti dice l’espressione, crea la tua realtà ?

 È una frase popolare e accattivante frequentemente usata nel Movimento del Potenziale Umano che si riferisce al modo in cui la nostra mente, attraverso l’attenzione e l’intenzione, struttura le nostre esperienze e percepisce la nostra realtà.

Il Dr. David Simon ( laureato in Medicina, è il direttore medico del Chopra Center for Well Being di La Jolla, in California) disse: “La realtà è un atto selettivo di attenzione e interpretazione”. Secondo questa visione, la nostra attenzione è ciò su cui focalizziamo la nostra intelligenza mentale, ma è durante l’interpretazione che l’intelletto analizza e trae significato. Questa interpretazione avviene sotto forma di dialogo interno .

Ma cos’è effettivamente il dialogo interno?

Il dialogo interno è la conversazione che il nostro ego sta avendo con se stesso. È la vocina sub-testuale che applica logica, ragionamento e credenze a situazioni, persone ed eventi.  In quanto tale, il dialogo interno svolge un ruolo vitale nel dare il significato alla nostra vita e alla realtà. Quando il nostro dialogo interno è oscuro, negativo e lugubre, vediamo un mondo filtrato attraverso certe qualità. Al contrario, quando abbiamo un dialogo interno positivo, edificante e ottimista, percepiamo la realtà in modo propositivo.

Per aiutarti a padroneggiare il tuo dialogo interiore e modellare la tua vita in uno stato mentale positivo di felicità e realizzazione posso consigliarti alcuni passaggi che ho sperimentato su me stessa, grazie anche a un libro illuminante “ Il quinto accordo “ di Don Ruiz , e che tutt’ora mi stanno dando soddisfacenti risultati.

Ho iniziato col far tacere quella vocina che tutto il giorno mi parla ( dialogo interno) e mi dirige sulle azioni da intraprendere o le cose da dire, in che modo? Trascorrendo del tempo in silenzio.

Non dico di arrivare alla Meditazione , anche se sarebbe molto utile per riavere serenità d’animo e fisica,  ma anche stando in silenzio per 15/20  minuti senza nessun disturbo, con gli occhi chiusi , sdraiati comodamente o seduti, ascoltando musiche rilassanti a basso volume, fa ritornare il silenzio dentro di noi e automaticamente si abbassano i livelli di stress , di cortisolo, di adrenalina e la vocina si quieta.

Generalmente abbiamo da 60.000 a 80.000 pensieri ogni giorno e la tranquillità del nostro ambiente mentale turbolento crea la tela bianca su cui dipingere una conversazione interna positiva. Quando la mente è ferma, diventa un campo fertile , ricettivo ai segnali che le diamo da quel momento in poi.

Secondo passaggio ho iniziato ad evitare i pensieri negativi. Non c’è dubbio che la negatività è diffusa nel nostro mondo moderno. Ovunque guardiamo, sembra che non ci sia fine. Questo, in parte, è dovuto al pregiudizio della negatività del nostro cervello – una tendenza comune è notare situazioni ed eventi negativi più facilmente di quelli positivi- Abbiamo ereditato questo artefatto neurologico dai nostri antichi antenati che, a causa della loro costante mentalità di sopravvivenza, dovevano sempre essere alla ricerca di pericoli o qualsiasi cosa che avrebbe messo a rischio la loro vita. Un bel tramonto o un buon pasto sono stati offuscati dalle esigenze di sicurezza e protezione. Portiamo ancora questa tendenza all’interno del nostro sistema nervoso e spesso inibisce la nostra capacità di vedere il bene nel mondo, anche quando è proprio di fronte a noi.

Pertanto, dobbiamo impegnarci ad allontanarci dalla negatività tutte le volte che possiamo. L’energia negativa può essere contagiosa e inquinare il dialogo interno con la paura, la rabbia. Cercare quindi di avere pensieri positivi è un grande aiuto per il nostro benessere mentale, ogni qualvolta ci viene in mente un fatto negativo, una persona negativa smettiamo di pensarci e spostiamo in nostro focus su qualcuno che ci vuole bene, che amiamo o su un fatto del quale siamo fieri, che ci riempie di gioia.

Terzo passaggio, credo il più importante per me, è non interpretare nulla di ciò che ti viene detto. Ho avuto dei problemi reali con il non prendere le cose che mi venivano dette in modo personale, cioè pensavo che il mio interlocutore mentre mi parlava di vari argomenti o di persone amiche, si riferisse in qualche modo anche a me e proprio qualche mese fa  ho superato l’ennesima sfida che mi si era presentata.

Questa tendenza a interpretare e supporre il pensiero altrui deriva dal fatto che noi crediamo di essere la verità. Facciamo supposizioni su ciò che gli altri stanno dicendo, le prendiamo sul personale ferendoci da soli e ponendoci quindi in un atteggiamento negativo nei confronti di chi parla.

Questo molto spesso capita per la paura di chiedere chiarimenti, così immaginiamo ciò che vuole dire e, pensando di avere ragione, difendiamo  le nostre idee cercando di rendere sbagliato qualcun altro.È sempre meglio fare domande che fare un’ipotesi.

Il giorno in cui smetterai di fare supposizioni con chi ti rapporti giornalmente ti stupirai di come il tuo stato interiore e il tuo dialogo interno cambieranno in meglio , anche il tuo modo di comunicare cambierà completamente e le tue relazioni non risentiranno più di conflitti creati da supposizioni sbagliate. Provaci è davvero importante!

Quarto passaggio ho cercato di avere un comportamento e un linguaggio impeccabile sempre più spesso, compito non facile anche questo perché nessuno di noi è perfetto. La parola e il comportamento sono naturali affioramenti del dialogo interiore.  Pertanto, quando scegli consapevolmente di praticare un linguaggio e un comportamento impeccabili, il tuo dialogo interno diventerà automaticamente più positivo e raffinato. Possiamo continuamente aspirare a portare dentro di noi lo spirito di impeccabilità.

Quinto passaggio ho imparato ad essere grata. La gratitudine è un potente stato mentale che provoca una trasformazione palpabile nel nostro panorama interiore. Ho spostato l’attenzione su quelle cose di cui posso essere grata, questo mi ha permesso di uscire dallo stato negativo.

Semplicemente ripetendo la frase, sono così grata per _____ , creiamo uno slancio positivo nel nostro dialogo interno. Concentrarsi su ciò che è buono o edificante nella tua vita ti condiziona anche a stare vigile nel cercare sempre più le stesse esperienze gratificanti nella tua vita – o come dice il proverbio, dove l’attenzione va, l’energia scorre -.

In ultimo , ma non per ultimo di importanza, ho capito quanto è determinante diventare scettica su ciò che sento e di essere altrettanto attenta a ciò che mi sta raccontando.

Vi è mai capitato di parlare con qualcuno e di pensare ai fatti vostri? Oppure di ascoltare prendendo per buono qualsiasi cosa stia dicendo, magari perché ci fidiamo della persona in questione oppure perché siamo stanchi e non vogliamo impegnarci in un dispendio ulteriore di energie mettendo in discussione ciò che stiamo sentendo?  A me si , anni fa quasi sempre, adesso quasi mai !

Quando impari ad ascoltare, sai esattamente cosa vogliono gli altri: una volta che sai quello che vogliono, quello che fai con quell’informazione dipende da te, puoi reagire o non reagire, puoi essere d’accordo o in disaccordo con quello che dicono, e questo dipende da quello che vuoi. Ho iniziato a usare il potere del dubbio per esaminare tutto ciò che sento. E’ davvero la realtà ?

Ascolta le intenzioni dietro le parole e comprenderai il vero messaggio.

Cambiando le tue abitudini e impostando, almeno inizialmente, qualcuno di questi passaggi sono sicura che otterrai dei miglioramenti di vita da subito. Non sono facili da applicare, lo so e se vorrai chiedermi supporto, sarò lieta di spiegarti meglio.

Oggi hai qualche strumento in più che ti permetterà di stare meglio. Dipende da te usarli oppure restare nella tuo solito stato .

Ora tocca solo a te.

Perchè chiamare un Parent coach ?

Ripeti le stesse cose mille volte al giorno?

Hai provato timeout, bustarelle e minacce per far sì che i tuoi figli si comportino come desideri, ma niente funziona?

Non sei sicuro di cosa fare, e ti chiedi costantemente perchè stia andando sempre peggio?

Sembra una lotta senza fine, vero?

Forse sei pronto per una prospettiva esterna, qualcuno con cui parlare anziché affidarti alle ricerche e ai consigli di Google.

Molti genitori sono spaventati quando il loro bambino agisce in modo aggressivo, maleducato o fa i capricci in casa o fuori, e sono spesso confusi su come gestire i problemi comportamentali dei loro figli. Chiedere suggerimenti ad amici e familiari in genere fornisce ai genitori opzioni che non utilizzerebbero mai e che diventano schiaccianti perché tutti hanno un’opinione diversa, perché ognuno ti porta la sua soluzione adottata coi propri figli, che però non può essere la tua perché tuo figlio è diverso dal suo e perché tu sei diversa dalla persona che cerca di aiutarti. Per questo motivo, mamme e papà sempre più spesso cercano il consiglio di un Parental coach per ricreare armonia in casa.

Certo è che il Parental coach non è un terapeuta che fa psicoanalisi della dinamica familiare. E’ un esperto che aiuta ogni genitore a capire meglio il rapporto che hanno tra loro e con i loro figli . Fornisce gli strumenti per correggere i problemi comportamentali. I semplici cambiamenti che i genitori e i figli fanno possono servire come base per costruire relazioni più forti e più salutari per una vita migliore.

Il modo in cui i bambini sviluppano abilità sociali, emotive e intellettuali da piccoli, contribuirà a determinare come far fronte alle circostanze della vita negli anni a venire. Il bambino di oggi affronta molte più sfide di quanto i loro genitori abbiano mai fatto. Ciò è dovuto alle ulteriori fonti di influenza tra cui la tecnologia, le celebrità dei media, internet.

I genitori hanno l’obbligo di garantire che i loro figli imparino il vero valore di ogni scelta fatta dai bambini. Questo deve essere fatto attraverso una guida implicita in cui al bambino viene insegnata la differenza tra la pressione provocatoria dei gruppi e le decisioni sagge durante le situazioni difficili.

Il ruolo dei genitori nello sviluppo del loro bambino è più cruciale di ogni altra relazione che il bambino ha con gli altri. Ogni azione positiva può creare un impatto decisivo sulla crescita del bambino in quasi tutte le fasi del suo sviluppo. Tuttavia, la maggior parte dei genitori non possiede una conoscenza innata di come soddisfare molte delle esigenze di sviluppo dei propri figli.

Cosa otterrai con il nostro aiuto?

Il coaching offre ai genitori gli strumenti necessari per gestire quasi ogni situazione nell’unità familiare. Imparerai a crearti una facile tabella di marcia per:

  • Avere modi migliori per rispondere alle situazioni invece di reagire
  • Creare una dinamica familiare più felice, più calma e più invitante ed eliminare le urla
  • Imparare come essere un genitore fermo ma paziente e gentile
  • Rimanere calmo durante ogni situazione
  • Creare attenzione in quello che si sta dicendo nel ragazzo e renderlo autonomo nelle proprie soluzioni
  • Imparare modi efficaci per comunicare con bambini di ogni età
  • Comprendere come i modelli comportamentali e le esigenze dei bambini cambiano mentre crescono
  • Migliorare la relazione genitore / figlio e le relazioni tra fratelli

Tutte queste soluzioni aiutano i genitori a fornire il tipo di genitorialità di cui i figli hanno bisogno per crescere. Quando i genitori passano meno tempo a fare i genitori, hanno più tempo per fare le cose che amano di più. Gli stili di vita frenetici di oggi creano famiglie indaffarate e i genitori sono sopraffatti! Il coaching aiuta a risolvere molti problemi comuni e insegna ai genitori come aumentare le responsabilità e il rispetto dei loro figli così diminuiscono i litigi, le discussioni e i lamenti.

Ogni sessione fornisce tecniche, strumenti e strategie per gestire specifici problemi di vita familiare. Non si parla del passato e invece si focalizza tutta l’attenzione sul presente e sul futuro. I parental  coach stanno emergendo come un nuovo modo per i genitori di ottenere supporto per una varietà di problemi genitoriali. A differenza degli psicoterapeuti che trattano le condizioni diagnostiche di salute mentale, gli allenatori si comportano più come consulenti. Forniscono strumenti, idee e supporto senza trattare problemi sottostanti.

Come fai a sapere se hai bisogno di un Parental coach?

Prova, leggendo sotto, a vedere se ti ritrovi in qualcuno dei punti elencati. Qui ci sono alcuni servizi che sono in grado di offrirti, se vedrai qualche punto che ti sembra familiare o anche  tutti, bene allora forse hai bisogno di un sostegno.

  • Problemi di comportamento : ti aiuto a trovare modi efficaci per affrontare problemi come aggressività , rivalità tra fratelli e sfida .
  • Problemi di genitorialità legati allo stress: ti supporto nel trovare modi per prenderti cura di te stesso e gestire lo stress.
  • Attività di sviluppo: troverai le strategie che supportano lo sviluppo fisico, emotivo e sociale del bambino.
  • Essere genitori durante un momento di  crisi personale: ti aiuto a essere il miglior genitore possibile durante un disagio, come la separazione, il divorzio o la perdita di una persona cara.
  • Problemi pratici : ti aiuto a creare un piano per affrontare problemi di assistenza all’infanzia o problemi educativi.

Come vengono offerti i servizi?

Alle volte mi reco presso le abitazioni e do un feedback durante una loro normale giornata, oppure incontro i genitori dove o nel mio studio o nel loro ufficio, con alcuni ho una comunicazione via telefono, e-mail o tramite videoconferenza, il mezzo lo decide il cliente ovviamente i costi sono diversi secondo il servizio richiesto.

Quanto vale, per te, la serenità della tua famiglia?

Credo che non si riuscirebbe a quantificare una simile gioia nemmeno pensandoci a lungo.

Il nostro primo incontro gratuito sarà conoscitivo per entrambe e decideremo così se siamo adatti gli uni agli altri. Amo lavorare con persone che si fidano di me, è fondamentale per la riuscita del percorso, per aiutarti a raggiungere il tuo obiettivo ti devi sentire  a tuo agio mentre parli di vari problemi genitoriali e credere nel nostro lavoro.

Diventare genitori è una delle sfide più grandi e importanti della vita, Può essere gioioso e appagante, ma può anche essere travolgente ed estenuante. Per questo motivo molte persone hanno bisogno di unirsi al mio viaggio.

Ovunque tu sia nel tuo percorso, ricorda che non sei solo. C’è un supporto disponibile e quando sei pronto, siamo qui per guidarti verso la felicità.

Sappiamo anche come ci si sente genitori attraverso l’aggressività, l’ansia e la rivalità fraterna. Come te, siamo un gruppo di professionisti genitori e  amiamo i nostri figli incondizionatamente ma chiunque ha bisogno di aiuto, perché siamo tutti genitori imperfetti , nonostante il grande amore che proviamo per loro!

Pensieri sulla separazione

Le esternazioni qui sotto, penso, ti toccheranno, indipendentemente dal fatto che tu abbia mai passato una separazione o un divorzio. Parlano, in modo vero, di tante emozioni comuni vissute in questo processo tipicamente lacerante, come il dolore e il lutto (di speranze e sogni che ora, secondo alcuni, non possono più essere soddisfatti); shock e sconcerto; colpa, rimpianti e rimorsi; acrimonia e antipatia; costernazione e devastazione. Alcune sono mie e le ho ritrovate nel mio diario che scrissi nel momento in cui stavo vivendo la “separazione del cuore”, quella che vivi quando ancora sei insieme ma sei consapevole e lo vivi quotidianamente che ormai non c’è più nulla da fare, o quantomeno non sai cosa fare, ma vorresti con tutte le tue forze che le cose andassero in modo diverso per far tornare l’amore di un tempo. Ti è mai capitato?

Ecco alcuni pensieri sulla miseria generale che caratterizza tanti divorzi. Mi piacerebbe se, sotto l’articolo, scrivessi ciò che pensi in merito,se li condividi e se ne hai altri da aggiungere sarebbe molto bello poterli leggere. Molti sono miei alcuni li ho letti in vari articoli. Penso che ne troverai parecchi commoventi ed eloquenti:

La separazione può anche devastare il senso di sé. Può sembrare l’ultimo assalto – un insulto incalcolabile per chi sei, o pensavi di essere. Può farti dubitare di cose che prima avevi dato per scontate. E può anche infliggere un duro colpo alla tua capacità, o volontà, di fidarti degli altri (e forse anche di te stesso). Rappresenta una perdita di innocenza: un’introduzione più triste, ma più saggia, non richiesta, in un mondo più perplesso e doloroso di quanto tu possa mai immaginare. Inoltre, per aggiungere ulteriore insulto alla ferita, la questione della divisione della proprietà, del mantenimento ai figli, delle responsabilità genitoriali, possono trasformare la tua tragedia quasi in una parodia, banalizzare il tuo dramma intensamente personale e manifestarlo in ancora più bisticci e discordie.

Non si trattava di essere felici o infelici. Non volevo più essere me stessa. S.D.

Ricordo una desolata domenica notte in cui mi chiedevo: è così che passerò il resto della mia vita? Sposata con qualcuno che è perennemente distratto e un po’ malinconico, vivere come se una meravigliosa festa si svolgesse nella stanza accanto di casa mia e io che dovevo semplicemente ascoltarla mentre invece avrei voluto tanto fosse nella mia.

Il divorzio non è una tragedia. Una tragedia vera la vive un matrimonio infelice, che insegna cose sbagliate ai propri figli e sopratutto cose sbagliate sull’amore. Nessuno è mai morto per divorzio. J.W.

La vita ci può giudicare colpevoli o non colpevoli, occorre guardarsi dentro perché noi siamo i primi a sapere di non essere innocenti.

Bastano due per distruggere un matrimonio. MT.

Molte coppie sposate si separano perché litigano incessantemente, ma ci sono anche coppie separate che non sono mai state abbastanza oneste o abbastanza coraggiose da litigare quando avrebbero dovuto.

Perché ci siamo separati? Immagino che qualcuno possa dire che abbiamo avuto dei problemi di sincronizzazione. Immagina di essere al circo dove due trapezi oscillano in direzioni opposte andando sempre più in alto fino ad arrivare in cima del tendone, ecco i due trapezi eravamo noi. Ci siamo mossi di continuo, ma non ci siamo mai incontrati nello stesso punto come fanno in tanti, finché quel giorno, abbiamo terminato di oscillare.

Com’è il Natale da separato con figli?

Le vacanze sono un momento di festa. Dal preparare regali, decorare l’albero, al coro dei canti natalizi e partecipare alle varie feste che si succedono a ruota, aziendali, sportive, ludiche, ci sono molte occasioni per riunirsi con familiari, amici e persone care e godersi l’atmosfera. Se  tuttavia, stai attraversando una separazione o un divorzio, le vacanze possono invece essere tutt’altro che rilassanti, soprattutto se hai figli. Improvvisamente, le vecchie tradizioni familiari non sono adatte e trovarne di nuove può essere difficile.Ecco perché ho trovato il seguente elenco di tre cose da tenere a mente durante questo periodo, che ho maturato sulla mia vita, nel corso di tanti anni da mamma separata. Spero che questi suggerimenti ti aiutino ad avere una vacanza meravigliosa.

  • Decidere i regali

Per molte persone, i regali sono un modo per mostrare amore e apprezzamento per un’altra persona. Durante il divorzio o la separazione, non fare l’errore che fanno in tanti di usare i doni per tuo figlio facendo a gara con il tuo ex. O esagerare nella quantità per alleviare il tuo “senso di colpa “ .

È importante evitare di usare regali in questo modo perché è diseducativo per il figlio e assolutamente poco appagante per te, se non nel singolo istante in cui glieli dai.

Se possibile, coordinati con il tuo ex-partner in modo, anche, da non finire per dare ai vostri figli gli stessi regali, o ancor meglio sarebbe, unire  le forze e fare i regali insieme. Solo perché non siete più una coppia non significa che i vostri nomi non possano essere sulla stesso bigliettino di auguri. Non credi?

In effetti, presentarvi uniti potrebbe essere solo il più grande dono per il piccolo, anche se solo per quel momento.

  • Pianifica in anticipo tutto e mantieni le tue promesse

Le vacanze sono frenetiche, con più eventi e uscite sociali extra. Se questa è la tua prima vacanza da separata, è importante pianificare in anticipo e capire chi ha bisogno di essere dove e quando. Dovresti anche decidere in anticipo dove i bambini trascorreranno ogni parte della vacanza, se scegli di festeggiare separatamente. Ad esempio, la vigilia di Natale con un genitore e il giorno di Natale con un altro può essere un buon compromesso, ma solo se ne parli in anticipo. È anche importante attenersi al piano, una volta deciso. Le modifiche dell’ultimo minuto causeranno ulteriore stress e risentimento e soprattutto destabilizzano i ragazzi.

  • Dona amore a chi ne ha bisogno

Le vacanze sono anche un momento per riflettere sulle cose per le quali siamo grati e trascorrere del tempo con chi amiamo da sempre le renderà uniche. Entrambe queste cose possono essere difficili da fare se la tua famiglia sta affrontando un momento di cambiamento. Invece di concentrarti su te stesso e sulla tua situazione, guarda verso l’esterno e guarda cosa puoi fare per gli altri bisognosi. Se sarai solo per una parte della vacanza, scopri quali sono le opportunità di volontariato disponibili. Restituire aiuto e amore può essere una grande distrazione e un modo per onorare il vero significato del periodo.

Se non riesci ad affrontare queste festività in modo sereno e proprio non trovi la pace necessaria, prova a scrivermi, credo che un confronto, un suggerimento possano essere la chiave che ti occorre per viverle meglio.

 

 

 

 

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